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Diocesi di Chioggia

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-- Briciole di Pastorale -- XII Tempo Ordinario 2017

XII-Ordinario-2017

Il nemico della fraternità

SGUARDO PSTORALE

Il nemico della fraternità

mons zennaDove si radica la mancanza di fraternità sacerdotale? Nella sufficienza, nell’arroganza, nella pretesa che ognuno ha di essere depositario della verità e perfetto nel comportamento. Per cui tutti gli altri sbagliano, meritano scarsa considerazione, anzi è meglio gettarli nel ridicolo così cresce la considerazione nei propri confronti. Mi sembra di poter sintetizzare così il pensiero espresso dal papa a Genova il 27 maggio scorso, in risposta alla domanda che gli poneva un anziano sacerdote: «Vorremmo vivere meglio la fraternità sacerdotale. Ci può dare qualche indicazione?». Sono senz’altro importanti gli incontri promossi a livello vicariale e diocesano, sia per meditare la Parola, sia per affrontare questioni pastorali, sia per fraternizzare nell’ascolto e nell’accoglienza reciproca. Ne abbiamo vissuto uno proprio questo giovedì a Taglio di Po in occasione della riapertura della chiesa restaurata. Ma la mentalità del “prete Google e Wikipedia” (in altre parole di colui che sa già tutto e non ha bisogno di consigli), come lo definisce papa Francesco nella sua risposta, mette in dubbio l’utilità di queste riunioni.

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In cammino, ma non di fretta

SGUARDO PASTORALE

In cammino, ma non di fretta

zennaPadre Santo, chiediamo a Lei i criteri per vivere un’intensa vita spirituale nel nostro ministero che, nella complessità della vita moderna e dei compiti anche amministrativi, tende a farci vivere dispersi e frantumati». È la domanda rivolta a Papa Francesco da un sacerdote nell’incontro di Genova del 27 maggio scorso. Giovedì il nostro Presbiterio vivrà ancora una giornata di fraternità presso la parrocchia di Taglio di Po, retta dai frati Minori. Saremo alla vigilia della Festa del Sacro Cuore, e mi piace cogliere l’occasione per riflettere sulla nostra vita spirituale. Si tratta di «imitare Gesù», è il fulcro della risposta. Ma con una specificità: «nello stile con cui Egli ha vissuto». Egli era sempre in cammino, tra la gente. Dai Vangeli si intuisce che Gesù passava la maggior parte del tempo sulla strada: questo vuol dire vicinanza ai problemi di tutti, coinvolgimento nel loro vissuto. Ma non di fretta, come facciamo noi, guardando sempre l’orologio o rispondendo costantemente al telefonino.

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L’anima seduta

SGUARDO PASTORALE

L’anima seduta

francesco zennaÈ una delle espressioni con cui questo papa stigmatizza un cristianesimo abitudinario, poco incisivo, appiattito sulle forme, incapace di aprirsi alla novità, che non si coinvolge ma resta ai margini. Oggi a Chioggia si snoderà la tradizionale processione dei santi Patroni e vedremo molta gente fare ala al clero e a pochi altri fedeli, in atteggiamento a loro modo devoto, ma per lo più curioso, un po’ pettegolo o indifferente. Sono cristiani che «balconano la vita», direbbe papa Francesco, coniando un’altra delle sue parole dal forte contenuto simbolico. Anche se l’atteggiamento di chi “sta al balcone” è di tanti fedeli e non riguarda solo la modalità con cui si partecipa a un evento religioso, ma soprattutto la modalità con cui ci si mette alla sequela del Maestro. Non si può rimanere inerti, rassicurati da un’adesione teorica e garantiti dall’osservanza dei precetti. Bisogna muoversi, camminare, rischiare. Se percorriamo il Vangelo ci accorgiamo che chi ha incontrato veramente Gesù è chi ha avuto il coraggio di rischiare, di mettersi in gioco. Pensiamo a quegli uomini che hanno fatto un buco sul tetto per calare il lettuccio del paralitico: hanno rischiato che il padrone della casa facesse loro causa, li portasse dal giudice per farsi pagare il danno. Pensiamo a quella donna che soffriva da diciotto anni di perdite di sangue: rischiò quando di nascosto toccò l’orlo del mantello di Gesù, rischiò di venire rimproverata, svergognata. Pensiamo alla Cananea, alla peccatrice in casa di Simone, alla Samaritana: tutte corrono rischi e arrivano così alla salvezza.

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Laici impegnati

SGUARDO PASTORALE

Laici impegnati

zennaCome può essere fuorviante questa espressione! La settimana scorsa riflettevo con una coppia alla vigilia del matrimonio sul desiderio maturato di vivere con maggiore coerenza la propria identità cristiana. Andavano rievocando con nostalgia gli anni dell’infanzia e dell’adolescenza, quando hanno fatto esperienza di una comunità accogliente e rassicurante, ripromettendosi non solo di partecipare con fedeltà alla Messa festiva ma anche di tornare a vivere in parrocchia lo spirito di comunione e l’impegno formativo. Li ho incoraggiati a farlo, anche in vista dei figli che dovranno educare alla fede proprio attraverso l’appartenenza ad una esperienza viva di Chiesa. Saranno in grado, sia per la preparazione che per la convinzione, di esercitare anche qualche ministero di fatto.

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Pastorale del lavoro

SGUARDO PASTORALE

Pastorale del lavoro

zennaOggi ci si interroga sulla bontà di un impegno pastorale di settore. Sembra più consono allo sviluppo culturale di questi ultimi decenni focalizzare l’attenzione e la cura sulla persona e sulla famiglia. Del resto sono proprio la persona e la famiglia i soggetti attorno ai quali ruotano le problematiche legate alla professione, agli ambiti sociali, alle dinamiche economiche, alla varietà delle espressioni. Sto pensando al cappellano di una squadra di calcio, all’assistente di una categoria professionale, all’incaricato per il turismo piuttosto che per il mondo dell’arte. Certamente la presenza di un sacerdote in un ospedale o in una struttura carceraria, magari non solitario ma coadiuvato responsabilmente da un gruppo di laici debitamente preparati, è segno di vicinanza e premura nei confronti di persone che si trovano in particolari situazioni emergenziali;

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Riferimenti

Ufficio per il coordinamento della Pastorale diocesana

Direttore: Zenna mons. Francesco, Vicario generale

Segreteria: Gradara Bruno, collaboratore volontario

 

Commissione per l'anno Giubilare della Misericordia

Coordinatore: Marin don Danilo

Membri: Baron Emil, Bellemo Pierluigi, Busetto don Angelo, Fecchio Frediana, Forzato Massimo, Gibbin Attilio, Greggio Filippo, Kii sr. Sophia, Marangon Fabio, Mucciardi p. Cesare, Salvagno Ismaele, Zenna don Francesco.

Archivio

L’Archivio diocesano (via Perottolo 1) contiene materiale documentario di 9 secoli di storia della diocesi suddiviso in 4 fondi: Proprio dei vescovi, Archivio capitolare, Fabbriceria del duomo e Miscellanea, oltre a quello del Seminario.

Biblioteca

La biblioteca diocesana (nello stesso edificio) con 35.200 volumi e 3.000 opuscoli, in genere di carattere teologico, documenta le varie fasi dal 1500 al Concilio Vaticano II. Si integra col Museo per l’esposizione di edizioni pregiate.

Museo

Sorge accanto alla cattedrale in un edificio a U realizzato a fine anni '90 che s'innesta al Palazzo vescovile. Dedicato ai patroni Felice e Fortunato, si compone di 4 sezioni: storica, iconografica, argenteria, oggetti devozionali

Pinacoteca

Nel complesso Trinità (Piazza XX Settembre) l’oratorio del 1500 conserva tele di Piazza, Benfatti, Palma, Vicentino (1600); la chiesa (di Tiralli, 1707) ha dipinti di Mariotti, Vicentino, Damini e altri (60 tele, più statue e reperti).