Costruire alleanze e avviare patti educativi

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Costruire alleanze e avviare patti educativi

Patti di corresponsabilità. La comunità cristiana ha anche il compito di contribuire perché scuola e famiglia cooperino per l’educazione

Negli Orientamenti pastorali per il decennio 2010-2020 i nostri Vescovi rilanciano un’indicazione di Papa Benedetto alla 59ª Assemblea CEI del 28 maggio 2009: “La complessità dell’azione educativa sollecita i cristiani ad adoperarsi in ogni modo affinché si realizzi ‘un’alleanza educativa fra tutti coloro che hanno responsabilità in questo delicato ambito della vita sociale ed ecclesiale’ (OP, 35). Allora all’interno dell’emergenza educativa in questi ultimi tempi, da più parti spesso ribadita da tante persone ed istituzioni, cresce la necessità di realizzare una forte alleanza educativa fra i protagonisti presenti nel territorio, in particolare tra famiglia, scuola e comunità cristiana, con una valenza non solo pedagogica, ma

anche politico-culturale. L’educazione è una questione urgente e decisiva che deve vedere reciprocamente coinvolte la famiglia, la scuola, la società intera in un dialogo franco e costruttivo. Essa richiede la determinazione di un sistema di valori condiviso da queste istituzioni che ubbidiscono a differenti logiche di scelta e di proposta educativa. Significa, allora, andare oltre la semplice partecipazione, che rischia di rimanere sostanzialmente esterna al processo educativo ed anche oltre la cooperazione prevista dalle leggi di riforma della scuola per raggiungere il livello di una vera e totale corresponsabilità sul terreno dell’educazione che si svolge in tutti gli ambienti di educazione presenti nel territorio.

La comunità cristiana ha anche la responsabilità di contribuire affinché scuola e famiglia operino per l’educazione. La risposta, innanzitutto va ricercata in ciò che politicamente e culturalmente fonda tanto la famiglia, la scuola: la carta costituzionale, all’interno del contesto di trasformazione in atto del sistema educativo di istruzione e di formazione professionale italiano alla luce anche delle politiche europee. Da qui si individuano i ‘significati di quadro’ atti a dare vigore al patto educativo. Si pensi per esempio ai valori della persona, della libertà, dell’uguaglianza, della pari dignità, del bene comune, della solidarietà, della partecipazione.

Parlare di ‘corresponsabilità educativa’ o di ‘alleanze educative’ significa anche riconoscere che l’educazione dei giovani non compete esclusivamente o separatamente alla scuola o alla famiglia, ma ad entrambe, in reciproco concorso di responsabilità e impegni; significa andare oltre la semplice partecipazione, che rischia di rimanere sostanzialmente esterna al processo educativo scolastico ed anche oltre la cooperazione prevista dalle leggi di riforma della scuola per raggiungere il livello di una vera e totale corresponsabilità sul terreno dell’educazione che si svolge a scuola. “La scuola ha nei confronti della famiglia un compito sussidiario ed integrativo” (Giovanni Paolo II, Lettera alle famiglie, 16). La corresponsabilità educativa, da parte di genitori, costituisce parte integrante del mandato educativo della scuola: senza di questa non può esistere scuola.

Si tratta di evidenziare, allora, una corresponsabilità non solo come emergenza sociale, ma anche come istanza pedagogica, intesa non in maniera statica e fissa, ma in senso dinamico e sempre in relazione alle istanze poste dalla crescita dei figli-alunni, capace, quindi, di promuovere i genitori non solo meri fruitori del bene-scuola, ma come veri e indispensabili soggetti di cooperazione educativa nella scuola, per motivare gli alunni-figli alla ricerca del bene comune e del loro futuro di felicità.

Si tratta, inoltre, di individuare e precisare modalità e forme di presenza con le quali si può realizzare un autentico coinvolgimento dei genitori nella scuola (dalla condivisione del Progetto educativo alla cooperazione al Pof, dalla corresponsabilità nei processi educativi alla partecipazione agli oo.cc., dalla comunicazione quotidiana a presenza di volontariato, alla partecipazione a feste, ed eventi, fino anche a forme di gestione della scuola).

Il tempo di preparazione all’incontro della scuola con il Papa il 10 maggio 2014 a Roma potrebbe diventare un’occasione propizia di riflessione tra gli operatori di pastorale della scuola e dell’educazione, affinché scuola e famiglia si ripensino in questo momento storico, e ripropongano in modo rinnovato le ragioni della loro vocazione educativa, in modo da dischiudere nuove prospettive di impegno e di presenza per il bene delle giovani generazioni, e diventare così capaci di generare nuova speranza nel nostro Paese. L’impegno si concretizza nell’individuare e precisare modalità e forme di presenza con le quali si può realizzare un autentico coinvolgimento ed un patto educativo tra tutti i soggetti attivi nel territorio per realizzare l’unità dell’atto educativo, indispensabile per la crescita umana integrale dei giovani. (d. Edmondo Lanciarotta – Responsabile Scuola Educazione Università CET)

 

da NUOVA SCINTILLA 10 del 9 marzo 2014