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-- Briciole di Pastorale -- XIII Tempo Ordinario 2017

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Sotto il cielo di Fatima

IL PELLEGRINAGGIO COL VESCOVO ADRIANO

Sotto il cielo di Fatima

FATIMAIl nome Fatima basta a richiamare all’immaginario collettivo un’oasi di pace, legata alle apparizioni mariane e alla danza del sole con cui si concluse quella del 13 ottobre 1917. Oasi di pace è stata anche per noi, gruppo di 31 pellegrini – 16 di Chioggia e 15 di Padova, guidati spiritualmente dal vescovo Adriano Tessarollo, dietro espressa richiesta dell’agenzia Caldieri viaggi di Monselice – nei giorni 3-6 novembre. Effettivamente a Fatima si ha la percezione che il soprannaturale si sia piegato sulla Conca d’Iria, fino a toccare un suolo umile e sassoso, rivestito di elci e ulivi. Lo ricordano ogni giorno i rintocchi che si elevano dalla torre campanaria della Basilica del Rosario – al mattino, a mezzogiorno e a sera – sulle note del canto ‘Il 13 maggio apparve Maria…’.

Quando il visitatore arriva in Portogallo si accorge di essere in una fascia di terra affacciata all’Atlantico (l’antica terra dei Lusitani conquistata dai Romani nel 139 a. C.). Ai suoi occhi si stende un paesaggio ondulato, dove i sopraelevamenti tettonici sembrano essere stati limati dalla forza degli agenti atmosferici. Si è accolti da un popolo gentile e ospitale, volto ancora alla pesca e alla pastorizia, impegnato però ad affermare anche lo sviluppo industriale. Ogni portoghese è fiero della tenacia dei suoi navigatori (Vasco de Gama, Enrico ‘il navigatore’) e dell’espansione coloniale seguita alla scoperta dell’America. Le architetture dei principali monumenti palesano nel loro stile segni della secolare dominazione araba e poi di quella spagnola. La faticosa conquista della libertà e la nascita della nazione portoghese sono in parte narrate nell’epopea ‘Os Lusìadas’ di Luis de Camões.

Questo e altro raccontava la guida locale, mentre accompagnava noi pellegrini attraverso la città di Lisbona, lungo le strade di Fatima e dintorni (Valinhos, Aljustrel) e nei centri agricoli e pescherecci di Batalha, Alcobaça e Nazarè. Dal canto suo il vescovo Adriano, nell’atto di presiedere ai momenti liturgici (via crucis, celebrazioni eucaristiche, rosario….) ha approfondito il senso del messaggio di Fatima, presentando la richiesta di sacrificio, proposto dalla Vergine ai pastorelli, come richiesta di donazione in unione all’offerta sacrificale di Gesù. Ha illustrato la preghiera del rosario come sintesi della storia di Dio con gli uomini, finestra aperta sulla vita di Cristo che, contemplato attraverso le tappe dei vari misteri, si fa nostro contemporaneo. Ha spiegato il valore della pace come scelta interiore di relazioni positive con Dio e con tutti i fratelli in umanità. Rimane a testimoniare un ‘segreto’ quella corona d’oro donata alla Vergine dalle donne portoghesi nel 1942, quale omaggio per la non partecipazione del Portogallo agli orrori della seconda guerra mondiale. La corona aurea è esposta ora nel Museo della Basilica: al suo vertice porta incastonata la pallottola dell’attentato avvenuto in Piazza San Pietro il 13 maggio 1981, alle ore 17,19 (se anticipi le cifre decimali, ottieni 1917: l’anno delle apparizioni!). Ed è sintesi di un lungo capitolo di devozione mariana l’iconografia della nuova Basilica della Santissima Trinità, costruita in forma circolare dal 2004 al 2007 – di fronte alla Basilica del Rosario – quasi a stringere in un abbraccio la Conca d’Iria. L’edificio è vegliato esternamente da quattro statue imponenti: quella del vescovo di Leiria-Fatima Correia da Silva, che aprì il culto alla Madonna di Fatima (1930); la statua di papa Pio XII, che consacrò il mondo a Maria Santissima nel 1942; quella di Paolo VI, primo papa pellegrino a Fatima nel 1967; e quella di Giovanni Paolo II, che visitò per tre volte la Cova d’Iria (1982, 1991, 2000), rinnovando la consacrazione del mondo al Cuore Immacolato di Maria. All’interno, il presbiterio è munito di uno splendido pannello in mosaico di padre Rupnik (m 10 di altezza, 50 di larghezza), raffigurante la Gerusalemme Celeste: ai lati del Mistico Agnello, figurano tra gli angeli e i santi anche i tre pastorelli, san Pio da Pietrelcina e la beata Madre Teresa di Calcutta. Veramente in quella Conca benedetta si prova la sensazione che il tempo faccia gorgo e s’impenni, per rendere attuale al pellegrino il mistero di grazia accaduto lì, tra le due Basiliche, un secolo fa. Come di consueto le macchine fotografiche e i tablet hanno accompagnato il gruppo come occhi della memoria. Non sono mancati, soprattutto nei momenti conviviali, scambi fraterni e scoppi d’ilarità, fugaci come fuochi d’artificio. Perché lì, a Fatima, la gioia e la pace durature calano solo dal cielo. 

G. Marangon

Riferimenti

Ufficio per la pastorale dei Pellegrinaggi

Direttore: Zenna Mons. Francesco

Collaboratore: Cremonese don Giuseppe

Segreteria: Gradara prof. Giorgio

Sede: Rione Duomo 870/A 30015 CHIOGGIA (VE)

Tel: 041400525 - Fax. 0415509085

E-mail: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

Archivio

L’Archivio diocesano (via Perottolo 1) contiene materiale documentario di 9 secoli di storia della diocesi suddiviso in 4 fondi: Proprio dei vescovi, Archivio capitolare, Fabbriceria del duomo e Miscellanea, oltre a quello del Seminario.

Biblioteca

La biblioteca diocesana (nello stesso edificio) con 35.200 volumi e 3.000 opuscoli, in genere di carattere teologico, documenta le varie fasi dal 1500 al Concilio Vaticano II. Si integra col Museo per l’esposizione di edizioni pregiate.

Museo

Sorge accanto alla cattedrale in un edificio a U realizzato a fine anni '90 che s'innesta al Palazzo vescovile. Dedicato ai patroni Felice e Fortunato, si compone di 4 sezioni: storica, iconografica, argenteria, oggetti devozionali

Pinacoteca

Nel complesso Trinità (Piazza XX Settembre) l’oratorio del 1500 conserva tele di Piazza, Benfatti, Palma, Vicentino (1600); la chiesa (di Tiralli, 1707) ha dipinti di Mariotti, Vicentino, Damini e altri (60 tele, più statue e reperti).