Qui si insegna il lavoro

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Incontro a Mestre. I Cfp d’ispirazione cristiana: scuola competitiva

Qui si insegna il lavoro

Quasi 20.000 allievi in tutto il Veneto frequentano un CFP, ovvero un Centro di Formazione Professionale. Di questi, più di 3.000 in provincia di Venezia. Con questi dati ha preso il via la conferenza all’istituto Berna di Mestre, organizzata da Forma Veneto (il coordinamento degli enti di ispirazione cristiana) e da Confap Veneto (Confederazione Nazionale Formazione Aggiornamento Professionale) sul tema “Le Chiese nel territorio veneziano per l’istruzione e la formazione professionale”, aperta dal vescovo di Chioggia Adriano Tessarollo come delegato del settore. I CFP prevedono un percorso triennale specifico, che indirizza i frequentanti verso un preciso campo di lavoro. Nel Veneto il sistema

professionale funziona meglio che nel resto d’Italia. “In un periodo difficile come questo – ha precisato Renato Meggiolaro, presidente di Forma Veneto – un ragazzo che decide di frequentare un Centro Professionale fa una scelta che gli permette di avere più garanzie per il futuro. Molti degli allievi, finito il percorso di formazione, fondano delle piccole imprese, proprio grazie alla specificità dei nostri corsi. Inoltre, i CFP aiutano a crescere non solo degli onesti cittadini, ma anche dei buoni cristiani, poiché, a differenza delle altre scuole statali, essi sono profondamente radicati nei valori della Chiesa”. Una realtà importante, quindi, che chiede visibilità e fondi per continuare a far bene. A tal proposito è intervenuto l’assessore all’Istruzione, alla Formazione e al Lavoro, Elena Donazzan: “Abbiamo sempre dato attenzione ai Centri Professionali. Pur con le risorse azzerate, abbiamo fatto il possibile per dare a questa realtà la visibilità che si merita, informando e sensibilizzando. Continueremo con forza a difendere questo modello di fronte allo Stato. Purtroppo, la legge del patto di stabilità impedisce alla Regione di onorare gli impegni presi”. In chiusura è intervenuto anche il Patriarca Francesco Moraglia, che ha sottolineato più volte i valori dei CFP elogiandone gli obiettivi e i metodi: “La formazione professionale – ha detto – è un bene che va tutelato perché prepara un futuro nel quale la persona non viene subordinata a scelte economiche e finanziarie. Chi esce da un Centro Professionale sarà padrone, e non schiavo, del proprio lavoro. Le risorse da destinarsi ai CFP vanno considerate prioritarie e un investimento, non una spesa. Occorre una legge che tuteli gli studenti ed i Centri stessi. La Chiesa deve lavorare nelle sue comunità affinché si venga a sapere che i Centri Professionali formano cristiani, prima ancora che uomini, e che rispondono alle esigenze di una scuola come ambiente educativo in cui si cresce per imparare a vivere come uomini e come donne, come ha detto papa Francesco”.   (Pietro Giuliani)

 

 

 

da NUOVA SCINTILLA 7 del 16 febbraio 2014