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Diocesi di Chioggia

Bibbia Edu

-- Briciole di Pastorale -- II° dom. di Avvento 2017

II-Avvento-2017

Dal giudizio alla cura

SGUARDO PASTORALE

Dal giudizio alla cura

zennaHo dedicato molti testi alla descrizione dell’identità, della missione e dello stile di vita dei presbiteri, raccogliendo le suggestioni del sussidio “Lievito di fraternità”. Qualche laico me l’ha fatto notare con un cenno di stanchezza, subito rientrato quando gli ho fatto notare che le riflessioni offerte in questi mesi hanno una significativa ricaduta su tutta la comunità cristiana. Il prete è tale nella misura in cui esercita quella carità pastorale che lo vuole dentro una comunità, a servizio di una comunità e, vorrei sottolineare oggi, quando è sostenuto da una comunità. Purtroppo l’atteggiamento più frequente è quello della pretesa e del giudizio. Non mancano esempi poco edificanti che mettono in luce le fragilità umane cui anche il presbitero è soggetto. Ma la cultura del gossip tende ad enfatizzarli con conseguenti forme di condanna senza misericordia. Certo, un ministro della grazia del Signore è chiamato a una particolare rettitudine e, soprattutto in campo educativo, riveste un ruolo di grande responsabilità. Se le sue fragilità sono causate da mancata formazione umana o da colpevoli comportamenti disordinati sono i suoi superiori per primi ad offrirgli gli strumenti adatti alla correzione e alla crescita. Se si tratta di limiti riconducibili al carattere, alla personalità o ad altre condizioni contingenti, i fedeli che lo frequentano, soprattutto i più vicini, in quanto collaboratori e corresponsabili nella vita della comunità, sono chiamati a prendersene cura. Sto pensando a quante povertà il prete viene a conoscere, nelle famiglie, nelle relazioni professionali e sociali, nelle realtà associative e nella stessa comunità parrocchiale. A lui viene giustamente chiesto di essere testimone della tenerezza e della misericordia del Signore.

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Formazione permanente del presbitero

SGUARDO PASTORALE

Formazione permanente del presbitero

A conclusione del percorso fatto insieme in questa rubrica sul rinnovamento del clero, urge fermarsi a considerare la “necessità di assumere e avviare processi formativi, il cui fine rimane lo sviluppo di personalità mature, segnate dalla passione per il Signore Gesù e il popolo di Dio; ministri animati da una convinta appartenenza al presbiterio e da un profondo respiro ecclesiale; evangelizzatori preparati alla missione, che sanno riconoscersi profondamente uniti a coloro a cui sono stati inviati e, insieme, attenti a preservare il sapore e la luce della differenza cristiana”. In Diocesi è stata sempre viva questa convinzione. Subito dopo il Concilio si è dato vita a corsi residenziali, lezioni di aggiornamento, esercizi e ritiri spirituali, ai quali hanno sempre partecipato con impegno quasi tutti i confratelli. Di anno in anno si è affinato sempre di più il metodo, e i contenuti, di carattere prettamente teologico o di carattere pastorale, hanno seguito l’evolversi del pensiero e della prassi ecclesiale in Italia. Dalle lezioni frontali si è passati, non senza fatica, al confronto e al dialogo sulle proprie esperienze; negli esercizi e nei ritiri si è andati privilegiando il metodo della lectio divina sulla predicazione tematica; anche la condivisione spirituale è stata una conquista importante per crescere nella fraternità; la presenza amichevole e orientatrice del Vescovo ha favorito la crescita nel senso di appartenenza alla Chiesa locale, con un suo progetto e i suoi obiettivi condivisi.

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Ritorno alle radici

SGUARDO PASTORALE

Ritorno alle radici

zennaFigure sacerdotali come quelle presentate da “Lievito di fraternità”, e che sono andato descrivendo negli ultimi articoli, affondano le loro radici “nel prezioso lavoro del Seminario”, oltre che “nell’ambiente educativo della famiglia e della comunità di riferimento”. La formazione non è mai conclusa, ovviamente, ma nessun “processo di conversione può supplire a un grave deficit di formazione iniziale”, per cui quella che viene definita “permanente” sarà tanto più agevole e fruttuosa quanto più sarà stata preceduta e fondata su quella iniziale. Per questo i vescovi italiani sottolineano chiaramente che il Seminario deve essere “un itinerario di vera iniziazione e non semplice istruzione e abilitazione”, e per questo formulano alcuni “criteri di discernimento” da individuare nelle “attitudini alla fraternità presbiterale, all’obbedienza ecclesiale e alla vita apostolica”. Come si evince, non si tratta di criteri dettati da esigenze organizzative e funzionali, bensì “dal legame sacramentale che costituisce diaconi, sacerdoti e vescovo in un solo corpo”.

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Con la gioia del Vangelo

SGUARDO PASTORALE

Con la gioia del Vangelo

zennaLa gioia è per il presbitero la prima e più importante verifica dell’autenticità del suo rapporto con il Signore e della sua dedizione pastorale. Ho sperimentato in prima persona che di fronte a ostacoli e incomprensioni ciò che conta è sapersi scelti e amati dal Signore, è spendersi per “portare a tutti la gioia del Vangelo, a partire dall’annuncio pasquale”. Il Sussidio chiama questa esperienza “tensione estatica” e il compito che ne deriva “introduzione alla verità e all’amore di Gesù Cristo”. Ecco delineata in sintesi la missione del prete che non può più “attendere in ufficio parrocchiale” o limitarsi a “conservare l’esistente” ma dà ad ogni sua attività “un nuovo stile evangelizzatore, che porta a bussare alla vita delle persone, a intercettarne i bisogni profondi e le domande inespresse”. Per fare questo è necessario un cuore grande, non chiuso dalle strettoie delle rubriche, dei ruoli, delle normative, ma disponibile a capire e ad accettare anche l’imperfezione dell’approccio, purché approccio sia e non mera funzione. Se nel momento del dolore per la perdita di una persona cara nasce la nostalgia di un volto, il legame sia pur esile di un’esperienza passata, ben venga l’opportunità di risvegliare la fede cercata e vissuta con un prete che magari non è il parroco ma permette di percepire una Chiesa amica, comprensiva, materna.

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Modalità e procedimenti virtuosi

SGUARDO PASTORALE

Modalità e procedimenti virtuosi

zennaAnche la nostra Diocesi si è attrezzata in questi anni di strumenti adeguati per accompagnare i presbiteri e le comunità parrocchiali nella gestione dei beni ecclesiastici. È stato, infatti, costituito l’Ufficio tecnico, che in sinergia con la Commissione d’arte Sacra, gestisce la salvaguardia e la conservazione dei beni culturali, e segue l’intero comparto dell’edilizia di culto. I beni culturali sono quelli che, avendo più di settant’anni di vita, sono certificati come tali dalla Soprintendenza dello Stato; l’edilizia di culto fa riferimento a nuovi edifici o a beni di recente costruzione.

Quando in una parrocchia si ravvisa la necessità di porre mano a manutenzioni straordinarie è fondamentale che sia formulata dal Consiglio affari economici una precisa domanda al vescovo, corredata da un progetto minimale e da un possibile piano finanziario; venga in altre parole detto cosa si vuole fare e come si pensa di affrontare la spesa, dichiarando le proprie eventuali difficoltà economiche. Il vescovo, avvalendosi del Consiglio diocesano per gli affari economici e del Collegio dei Consultori, analizzerà la richiesta e affiderà all’Ufficio tecnico, assieme alla risposta positiva o negativa, il compito di avviare le procedure atte a verificare la congruità della proposta con le normative vigenti e la possibilità di ottenere dei finanziamenti, o al capitolo dei beni vincolati o a quello dell’edilizia di culto. La verifica è condivisa con gli organismi delle singole parrocchie allo scopo di stabilire ciò che può essere eseguito, quanto sarà finanziato e quanto graverà sull’impegno dei fedeli. Una volta concordato il piano d’intervento la parrocchia dovrà decidere se assumere in proprio la realizzazione del progetto o se intende avvalersi dell’ufficio tecnico della Curia sottoscrivendo un accordo che ne stabilisce i modi: la scelta del professionista che stila il progetto, la richiesta delle autorizzazioni civili ed ecclesiastiche, la presentazione delle ditte ammesse a presentare dei preventivi perché fornite dei necessari requisiti, i tempi e i modi di esecuzione dei lavori e loro soprintendenza. A questo punto si può procedere, fermo restando che il vescovo può intervenire in qualsiasi momento con i propri collaboratori per verificare il rispetto di quanto stabilito.

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Riferimenti

Ufficio per il coordinamento della Pastorale diocesana

Direttore: Zenna mons. Francesco, Vicario generale

Segreteria: Gradara Bruno, collaboratore volontario

 

Commissione per l'anno Giubilare della Misericordia

Coordinatore: Marin don Danilo

Membri: Baron Emil, Bellemo Pierluigi, Busetto don Angelo, Fecchio Frediana, Forzato Massimo, Gibbin Attilio, Greggio Filippo, Kii sr. Sophia, Marangon Fabio, Mucciardi p. Cesare, Salvagno Ismaele, Zenna don Francesco.

Archivio

L’Archivio diocesano (via Perottolo 1) contiene materiale documentario di 9 secoli di storia della diocesi suddiviso in 4 fondi: Proprio dei vescovi, Archivio capitolare, Fabbriceria del duomo e Miscellanea, oltre a quello del Seminario.

Biblioteca

La biblioteca diocesana (nello stesso edificio) con 35.200 volumi e 3.000 opuscoli, in genere di carattere teologico, documenta le varie fasi dal 1500 al Concilio Vaticano II. Si integra col Museo per l’esposizione di edizioni pregiate.

Museo

Sorge accanto alla cattedrale in un edificio a U realizzato a fine anni '90 che s'innesta al Palazzo vescovile. Dedicato ai patroni Felice e Fortunato, si compone di 4 sezioni: storica, iconografica, argenteria, oggetti devozionali

Pinacoteca

Nel complesso Trinità (Piazza XX Settembre) l’oratorio del 1500 conserva tele di Piazza, Benfatti, Palma, Vicentino (1600); la chiesa (di Tiralli, 1707) ha dipinti di Mariotti, Vicentino, Damini e altri (60 tele, più statue e reperti).