La grazia s’in-vera attraverso i segni

Messa-del-Crisma-11
Facebooktwittergoogle_pluspinterestmail
L’OMELIA DEL VESCOVO ADRIANO
01-04-2018

Carissimi fedeli, religiosi e religiose e sacerdoti qui presenti questa sera, la celebrazione che compiamo è caratterizzata dalla benedizione degli Oli per i catecumeni, dei fratelli cioè che si dispongono ad accogliere la fede nel battesimo, per gli ‘infermi’, cioè di quanti vivono l’esperienza della malattia che minaccia la vita, per chiedere di esserne liberati e di vivere la malattia in unione alla sofferenza di Cristo, e dalla consacrazione del Crisma, olio con cui vengono ‘unti’ coloro che Dio chiama alla fede mediante il Battesimo e coloro ai quali  Cristo Gesù, per mezzo della Chiesa, chiama al ministero presbiterale ed episcopale. Anche le nostre chiese, l’altare della celebrazione eucaristica vengono consacrati con il sacro Crisma.

1. Il Sacro Crisma (olio misto a balsamo profumato) segno di consacrazione al Signore. Ricordiamo che il Nuovo Testamento presenta Gesù come “Cristo/Messia” cioè “consacrato con l’unzione” e l’Antico Testamento ricorda la consacrazione con olio per i sacerdoti, i re ed i profeti. L’unzione col Crisma viene fatta: nel Battesimo sul capo del battezzato; nella Confermazione sulla fronte del cresimando; nell’Ordine sacro sul capo del nuovo Vescovo e sulle mani dei nuovi presbiteri; nella Dedicazione della chiesa e dell’altare sulle pareti dell’edificio e sulla mensa eucaristica.

2. L’Olio dei catecumeni. Quanti si preparano alla grazia del Battesimo vengono fortificati nella lotta spirituale, ricevendo sul petto l’unzione con l’Olio dei catecumeni.

 3. L’Olio degli infermi. L’Unzione degli infermi cancella i peccati e aiuta il malato a vivere con fede e speranza la sua infermità, in comunione con il mistero della Passione di Gesù.

Ricordavo già l’anno scorso che questi olii, qui consacrati dal vescovo in unione a tutti i presbiteri e alla presenza numerosa del popolo di Dio, richiamano il nostro essere unico popolo di Dio, pur sparso nei nostri territori. Per questo, questi olii consacrati questa sera, vengono consegnati per essere distribuiti a ciascun sacerdote e conservati con grande cura e rispetto in ogni comunità cristiana, quale segno dell’unica grazia che Cristo fa e rende disponibile alla sua Chiesa attraverso il ministero dell’Ordine Sacro, vescovo e presbiteri in unione con lui. Questa triade, questi tre Olii, esprimono tre dimensioni essenziali dell’esistenza cristiana, che segnano la vita sacramentale delle nostre comunità parrocchiali: -Il prendersi cura della schiera dei sofferenti con i loro dolori e le loro speranze (olio degli infermi sui quali attraverso il sacramento si fa presente Cristo stesso, medico delle anime e dei nostri corpi per sollevare il fedele dai suoi peccati e ricondurlo sano alla vita; -l’accompagnamento di quanti si mettono in cammino verso Cristo e sono alla ricerca della fede (olio dei catecumeni); -il dono offerto per la vita e l’opera di tutto il popolo regale, sacerdotale e profetico, rappresentato  nel dono dello Spirito attraverso l’unzione crismale dei battezzati, dei cresimati, dei sacerdoti e vescovi, e anche degli edifici sacri.

Vorrei che attirassimo l’attenzione sul fatto che l’in-veramento della presenza di grazia della Trinità avviene attraverso la tangibilità di segni e di simboli che la rendono materialmente visibile non solo attraverso la presenza di un sacerdote o un ministro preposto per l’atto di culto, ma anche attraverso materie tratte dalla natura e dal lavoro dell’uomo, in questi casi ricordati, attraverso gli olii santi.

L’olio diventa quindi il mezzo per la santificazione dei corpi e delle anime dei fedeli, e veicolo della misericordia di Dio e della sua protezione, nonché della salute del corpo che possono solo venire da Cristo, unico medico delle anime e dei corpi. Nell’unzione degli infermi, l’olio è  la “materia” del Sacramento stesso, accompagnato dall’ascolto della Parola di Dio e dall’invocazione dello Spirito del sacerdote. Tutti questi aspetti andrebbero rimeditati personalmente e riproposti dal punto di vista pastorale ai fedele stessi per un riavvicinamento del Sacramento, sia per noi sacerdoti che per i fedeli, comprendendone la ragione profonda e la grazia.

Approfitto per ricordare che è previsto un semplice rito di  presentazione e accoglienza degli oli santi in parrocchia presentandoli alla comunità come segno di unità e comunione nella Chiesa diocesana, e ricordando che gli oli benedetti per la potenza dello Spirito vengono consegnati per risanare, illuminare, confortare, consacrare e confermare i doni e carismi con i quali lo stesso Spirito anima e sostiene la sua Chiesa per l’edificazione del Regno. Così pure la conservazione va circondata della cura dovuta per questi segni sacramentali dell’azione dello Spirito che accompagnano la celebrazione di quattro Sacramenti.  Cari fedeli tutti qui presenti, mentre rivolgo a voi gli auguri pasquali, vi invito a ripensare alla nostra dignità di ‘Cristiani’, di consacrati, di avvolti dalla grazia del Signore e dalla potenza del suo Spirito, dono del Risorto. “Agnosce christiane dignitatem tuam”! Riconosci o cristiano la tua dignità! Ce lo ricordano questi oli, specie il crisma con cui siamo stati unti al battesimo e alla cresima. Combattiamo la nostra battaglia conto il male e il peccato come ci ricorda l’olio dei catecumeni. Siamo vicini ai fratelli con la preghiera e la speranza cristiana che ci ricorda l’olio degli infermi. A voi presbiteri la memoria della nostra consacrazione presbiterale con il santo crisma ci ricordi l’unità della nostra comune missione frutto e dono dell’unico e medesimo Spirito, e questi oli a noi consegnati ci facciano prendere sempre più coscienza e ci rendano sempre più disponibili ad essere servitori di Cristo e dello Spirito nei ministeri che anche con questi santi oli siamo inviati a offrire ai fratelli. La cena del Signore che domani celebreremo con le nostre comunità sia alimento di grazia e dono di comunione tra di noi e con i nostri fedeli. Buona pasqua a tutti.

 + Adriano Tessarollo