Celebrazione davvero speciale nel pomeriggio di oggi in una cattedrale gremita a Chioggia per l’apertura del nuovo anno pastorale. Presieduto dall’amministratore diocesano mons. Simone Zocca, il rito ha visto per la prima volta la presenza del nuovo vescovo eletto della diocesi mons. Michele Di Tolve che ha tenuto l’omelia di riflessione sul brano evangelico del Buon Samaritano che fa da punto di riferimento sul tema della “fraternità”, già indicato dal vescovo Giampaolo per questo 2026-27 come terzo muro portante nella costruzione delle Comunità cristiane sinodali e pienamente condiviso dal nuovo pastore.
La celebrazione, guidata dal direttore dell’Ufficio liturgico diocesano don Stefano Doria, con la partecipazione dei diacono e dei ministranti, si è articolata in quattro momenti, inframmezzati da preghiere e canti, tra cui, all’inizio l’invocazione dello Spirito Santo: la proclamazione della Parola con il commento del vescovo Michele; l’illustrazione sintetica del piano pastorale da parte di mons. Zocca; l’impegno espresso personalmente in coro da tutti i presenti – ciascuno nel proprio diverso ruolo (ministri straordinari dell’eucaristia, operatori pastorali, consacrati e consacrate, sacerdoti e diaconi – a camminare insieme nella Chiesa al servizio dei fratelli; infine alcune comunicazioni e avvisi.
Mons. Di Tolve, ha iniziato volgendo lo sguardo tutt’attorno chiedendo di lasciarsi guardare come Chiesa da lui appena giunto; quindi con un linguaggio diretto e incisivo ha sottolineato come la domanda del dottore della legge sia anche la nostra: Cosa devo fare per avere la vita eterna, cioè una vita interiormente felice per sempre. La risposta di Gesù alla precisa citazione biblica dell’interlocutore vale anche per noi “Fa’ questo e vivrai”: non basta sapere, conoscere il bene Occorre farlo, praticarlo… E come quel dottore anche noi a volte “tentiamo d giustificarci” accampando scuse…
Gesù comunque non presenta una risposta, ma racconta una storia valida allora e tuttora: “Un uomo scendeva…”. “Un uomo, qualsiasi uomo; risuona nel tema dell’anno pastorale anche la domanda di Dio a Caino: “Dov’è tuo fratello?”. Ogni uomo è mio fratello, senza distinzioni. E alla fine Gesù ribalta la domanda “Chi è mio fratello?” in un’espressione che potremmo tradurre con “Tu di chi vuoi farti fratello?”: dunque non chi ha diritto al mio amore, ma come e quando e a chi io voglio esprimere amore… A tutti dovremmo saper dire: “La tua vita, la tua fede, la tua fatica mi riguarda”, tra presbiteri e vescovo, tra laici, tra generazioni.
Ma mons. Di Tolve ha poi sottolineato che è Gesù stesso il buon Samaritano che si prende cura dunque anche di ciascuno di noi, rappresentati nel malcapitato, tutti bisognosi di consolazione e di speranza, e la locanda è la Chiesa che accoglie e cura tutti. Il vescovo ha anche ricordato cme questo teso di Luca accompagni la sua vita: citato proprio nella bolla con cui papa Francescoi lo nominava vescovo il 27/5 di tre anni fa, e or se la ritrova all’inizio del suo cammino a Chioggia sentendosi affidati tutti, praticanti e non, credenti e non.
Ha concluso infine con una preghiera rivolta appunto a Gesù buon Samaritano: “Fermati e guarisci ciascuno di noi, donaci occhi per vedere le necessità dei fratelli, mani e piedi per andare loro incontro. Fa’ che questa Chiesa di Chioggia non passi mai oltre a chi ha bisogno. Facci sentire sempre risuonare il tuo invito: Va’ e anche tu fa’ lo stesso”.
Mons. Zocca ha poi ripreso alcuni passaggi della Nota pastorale lasciata dal vescovo Giampaolo sul tema della fraternità. Tre le premesse: 1.stiamo ancora accordando gli strumenti Organismi di partecipazione, catechisti, animatori della carità…) per un’autentica sintonia; 2. Le Comunità cristiane sinodali siano luoghi in cui sperimentare la consolazione e la misericordia reciproca trovando la pace del cuore superando individualismi o tentazioni di piccoli poteri; 3. La CCS ha un volto più largo rispetto a quelli vicini e si amplia anche a chi si avvicina solo in certe occasioni, sapendo creare ponti e mai muri. Nel Consiglio pastorale diocesano del 17/5 sono emersi anche alcuni spunti concreti: camminare verso un obiettivo comune ricercando l’unità, condividendo le risorse e la vita senza maschere e superando ogni barriera andando in profondità nelle relazioni, sapendo ascoltare e accogliere il bene da qualunque parte venga. Da qui una serie di 6 cantieri: le relazioni tra noi, ruoli e responsabilità nelle parrocchie, mettere insieme e avvicinare i giovani, aprirsi concretamente al mondo del lavoro, dialogare e collaborare con la realtà civica e politica, presenza costruttiva nel mondo dei social.
Dopo la manifestazione della volontà di collaborare da parte di tutti i presenti, ciascuno nel proprio ruolo, l’amministratore diocesano ha comunicato due novità che possono proprio alimentare la fraternità in alcune zone della diocesi: l’arrivo di due religiosi indonesiani a Cavarzere dove collaboreranno con i preti e i canossiani; la nuova organizzazione pastorale a Ca’ Venier dove due consacrate della Comunità missionaria di Villaregia opereranno con un’équipe animando la pastorale in coordinamento col direttore della Caritas don Yacopo che sarà presente sabato e domenica. Infine l’invito a ricevere il libretto con il programma pastorale, i messalini, il materiale missionario e gli incontri per catechisti.
La celebrazione, dopo un ultimo saluto e impegno del vescovo eletto ad assumersi a sua volta il proprio impegno di pastore, si è conclusa con la benedizione solenne di mons. Zocca e con il canto della “Salve, Regina”.
Molto gradito, infine il gesto di mons. Michele Di Tolve che si è fermato a lungo ai piedi dell’altare incontrando in spirito di amicizia tutti coloro che hanno voluto presentarsi e salutarlo.












