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Diocesi di Chioggia

Bibbia Edu

Briciole di Pastorale

II° domenica di Quaresima

II-quaresima-2018

Ad onor del vero

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Ad onor del vero

vescovoMi vedo costretto ad intervenire per la terza volta per alcuni chiarimenti circa le vicende e le persone tirate in causa comunicate, se vedo bene, da polesineazzurra.it qualche giorno fa e rivelate dalla ex badessa e ex-monaca Giuliana Ravagnan. Cominciamo da un primo punto, che denota poca o imprecisa competenza dello scrivente. La comunità monacale di Portoviro è nel territorio della Diocesi di Chioggia, ma non “dipende dai gerenti della Diocesi”. Infatti “Ordinario’ del Monastero di Portoviro non è il vescovo di Chioggia, ma il Provinciale dei Frati Minori. L’intervento del vescovo di Chioggia c’è stato solo quando è stato chiamato in causa dall’allora badessa, che chiedeva al vescovo di assicurare al Monastero la messa quotidiana, dopo che la stessa aveva rifiutato il Provinciale e il servizio quotidiano dei frati di Taglio di Po. Il vescovo ha incaricato il vicario di Portoviro a provvedere la turnazione con i preti locali per assicurare tale servizio. Per il resto il vescovo non ha messo lingua, se non rispondere quando interrogato dalle autorità ecclesiastiche competenti. La vicenda della Banca Popolare di Vicenza non ha influito proprio niente su qualsiasi decisione, ma ha provocato solo un po’ di clamore mediatico. Il vescovo stesso interpellato con una telefonata ha detto che lui non era a conoscenza di niente, dato che al tempo dei fatti non c’era e che comunque mai aveva avuto alcuna informazione sulla situazione economica del Monastero, sia passata che presente. Quindi le fonti citate come ‘accreditate’, sono solo ‘insinuanti’ ipotesi infondate. Non corrisponde che tutto sarebbe partito dalla faccenda della Banca vicentina. Altra notizia infondata è che in seguito a questa storia il sottoscritto vescovo Tessarollo, avrebbe chiesto all’ex badessa di ‘poter visionare i conti” del monastero.

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“Correzione fraterna” anche per i sacerdoti

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“Correzione fraterna” anche per i sacerdoti

Cara “Nuova Scintilla”, ho letto attentamente il “Commentando…” del nostro amato vescovo mons. Adriano Tessarollo col titolo “Sacerdoti: parliamone, ma con amore e verità” sul n. 3 del nostro settimanale diocesano del 21 gennaio 2018. Assunto che condivido appieno, ma… Premetto che non voglio giudicare nessuno, ma fare soltanto una constatazione… Se ci sono chiacchiere o critiche verso i sacerdoti, per il cui apostolato ho il massimo apprezzamento e rispetto, penso che comunque vadano esaminate… e valutate sotto tutti gli aspetti possibili, evitando che succeda l’irreparabile… Siamo tutti uomini… E, come tali, soggetti ad apprezzamento per il loro operato, ma anche soggetti a critiche, che dobbiamo evitare e soppesare per il valore che possono assumere. E, se necessario, cercare di migliorarci. Io da giovane volevo farmi frate, ma poi ho preferito sposarmi… Lascio a lei immaginare il perché… Penso che l’amore, anche quello sessuale, sia un dono divino, senza il quale non ci sarebbe l’umanità.

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A chi interessa diffondere notizie non vere?

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A chi interessa diffondere notizie non vere?

Adriano tessarolloDispiace che mentre nei giorni scorsi la Chiesa celebrava la giornata per la vita consacrata, invitando a pregare per tutte quelle donne e uomini che nella Chiesa hanno fatto dono della propria vita, abbracciando la vita religiosa, una certa signora Sonia Vanzo si sia data da fare a divulgare, come abbiamo letto nel Gazzettino e nel Resto del Carlino, notizie false e tendenziose, sulla situazione del Monastero di Porto Viro, nonostante il nostro comunicato precedente. È chiaro l’obiettivo di ‘intorbidire le acque’ con argomenti che non corrispondono al vero.

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Comunicato del Vescovo riguardo al Monastero di Porto Viro

Comunicato del Vescovo riguardo al Monastero di Porto Viro

vescovo tessarolloDa quanto letto sulla stampa di questi giorni a proposito del Monastero delle Clarisse di Porto Viro, prendo atto che stanno circolando notizie che si prestano a interpretazioni equivoche. Ritengo quindi necessaria una chiarificazione, dato che il Monastero ha sede in questa Diocesi, affinché i fedeli non abbiano a patirne “scandalo” e per dare tranquillità alle Sorelle del Monastero. Almeno per ora non esiste alcuna prospettiva che l’Autorità da cui il Monastero dipende, e cioè la “Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica”, giunga alla sua chiusura definitiva. Di fatto, in esso vive una Comunità di monache ben disponibili a camminare nella Chiesa.

È pur vero che da diversi anni sono emerse e si protraggono situazioni che hanno richiesto l’intervento della suddetta Autorità ecclesiastica, poiché ogni Istituzione è regolarmente soggetta a ordinarie verifiche da parte dell’Autorità Pontificia per  garantire il suo retto cammino, la qualità della vita spirituale e la libertà stessa dei membri. Anche chi è eletto e preposto alla Comunità è confermato dall’Autorità ecclesiastica competente.

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Chiarezza e responsabilità fanno bene a tutti

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Chiarezza e responsabilità fanno bene a tutti

tessarolloNei giorni scorsi c’è stato un gran parlare o scrivere a proposito di due argomenti mescolati insieme, ma che andrebbero distinti. Il primo riguardava la scelta di mettere la Casa Madonna del Divino Amore, di proprietà della Diocesi, per accogliere rifugiati e migranti. Il secondo invece riguarda più globalmente il problema dei rifugiati e migranti e la questione della loro accoglienza in genere. Il primo argomento poi si è esteso, con giudizi di ogni tipo, sull’uso dei beni della Chiesa, sulla destinazione dell’8 per mille, sull’indisponibilità e chiusura della nostra Chiesa di Chioggia, primo fra tutti il vescovo. Dato che si tratta di opinioni, più proclamate che documentate, che però tendono a gettare discredito sulle scelte e disponibilità della Chiesa di Chioggia, ritengo utile un chiarimento, senza pretesa di far cambiare ‘giudizio’ a nessuno. Tutto ha avuto origine dalla telefonata rivoltami da una giornalista, che neanche saprei dire chi fosse e per quale giornale scrivesse, la quale mi chiedeva se fossi informato che il Ministero stava programmando la costruzione di casette a Cona per i molti rifugiati e immigrati.

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Archivio

L’Archivio diocesano (via Perottolo 1) contiene materiale documentario di 9 secoli di storia della diocesi suddiviso in 4 fondi: Proprio dei vescovi, Archivio capitolare, Fabbriceria del duomo e Miscellanea, oltre a quello del Seminario.

Biblioteca

La biblioteca diocesana (nello stesso edificio) con 35.200 volumi e 3.000 opuscoli, in genere di carattere teologico, documenta le varie fasi dal 1500 al Concilio Vaticano II. Si integra col Museo per l’esposizione di edizioni pregiate.

Museo

Sorge accanto alla cattedrale in un edificio a U realizzato a fine anni '90 che s'innesta al Palazzo vescovile. Dedicato ai patroni Felice e Fortunato, si compone di 4 sezioni: storica, iconografica, argenteria, oggetti devozionali

Pinacoteca

Nel complesso Trinità (Piazza XX Settembre) l’oratorio del 1500 conserva tele di Piazza, Benfatti, Palma, Vicentino (1600); la chiesa (di Tiralli, 1707) ha dipinti di Mariotti, Vicentino, Damini e altri (60 tele, più statue e reperti).