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- Briciole di Pastorale - IV° Quaresima 2017

IV-Quaresima-17

Confessione di primavera

I GIORNI

Confessione di primavera

Nel bel sole che anticipa la primavera, la gitarella al mare sospinge i due fidanzati conviventi a una chiesa dove chiedono di confessarsi. È inevitabile domandare come mai due bravi ragazzi di parrocchia abbiano tranquillamente scavalcato la celebrazione del sacramento del matrimonio. Il motivo primo questa volta non è la questione economica, ma l’intento di mettersi alla prova prima di una decisione definitiva. Con quel che si vede in giro – dicono -, amici che si lasciano appena sposati, impreviste difficoltà a intendersi, eccetera. Gli si replica: come se prima di nascere e di vivere, uno dovesse fare un periodo di prova per valutare se gli conviene. Siamo impauriti dalla debolezza nostra e altrui, e ci strugge un sentimento di precarietà. Scivoliamo sul pelo dell’acqua senza immergerci nel mare della vita, evitando un’esperienza che coinvolga corpo e anima: condizione ottimale per non vivere veramente. Si crede di sperimentare la realtà di una vita insieme, ma spesso ci si limita ad alcune funzioni della cucina di casa e della camera da letto. Ad ogni giornata – o almeno ad ogni occasione di inciampo - incombe la minaccia per la possibile rovina della casa, con la valigia pronta all’angolo della porta d’uscita.

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Festa di San Benedetto

Al Museo della Bonifica di Ca’ Vendramin con il vescovo

Festa di San Benedetto

san-benedettoLa celebrazione della 54ª festa di San Benedetto da Norcia, patrono d’Europa e dei bonificatori, effettuata al Museo regionale  veneto della Bonifica a Ca’ Vendramin di Taglio di Po, è stata un successo, sia per la perfetta organizzazione sia per la condivisione di oltre duecento partecipanti. Una scelta indovinata dei presidenti Adriano Tugnolo del consorzio Delta del Po con sede a Taglio di Po e Mauro Visentin del consorzio Adige Po con sede a Rovigo, di fare la festa nel delta, Parco regionale Mab-Unesco. Impeccabile è stata la regia del direttore generale Giancarlo Mantovani. Ospiti d’onore gli expresidenti Fabrizio Ferro del consorzio Delta del Po e Giuliano Ganzerla del consorzio Adige Po. Presenti i sindaci Francesco Siviero di Taglio di Po e Claudio Bellan di Porto Tolle e l’assessore Stefano Gazzola di Rosolina. Fin dal primo mattino sono arrivate a Ca’ Vendramin, alle porte del comune di Porto Tolle, le prime auto di dirigenti e dipendenti del Consorzio Adige Po proprio per non perdere l’occasione di visitare il Museo e verso le 11 il vescovo della diocesi di Chioggia, mons. Adriano Tessarollo con i concelebranti il parroco dell’Unità pastorale di Ca’ Tiepolo-Oca marina don Fabrizio Fornaro e il vicario parrocchiale don Yacopo Tugnolo. Appena iniziata la messa i presidenti Tugnolo e Visentin hanno dato il benvenuto ai presenti ringraziando il vescovo per aver accettato di presedere la messa per la festa del patrono San Benedetto. “Dio ha affidato alle mani dell’uomo il creato - ha detto il vescovo - che non è solo il presente, quindi invochiamo la pace dei nostri cuori e delle nostre relazioni.

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L’Annunciazione

Solennità del 25 marzo

L’Annunciazione

annunciazioneLa Chiesa celebra sabato 25 marzo la solennità dell’Annunciazione del Signore (vedi foto). L’Incarnazione di Gesù è l’inizio della sua Pasqua: perciò la festa del 25 marzo, già nel IV-V secolo, era considerata “la radice delle feste” - come annota San Giovanni Crisostomo - l’inizio della fine: inizio dell’Incarnazione storica del Messia e inizio della santificazione dell’uomo. Di conseguenza, l’inizio dell’Anno liturgico nell’alto Medioevo era fissato al 25 marzo e quindi primo mese dell’anno anche del calendario civile. Ugualmente per la nostra Veneta repubblica, il calendario civile iniziava con tale data, anche per ricordare la fondazione leggendaria di Venezia avvenuta proprio il 25 marzo dell’anno 421, quando nei pressi del luogo chiamato Rivo Alto (Rialto), tre consoli patavini - Adalberto Falier, Tomaso Candiano e Cono Daulo - iniziarono la costruzione della città lagunare. Ricordiamo, infine, che nel parapetto superiore del ponte di Vigo in Chioggia, che risale al 1684 - lato sud - due formelle lapidee raffigurano l’annunciazione dell’Arcangelo Gabriele alla Beata Vergine Maria, mentre nell’altro parapetto - lato nord - sempre in due formelle, sono scolpiti i Santi Felice e Fortunato Mm, Patroni della città e diocesi.

Giorgio Aldrighetti

Nuova Scintilla n.12 - 26 marzo 2017

Le tappe di un cammino

Padre Raimondo Calcagno. Potrà essere il nostro “primo” santo

Le tappe di un cammino

padre-raimondo-calcagnoCi soffermiamo sulle tappe di un cammino di un prete santo, Padre Raimondo Calcagno, uomo di fede e di cultura, onore della città di Chioggia e dell’Oratorio di S. Filippo Neri, di colui che potrà risultare il primo santo nella storia della nostra chiesa locale. Raimondo Calcagno, primo di quattro fratelli, nasce a Chioggia (in provincia di Venezia) il 17 aprile 1888 in una famiglia povera, ma di fede cristiana. Compiuti gli studi elementari e quelli ginnasiali-liceali presso il Seminario vescovile locale come esterno prima e interno dopo, è nominato presidente della Sezione Giovani, grazie al suo impegno costruttivo e solerte nel dare un particolare impulso all’attività di gruppo e a imprimere un grande dinamismo nei giovani fortemente sensibili a una nuova presenza sulla scena italiana dei cattolici. Fa il suo ingresso (1912) tra i Filippini con grande esultanza e speranza dei superiori e riceve (1914) l’Ordine del Presbiterato dal vescovo Antonio Bassani, in Episcopio. All’indomani dell’ordinazione sacerdotale fonda (1914) l’oratorio-ricreatorio S. Filippo Neri ed è nominato (1921) dalla Congregazione direttore del patronato S. Girolamo Emiliani: l’ansia dell’apostolato lo brucia letteralmente. La sua proposta educativa mira a coinvolgere la personalità di ciascun allievo attraverso gli interessi collegati alla sua età, per condurlo ad un impegno apostolico e cristiano vissuto con convinzione e serietà. Esercita il suo ministero sacerdotale in maniera encomiabile, soprattutto quale predicatore, confessore e guida sapiente di anime, in un’oasi di santità e di conversione per penitenti con un lavoro sistematico, feriale, insistente, col suo stile fatto di preghiera, di umiltà e collaborazione.

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La rana nella pentola

I GIORNI

La rana nella pentola

La sapete la storiella della rana bollita? In un pentolone pieno d’acqua fredda nuota tranquillamente una rana. Viene acceso il fuoco sotto la pentola, l’acqua si riscalda pian piano e la rana continua gradevolmente a nuotare. La temperatura sale e diventa troppo calda. La rana non ha più la forza di reagire; sopporta e non fa nulla. La temperatura sale ancora e la rana finisce morta bollita. Se la stessa rana fosse stata immersa direttamente nell’acqua a 50° avrebbe dato un forte colpo di zampa, balzando fuori dal pentolone. Noam Chomsky, genio della comunicazione, commenta questo ‘principio della rana bollita’: “Se guardiamo ciò che succede nella nostra società, ci accorgiamo che stiamo subendo una lenta deriva alla quale ci abituiamo. Un sacco di cose, che ci avrebbero fatto orrore 20, 30 o 40 anni fa, a poco a poco sono diventate banali, edulcorate e – oggi – ci disturbano solo leggermente o lasciano decisamente indifferenti la gran parte delle persone.”.

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Archivio

L’Archivio diocesano (via Perottolo 1) contiene materiale documentario di 9 secoli di storia della diocesi suddiviso in 4 fondi: Proprio dei vescovi, Archivio capitolare, Fabbriceria del duomo e Miscellanea, oltre a quello del Seminario.

Biblioteca

La biblioteca diocesana (nello stesso edificio) con 35.200 volumi e 3.000 opuscoli, in genere di carattere teologico, documenta le varie fasi dal 1500 al Concilio Vaticano II. Si integra col Museo per l’esposizione di edizioni pregiate.

Museo

Sorge accanto alla cattedrale in un edificio a U realizzato a fine anni '90 che s'innesta al Palazzo vescovile. Dedicato ai patroni Felice e Fortunato, si compone di 4 sezioni: storica, iconografica, argenteria, oggetti devozionali

Pinacoteca

Nel complesso Trinità (Piazza XX Settembre) l’oratorio del 1500 conserva tele di Piazza, Benfatti, Palma, Vicentino (1600); la chiesa (di Tiralli, 1707) ha dipinti di Mariotti, Vicentino, Damini e altri (60 tele, più statue e reperti).