Pettorazza Papafava. Santuario Madonna delle Grazie.

Solennità della Natività di Maria Comunità in festa per la patrona

La celebrazione conclusiva presieduta da mons. Simone Zocca che ha invitato i fedeli a farsi dimora accogliente, guidati dalla grazia

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Si è conclusa martedì sera 8 settembre con la celebrazione delle 21, presieduta dall’amministratore diocesano mons. Simone Zocca, la solennità della Natività di Maria cui è intitolata la chiesa parrocchiale, ricordando anche l’anniversario dell’incoronazione della cinquecentesca icona mariana venerata nel santuario da molti fedeli anche delle diocesi confinanti che hanno partecipato alle numerose celebrazioni.

L’omelia tenuta da mons. Zocca ha approfondito il senso teologico e spirituale della solennità mariana.

​L’omelia si è aperta con una riflessione ispirata a San Pier Damiani sulla grandezza di questa festa. Maria viene contemplata come la vera “Casa del Signore”: un mistero di grazia di fronte al quale siamo invitati a chiederci con stupore: «Ci rendiamo conto di cosa significa?». La sua nascita è l’aurora della salvezza, il momento in cui Dio prepara la dimora in cui farsi carne.

​Don Simone ha poi ricordato che Dio è il vero Custode di questa Casa. Egli non ci lascia soli né ci chiede di procedere con le sole nostre forze: è Lui che rende possibili le cose e porta avanti il Suo progetto, donandoci l’energia per compiere la Sua volontà.

​Questo stile divino si riflette chiaramente nel Vangelo del giorno (Matteo 1,1-16.18-23): la lunga genealogia rivela il filo rosso dell’amore salvifico di Dio attraverso generazioni di uomini e donne reali, segnate da cadute, riprese e fragilità. Dio non attende una storia ideale o perfetta per manifestarsi, ma si inserisce nelle nostre vicende concrete per redimerle e guidarle verso il compimento in Cristo.

​Infine, il celebrante si è soffermato sull’atteggiamento del cuore: se una risposta frettolosa rischia di vincolarci a schemi rigidi, il silenzio contemplativo di Maria e Giuseppe offre invece uno spazio aperto per accogliere la realtà così com’è, lasciando che sia Dio a orientare i nostri passi.

L’invito finale ai fedeli è quello di far diventare la propria vita una dimora accogliente e custodita, capace di illuminare il cammino di chi condivide con noi la stessa storia.

​A fare da cornice a questa intensa riflessione è stata una grande partecipazione di popolo: il santuario era gremito e, come ha ricordato il parroco, tutte le celebrazioni della giornata hanno visto una straordinaria affluenza delle varie comunità, provenienti da un vasto territorio.

Samuela Gallo