Il 18 febbraio scorso, mercoledì delle Ceneri, il vescovo Giampaolo ha presieduto la messa con imposizione delle ceneri nella cattedrale di Chioggia, concelebrata da una decina di sacerdoti della città. All’omelia, soffermandosi sui tre aspetti caratteristici del cammino quaresimale ha evidenziato il valore della preghiera come incontro con il Signore: non come un selfie puntato su di sé o uno specchio, ma stare a guardare Lui e lasciarsi guardare; l’elemosina come segno di misericordia, fatta non solo di offerte materiali, ma anche con gesti semplici, abbracci, sorrisi da donare a chi ne ha bisogno; il digiuno ci ricorda il primato di Dio che ci fa tralasciare il resto non essenziale. Gesù invita a profumarsi il capo per non ostentare la penitenza: come dire guarda alla festa della risurrezione anche se il cammino è faticoso. Il rito delle ceneri ci ricorda la nostra povertà e pochezza, ma ricorda anche che le ceneri sono ciò che viene lasciato dal fuoco che brucia: un fuoco che quando preghiamo brucia la concentrazione su di noi; quando facciamo elemosina, in tutti i sensi, brucia le barriere tra me e l’altro; il digiuno brucia i grassi spirituali che a volte accumuliamo e ci appesantiscono più di quelli fisici. Così restiamo noi nella nostra essenzialità, custodi e operatori di relazioni autentiche con Dio, con gli altri, con noi stessi.
Il vescovo ha poi presieduto la celebrazione del mercoledì delle ceneri, in serata, come ormai consuetudine, anche nel duomo di Cavarzere con la partecipazione dei sacerdoti e fedeli del vicariato, invitando ugualmente ad un cammino quaresimale che sia fruttuoso attraverso la preghiera autentica, un’elemosina concreta e un digiuno sincero
(foto P. Basso)
Nel pomeriggio in cattedrale a Chioggia alle 17 si era svolta la celebrazione della Parola per ragazzi e genitori della città, presieduta dal salesiano don Dino Marcon che nella riflessione proposta ha sintetizzato il significato della Quaresima in tre “alt” e un “sì”, suggeriti dal brano del Vangelo proclamato: alt all’indifferenza, alla superficialità e all’apparenza; un sì a tutto ciò che ci avvicina a Gesù…
don Vincenzo Tosello

