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“Pace a voi” è il saluto del Risorto

vescovo tessarollo
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Apparendo agli apostoli riuniti nel cenacolo la sera di Pasqua Gesù risorto si presenta con queste parole: “Pace a Voi” (Lc 24,36 e Gv 20,19). Nel vangelo di Luca l’annuncio della nascita di Gesù ai pastori è accompagnato dalla lode della moltitudine celeste che acclama: “Gloria a Dio nel più alto dei cieli, e pace sulla terra agli uomini che egli ama”. Dopo aver rivolto il saluto agli apostoli paurosi chiusi nel Cenacolo, Gesù mostra subito il segno dei chiodi e il costato ferito. Con questo gesto Gesù mostra e insegna che la pace è l’incontro tra l’umiltà di Dio che si manifesta in Cristo morto e risorto e l’uomo con tutto il suo carico di paure e di domande. Gli apostoli faticano a riconoscere quella Presenza, perché Lui è venuto a loro nel modo in cui non se l’aspettavano, né pensavano o forse manco desideravano. Non attendevano che Lui si presentasse con quello stile tanto modesto, vivo sì, ma con i segni della passione. Magari se lo aspettavano venire ‘con forza e potenza’. Quel suo modo di presentarsi ha sconvolto tutti i calcoli degli apostoli e anche nostri. Offrendo la pace, ha lasciato intendere che la pace non è qualcosa da imporre agli altri con la forza ma Qualcuno che viene a noi con modestia, Qualcuno da accogliere e che con quel suo venire ci dà la pace nell’umiltà e quasi nel nascondimento. Questo è il suo modo di dare la pace, la pace messianica. La pace di Gesù non è la pace che vince il mondo secondo le logiche del mondo, ma la pace che lascia aperta l’attesa, la ricerca, l’umile impegno di tutti. Davvero strano e difficile da comprendere questo Messia e la sua pace.

Dal messaggio che il Risorto lascia agli apostoli nasce una domanda per ogni cristiano: come essere uomini di pace e come divenire costruttori di pace? Quali dovranno essere i tratti distintivi di coloro che nel mondo costruiscono la pace, secondo la logica del Risorto che con umiltà si presenta agli uomini desiderosi di quella pace che Dio ha pienamente rivelato e donato in Gesù Cristo morto e risorto? Ecco i caratteri fondamentali: giustizia e perdono, non violenza, sopruso e vendetta; incontro non scontro; amore non indifferenza; umiltà e modestia, non orgoglio e arroganza; servizio non dominio; vita non morte! Se ci lasciamo incontrare e trasformare da Lui allora ci sarà possibile essere portatori di giustizia, di perdono, di incontro, di amore, di umiltà, di modestia, di servizio e di vita, in una parola, di Pace. Senza di Lui saremo seminatori di violenza, di sopruso, di vendetta, di scontri, di indifferenza, di orgoglio, di arroganza, di dominio e di morte, magari nascondendoci sotto l’inganno di voler imporre la pace.

Buona Pasqua di Pace.

 + Adriano Tessarollo