SOTTOMARINA.

Migrazioni, tante domande

Incontro pubblico presso la parrocchia Madonna della Navicella

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Nell’ambito del Festival “L’invasione degli altri corpi” il 13 settembre presso la parrocchia della Madonna della Navicella si è tenuto un incontro volto a chiarire almeno alcune idee sul complesso tema delle migrazioni. L’economista, giornalista e scrittore Giuseppe De Marzio ha parlato della povertà che è triplicata negli ultimi 10 anni a causa del taglio delle politiche sociali: il tema migranti va inserito in questo contesto. Si tratta di superare una guerra tra poveri dove i migranti sono visti come elemento problematico elusivo che distoglie l’attenzione dai problemi reali. In questa crisi sistemica il modello liberista non è più sostenibile. Quale la soluzione? Unire le emergenze sociali a quelle ambientali per arrivare ad una riconversione ecologica delle attività produttive. I problemi non vanno affrontati separatamente. La crisi è l’opportunità per fare un salto di qualità. Don Bruno Baratto, responsabile della Commissione Migrantes di Treviso, ha riferito sulla presenza di migranti nel Veneto. Nella nostra regione gli stranieri sono mezzo milione, il 10% della popolzione; in 10 anni 100.000 sono diventati italiani: è una realtà che muta. In Veneto sono presenti 175 gruppi nazionali, più numerosi i rumeni. Non basta più il cuore, serve la ragione: nel nostro paese sono più i morti che i nati, i migranti sono una popolazione giovane, chi pagherà le pensioni degli anziani del 2050? Se si contrae il segmento demografico altrettanto accade ad istruzione, sanità, sicurezza lavorativa, E’ una visione miope quella che si oppone all’arrivo di gente giovane. Se si ribatte che i nostri giovani emigrano, si deve pensare che non hanno ragioni di restare in un territorio che non offre motivi per fermarsi ed investire nel futuro. Roberto Tommasi referente di Libera Veneto sostiene che gli imprenditori hanno bisogno dei migranti, nelle nostre radici ci sono storie di migrazione. Molti conflitti sono legati all’acqua ed alle risorse non rinnovabili, la corruzione è un potente lubrificante, bisogna conoscere bene il territorio e guardare lontano. De Marzio parla dei “limiti dello sviluppo”: le ingiustizie sociali sono strettamente legate a problemi ambientali, la risposta sta in percorsi di giustizia ecologica, per rimediare ai pesi ed ai costi spostati sulle popolazioni più indifese. Il 14 settembre si è parlato delle buone prassi inclusive del nostro territorio: hanno partecipato Talking Hands che con i migranti crea capi di moda con tessuti recuperati; Sergio Boscolo dell’Azienda Vivaistica Bacchetto che impiega 40 persone ma incontrando difficoltà burocratiche (permessi di soggiorno); Mauro Mantovan della CIA locale che combatte il caporalato e lo sfruttamento; la Scuola Penny Wirton i cui volontari insegnano l’italiano agli stranieri (alcuni alunni hanno raccontato la propria esperienza). Sono intervenute varie Cooperative (Racol, Titoli Minori, REM) che hanno raccontato l’esperienza di chi sostiene stranieri senza permesso di soggiorno, adolescenti difficili, italiani marginali. Le testimonianze di alcuni migranti hanno messo in evidenza che, avendo aiuto, tutti possono trovare una positiva integrazione e che la nostra società può diventare così più giusta e umana.

Nella Talamini