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Diocesi di Chioggia

Bibbia Edu

Briciole di Pastorale

II° domenica di Quaresima

II-quaresima-2018

Il futuro dei giovani

SGUARDO PASTORALE

Il futuro dei giovani

zennaL’ho letto con vero piacere. Il vescovo di Novara ha dedicato ai giovani il discorso alla città in occasione della festa patronale. Come a dire che il futuro della comunità è condizionato proprio da loro, dal loro percorso di crescita. Sullo sfondo sta certamente la celebrazione del Sinodo che li vuole protagonisti, testimoni di una fede che guida le loro scelte vocazionali. Ma la questione non ha stagioni, ha interessato il passato, condiziona la vitalità del presente e colora il futuro. Facendo riferimento all’esperienza del popolo d’Israele, mons. Brambilla immagina il cammino del giovane come un’uscita dalla prima casa dell’infanzia e della sicurezza familiare, un passaggio attraverso il deserto della ricerca faticosa e a volte dolorosa, in attesa di poter entrare nella dimora del futuro.

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Convertitevi e credete al Vangelo

SGUARDO PASTORALE

Convertitevi e credete al Vangelo

zenna“Convertitevi e credete al Vangelo” sono le parole pronunciate dal sacerdote nell’atto di porre la cenere sul nostro capo il Mercoledì delle Ceneri, o che risuonano comunque all’inizio della Quaresima. Che cosa significa “credere al Vangelo”? È una sfida che dobbiamo affrontare noi cristiani in questo tempo di indifferenza e di superficialità, dentro una cultura che ha idealizzato il benessere fisico e materiale a scapito dei valori spirituali e degli stessi valori umani della giustizia, della pace, della solidarietà.

Significa innanzitutto accogliere il Signore Gesù, sentirlo presente nella nostra vita, cercare la relazione con lui attraverso la preghiera, coltivando l’interiorità, i pensieri e i sentimenti. A un uomo che mi confessava il disordine con cui aveva vissuto e la difficoltà a prenderne le distanze, anche per il coinvolgimento di altre persone, suggerivo di dire a se stesso e agli altri: ho ritrovato l’amore del Signore e non voglio più perderlo, barattarlo, tradirlo per ciò che non conta e non appaga.

Significa poi far spazio alla sua Parola, meditando se ci è possibile le letture che la Liturgia propone ogni giorno, o leggendo qualche commento ormai presente anche nella stampa cattolica, in internet, per mezzo di qualche “applicazione”. Dicevo ad un giovane, diventato schiavo del suo smartphone e delle devianze cui facilmente lo induceva, che era possibile usarlo in modo intelligente e addirittura “spirituale”, date le molteplici offerte di comunicazione religiosa che sono presenti anche nel mondo virtuale.

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Il ministro straordinario della Comunione

SGUARDO PASTORALE

Il ministro straordinario della Comunione

zenna“Leggo sempre con interesse la rubrica «Sguardo pastorale» che curi settimanalmente. Perché non scrivi qualcosa sui ministri straordinari della comunione?”. Eravamo nella sacrestia della Cattedrale, dopo la Messa del vescovo che, nell’ambito della celebrazione per la Giornata della Vita consacrata, aveva conferito il mandato a più di trenta nuovi ministri e rinnovato quello di un altro centinaio. Un piccolo esercito a servizio della comunità cristiana nel suo impegno di prendersi cura delle persone anziane, malate e sole. Non voglio certamente sostituirmi alle importanti lezioni tenute in questi mesi sul significato e gli obiettivi di questo servizio, sulle modalità con cui va svolto e sulla spiritualità che lo supporta, ma raccolgo l’invito di questo amico per focalizzare alcuni aspetti relativi alla persona del ministro. Non è una questione secondaria, per quanto il Signore si possa servire di strumenti poveri e nessuno possa presumere di esserne degno. Distribuire il pane eucaristico non è infatti una mera funzione ma un gesto simbolico, carico di rimandi teologici ed esistenziali, che coinvolgono la comunità e la persona stessa del ministro. I più importanti riguardano la fede nella presenza reale, il dono e l’accoglienza della vita divina, la partecipazione all’azione sacramentale, la comunione che si istaura non soltanto con il Signore Gesù ma con le persone, non ultimi i familiari, che vivono accanto e per coloro che ricevono il corpo di Cristo.

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Umile dedizione della famiglia

SGUARDO PASTORALE

zennaUmile dedizione della famiglia

Ho avuto l’opportunità di riflettere ancora una volta sulla famiglia in occasione della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. Era mercoledì 24 gennaio e la Parola proclamata nella celebrazione cittadina in San Giacomo ci aiutava a comprendere come di fronte alla prepotenza del Faraone e alla violenza di Erode è stata l’umile dedizione della famiglia a salvaguardare il progetto divino e a portarlo a compimento. Apparentemente abbandonato sulle acque del fiume, il bambino che doveva venire soppresso è guardato a vista dalla sorella e il seno materno lo nutrirà per essere consegnato alla missione per la quale era stato scelto. Mosè, salvato dalle acque dalla sua famiglia, guiderà il popolo di Israele alla libertà. La furia omicida di Erode, che provocò morte e dolore in Betlemme, nulla potrà sul discendente di Davide, affidato alla povera famiglia di Maria e Giuseppe, illuminata e sostenuta dai sogni. Tornato anch’egli dall’Egitto, Gesù guiderà l’umanità intera a conoscere le profondità dell’amore di Dio.

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La Chiesa che tu ami

SGUARDO PASTORALE

La Chiesa che tu ami

zennaIn Cile papa Francesco ha lanciato proprio questa domanda: «Com’è la Chiesa che tu ami?». Parlava ai sacerdoti, ai consacrati/e ed ai seminaristi, ma la domanda va fatta a tutti i battezzati che riconoscono la Chiesa come madre, perché per mezzo di lei hanno ottenuto il dono della vita divina. Del resto non si dà ministero che non sia per una comunità ed è nella comunità che si sviluppano i ministeri. Il papa ha usato un’immagine simpatica per rimarcarlo: “Non esiste il selfie vocazionale”. In altre parole la vocazione nessuno se la può dare autonomamente, e anche la verifica della sua autenticità viene da un altro sguardo: “La vocazione esige che la foto te la scatti un altro”.

Quale risposta diamo, allora, alla domanda iniziale?

Chi giudica e condanna dimostra di amare una Chiesa ideale, perfetta, senza rughe né macchie, dalla quale pretende che siano vissute quelle virtù che egli stesso non ha. Molte volte sono proprio i praticanti, portati ad essere fedeli per soddisfare un precetto e intanto coltivano sentimenti contrastanti, perché da una parte hanno bisogno della Chiesa, dall’altra la contestano.

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Corso Fidanzati

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Modulo Adesione 

dal 24 febbraio al 24 marzo

Info: 0415542920 o cell. 3356585376 (don Alberto).

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Riferimenti

Ufficio per il coordinamento della Pastorale diocesana

Direttore: Zenna mons. Francesco, Vicario generale

Segreteria: Gradara Bruno, collaboratore volontario

 

Commissione per l'anno Giubilare della Misericordia

Coordinatore: Marin don Danilo

Membri: Baron Emil, Bellemo Pierluigi, Busetto don Angelo, Fecchio Frediana, Forzato Massimo, Gibbin Attilio, Greggio Filippo, Kii sr. Sophia, Marangon Fabio, Mucciardi p. Cesare, Salvagno Ismaele, Zenna don Francesco.

Archivio

L’Archivio diocesano (via Perottolo 1) contiene materiale documentario di 9 secoli di storia della diocesi suddiviso in 4 fondi: Proprio dei vescovi, Archivio capitolare, Fabbriceria del duomo e Miscellanea, oltre a quello del Seminario.

Biblioteca

La biblioteca diocesana (nello stesso edificio) con 35.200 volumi e 3.000 opuscoli, in genere di carattere teologico, documenta le varie fasi dal 1500 al Concilio Vaticano II. Si integra col Museo per l’esposizione di edizioni pregiate.

Museo

Sorge accanto alla cattedrale in un edificio a U realizzato a fine anni '90 che s'innesta al Palazzo vescovile. Dedicato ai patroni Felice e Fortunato, si compone di 4 sezioni: storica, iconografica, argenteria, oggetti devozionali

Pinacoteca

Nel complesso Trinità (Piazza XX Settembre) l’oratorio del 1500 conserva tele di Piazza, Benfatti, Palma, Vicentino (1600); la chiesa (di Tiralli, 1707) ha dipinti di Mariotti, Vicentino, Damini e altri (60 tele, più statue e reperti).