Perché è importante anche ora

Seminaristi
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Giornata di preghiera e sostegno economico per il seminario diocesano

I nostri due seminaristi sono ospiti nel Seminario di Rovigo, ma il nostro Seminario c’è ancora

Perché è importante anche ora

 

Anche quest’anno, in coincidenza con la Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni, celebriamo nella nostra diocesi la Giornata di preghiera e sostegno economico per il Seminario diocesano. Qualcuno, quest’anno, potrebbe chiedersi: perché ancora la Giornata del Seminario, dal momento che i nostri due seminaristi sono ospiti nel Seminario di Rovigo? Me la sono sentita ripetere più volte questa domanda in questi ultimi tempi. Sì, per me, è importante celebrare una Giornata essenzialmente per tre motivi. Prima di tutto il Seminario diocesano c’è ancora e ancora continua ad essere il luogo ideale in cui dei giovani possono crescere e maturare nella loro specifica vocazione cercando di trovare risposta alla domanda di senso: “Signore, cosa vuoi che io faccia?”. È pur vero che da quest’anno, visto il numero esiguo di seminaristi, gran parte della settimana i nostri due giovani la vivono con altri giovani che come loro stanno portando avanti lo stesso cammino di discernimento – come si può leggere nella lettera che Alessandro e Stefano hanno scritto in questi giorni – ma è anche vero che il cordone ombelicale è ancora saldamente legato al loro Seminario di origine.

Le motivazioni che hanno portato il vescovo Adriano e noi educatori a questa scelta possono anche non essere del tutto condivise ma, vi assicuro, sono state dettate unicamente dal desiderio che il cammino di crescita vocazionale e di discernimento fosse compiuto nella maniera più serena e più completa possibile a contatto soprattutto con altri amici che come loro affrontano lo stesso cammino. In questo percorso, tengo a sottolinearlo, la diocesi e soprattutto il Seminario con il Vescovo, il sottoscritto e il padre spirituale non li hanno abbandonati ad altri e lasciati soli, ma li accompagna nella loro ricerca e formazione sia con un continuo contatto con il Rettore del Seminario che li ospita, sia nei fine settimana quando rientrano in diocesi, e tutte le settimane, a Rovigo, con la presenza del sottoscritto o del Padre Spirituale. Anche per un altro motivo è importante celebrare la Giornata del Seminario: perché ci fa riflettere, almeno in questa occasione, sul Seminario in quanto tale e perché un tempo era chiamato “Cor cordis”, il cuore del cuore della diocesi. Allora, come presbitero, pensare al Seminario mi porta ad interrogarmi se nella pastorale con la mia Comunità c’è un’attenzione vocazionale; inoltre: se ho “osato” proporre a qualche ragazzo e/o qualche giovane la via della vita donata al Signore; ancora: se propongo qualche iniziativa per una preghiera costante per le vocazioni o, infine, se continuo a coltivare, anche se oggi è particolarmente difficile, quello che un tempo era quasi un “pre-seminario”: il gruppo dei chierichetti e dei ministranti… Come laico impegnato nella mia Comunità mi sento tenuto a sostenere il Seminario, oltre che con la simpatia e l’affetto, anche economicamente? Se sono catechista o animatore impegnato ad aiutare nel cammino cristiano e di crescita nella fede, in particolare, i più giovani, tengo viva la dimensione vocazionale anche favorendo e organizzando, se possibile, una visita al Seminario con il mio gruppo? Infine un terzo motivo che non è certamente ultimo in ordine di importanza. La Giornata mondiale di preghiera per le Vocazioni e la Giornata del Seminario mi ricordano l’invito di Gesù: “Pregate il Padrone della messe perché mandi operai nella sua messe”. La preghiera rimane sempre qualche cosa di insostituibile. Purtroppo, però, c’è il rischio di ricordarci della preghiera soltanto in qualche occasione particolare come questa. L’impegno della preghiera per le vocazioni deve necessariamente essere costante anche perché è sotto gli occhi di tutti la constatazione di una sproporzione tra il raccolto che ci sarebbe da fare e le braccia necessarie per questo raccolto. Dovremmo forse entrare sempre più nello spirito del comando di Gesù: “Pregate il Padrone della messe…”.

Sono convinto che un pizzico di coraggio, una buona dose di fantasia pastorale, una fiducia piena nella grazia del buon Dio sono gli elementi per far rifiorire, anche nella nostra diocesi, nuove e sante vocazioni!

don Danilo Marin

 

Nuova Scintilla n.16 – 22 aprile 2018