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Diocesi di Chioggia

Bibbia Edu

-- Briciole di Pastorale -- XXIX Tempo Ordinario 2017

XXIX-Ordinario-17

A Cesare quel che è di Cesare, a Dio quel che è di Dio

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A Cesare quel che è di Cesare, a Dio quel che è di Dio

SPUNTO DAL VANGELO ODIERNO:

“Rendete dunque a  Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio”

vescovo Tessarollo Adriano‘Che ci azzecca’ la religione con la vita sociale, civile, economica e politica? Come a dire: quale il compito del cristiano e della Chiesa nel mondo? La predicazione di Gesù e tutta la Bibbia non ha certo quel taglio per il quale Marx accusava la religione di essere ‘oppio dei popoli’! La fede cristiana, vissuta integralmente, non invita certo alla rassegnazione o alla evasione dai compiti terreni dell’uomo. Anzi, spinge il credente ad assumere le proprie responsabilità in tutti gli ambiti della vita umana. E nel tempo è andata maturando sempre più, nella coscienza cristiana, la consapevolezza degli obiettivi da perseguire e da raggiungere. La sensibilità del mondo attuale trova un’eco sempre più profonda nel mondo cattolico e, fortunatamente, non sono pochi i cattolici coerenti con le esigenze evangeliche, che si assumono ruoli di promozione del rispetto della vita e dell’ambiente, dell’attenzione per un’economia a misura d’uomo, per i più deboli, poveri, indifesi e oppressi della società. Spesso c’è anche il coraggio della denuncia delle violazioni della dignità umana, delle ingiustizie economiche e sociali.

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Idiosincrasia

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Idiosincrasia

Prendo da Wikipedia il senso di questa parola: “una forte avversione per situazioni o persone non gradite. In questo significato può ritenersi sinonimo di antipatia, avversione verso qualcuno o qualcosa”. Anche dal punto di vista medico esso significa (ancora da Wikipedia): “un soggetto che presenta una particolare, eccessiva e/o violenta reazione quando entra in contatto con certe sostanze, siano solide, liquide o gassose anche se non dannose”. Prendo spunto da questa parola per commentare atteggiamenti e scelte che vengono gabellate come ‘culturali’ o ‘rispettose delle minoranze’ o ‘a tutela dei diritti di tutti’. Leggevo nei giorni scorsi: Addio a “avanti Cristo” e “dopo Cristo”, per fare un piacere a islamici e non cristiani. Questo accade in molte scuole del Sussex e dell’Essex, in Inghilterra, dove la sigla tradizionale del calendario gregoriano che usa termini BC (avanti Cristo, ingl. Before Christ) e AD (Anno Domini = Anno del Signore) rimarranno di uso comune, ma BCE (avanti l’era comune, ingl. Before Common Era) e CE (Era comune, ingl. Common Era), utilizzati già fin dal sesto secolo, saranno d’ora in poi utilizzati per dimostrare sensibilità nei confronti di coloro che non sono cristiani, evitando di usare il nome Cristo o Signore.

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La gioia di gettare la semente

APERTURA DELL’ANNO PASTORALE. L’INTERVENTO DEL VESCOVO ADRIANO

La gioia di gettare la semente

anno-pastorale-interventoCarissimi, parlando ora a voi intendo rivolgere queste parole a tutta la Chiesa di Chioggia e, se accolte, a tutte le donne e uomini che risiedono nel territorio di questa diocesi. Alla Chiesa è affidata la missione di invitare tutti, continuamente e senza stancarsi, ad accogliere la chiamata ad ‘entrare’ (Mt 20,1-7). Ma ad entrare dove e per che cosa? Non certo in un recinto stretto, delimitato da steccati fatti di pregiudizi e discriminazioni, o pieno di ostacoli che impediscono la libertà, ostacoli costituiti da obbligazioni accumulate in tanti secoli e legate a culture del passato. È invito ad entrare in una realtà viva che ha per meta il Cielo, il Regno del Padre, per prendere parte alla sua gioia (Mt 25,21.23: “Bene, servo buono e fedele… prendi parte alla gioia del tuo padrone”), che ha come tempo la storia e come spazio la terra degli uomini dove il Figlio di Dio ha preso dimora (Gv 1,14: “E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi”), e come legge la Legge della libertà dei figli di Dio, dono dello Spirito Santo (2Cor 3,17-18: “Il Signore è lo Spirito e, dove c’è lo Spirito del Signore, c’è libertà. E noi tutti… veniamo trasformati… secondo l’azione dello Spirito del Signore”; Rm 8,2: “Perché la legge dello Spirito, che dà vita in Cristo Gesù, ti ha liberato dalla legge del peccato e della morte”).

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Territorio e famiglia

COMMENTANDO... - Considerazioni in vista della Visita Pastorale (3-fine)

Territorio e famiglia

Tessarollo don adrianoDopo l’invito a porre tra le priorità della visita pastorale l’ascolto e l’attenzione al mondo dei giovani e alla ‘liturgia’ perché sia ‘viva e vivificante’, in questo terzo intervento inviterei a porre l’attenzione ai problemi della famiglia e del territorio. Parlare di missione della Chiesa o di Chiesa ‘in uscita’ significa dire che chi appartiene alla Chiesa si muove per incontrare l’uomo, ogni uomo, là dove ognuno vive e dove affronta i problemi reali quotidiani, specie quegli uomini che sono ‘oppressi’ da situazioni di povertà, di malattia, di solitudine e da ogni altra sofferenza di ogni tipo. Il passaggio del vescovo potrebbe offrire uno stimolo alle nostre parrocchie, Unità pastorali e Vicariati, con in testa sacerdoti, operatori pastorali e gruppi e aggregazioni laicali ad assumere un atteggiamento costantemente ‘missionario’, ‘in uscita’, così da stare accanto e portare aiuto, consiglio, sollievo o comunque incontrare la gente nella concretezza degli ambiti di vita, nelle famiglie e nel territorio dove vive e opera. E’ atteggiamento ‘missionario’ anche offrire impegno e disponibilità ad accogliere con cuore aperto e attento la gente nei momenti in cui è invitata e ‘entrare’ là dove la comunità si raduna per la preghiera e per l’ascolto della Parola di Dio o anche per prendersi a cuore della vita e dei problemi di chi vive in quel territorio.

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“Una liturgia viva per una Chiesa viva”

COMMENTANDO... - Considerazioni in vista della Visita Pastorale (2)

“Una liturgia viva per una Chiesa viva”

Adriano TessarolloPrendo spunto dalle parole che papa Francesco ha rivolto ai partecipanti alla 68ª settimana liturgica nazionale il 24 agosto scorso, per attirare l’attenzione, anche in occasione della Visita Pastorale, sulle nostre liturgie, specie domenicali. Riferendosi alla Costituzione sulla sacra liturgia Sacrosanctum Concilium, del Concilio Vaticano II, egli ricordava che le sue “linee di riforma generale rispondevano a bisogni reali e alla concreta speranza di un rinnovamento: si desiderava una liturgia viva per una Chiesa tutta vivificata dai misteri celebrati. Si trattava di esprimere in maniera rinnovata la perenne vitalità della Chiesa in preghiera, avendo premura «affinché i fedeli non assistano come estranei e muti spettatori a questo mistero di fede, ma, comprendendolo bene per mezzo dei riti e delle preghiere, partecipino all’azione sacra consapevolmente, piamente, attivamente» (SC, 48)”. Papa Francesco citando il Beato Paolo VI, definisce la riforma liturgica voluta dalla Chiesa una “nuova maniera di pregare… secondo il principio del rispetto della sana tradizione e del legittimo progresso (cfr SC, 23)”, da accogliere e da sostenere. Abbiamo ancora tanta attenzione da dedicare a questa riforma che, attraverso i libri rinnovati a norma dei decreti del Vaticano II, ha dato inizio a “un processo che richiede tempo, ricezione fedele, obbedienza pratica, sapiente attuazione celebrativa da parte, prima, dei ministri ordinati, ma anche degli altri ministri, dei cantori e di tutti coloro che partecipano alla liturgia”. Il papa invita: “In verità, lo sappiamo, l’educazione liturgica di Pastori e fedeli è una sfida da affrontare sempre di nuovo”. Anch’io invito tutti, pastori e fedeli, a rinnovare questo impegno educativo per l’eucaristia domenicale, augurandomi che le celebrazioni educhino e accrescano negli stessi pastori e nei fedeli il desiderio e la gioia di parteciparvi, vincendo sempre più la disaffezione e l’abbandono sempre in crescita, senza illudersi che la soluzione sia di ‘tornare indietro’! “Non si tratta di ripensare la riforma rivedendone le scelte, quanto di conoscerne meglio le ragioni sottese, anche tramite la documentazione storica, come di interiorizzarne i principi ispiratori e di osservare la disciplina che la regola. Dopo questo magistero, dopo questo lungo cammino possiamo affermare con sicurezza e con autorità magisteriale che la riforma liturgica è irreversibile”. C’è invece bisogno di “Una Liturgia viva per una Chiesa viva”, sotto la guida dei competenti organismi e “dei Vescovi diocesani, sulla cui responsabilità e autorità conto molto nel momento presente.”

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Archivio

L’Archivio diocesano (via Perottolo 1) contiene materiale documentario di 9 secoli di storia della diocesi suddiviso in 4 fondi: Proprio dei vescovi, Archivio capitolare, Fabbriceria del duomo e Miscellanea, oltre a quello del Seminario.

Biblioteca

La biblioteca diocesana (nello stesso edificio) con 35.200 volumi e 3.000 opuscoli, in genere di carattere teologico, documenta le varie fasi dal 1500 al Concilio Vaticano II. Si integra col Museo per l’esposizione di edizioni pregiate.

Museo

Sorge accanto alla cattedrale in un edificio a U realizzato a fine anni '90 che s'innesta al Palazzo vescovile. Dedicato ai patroni Felice e Fortunato, si compone di 4 sezioni: storica, iconografica, argenteria, oggetti devozionali

Pinacoteca

Nel complesso Trinità (Piazza XX Settembre) l’oratorio del 1500 conserva tele di Piazza, Benfatti, Palma, Vicentino (1600); la chiesa (di Tiralli, 1707) ha dipinti di Mariotti, Vicentino, Damini e altri (60 tele, più statue e reperti).