Continuando la navigazione, accetti il nostro utilizzo dei cookie in conformità (clicca per leggere) alla direttiva europea 2009/136/CE.

Diocesi di Chioggia

Bibbia Edu

-- Briciole di Pastorale -- XXIX Tempo Ordinario 2017

XXIX-Ordinario-17

Insieme per venerare la Sindone

visita-sindone-oropaIL PELLEGRINAGGIO DIOCESANO A TORINO. Tappe ad Oropa e a Colle don Bosco. Testimonianza

Insieme per venerare la Sindone

Un numeroso gruppo di fedeli della Diocesi di Chioggia nei giorni 16 e 17 maggio ha avuto una speciale fortuna: ritrovarsi alle luci dell’alba per condividere in comunità momenti spirituali e vivere insieme la bellezza d’immagini e di luoghi sacri, a taluni, sconosciuti. Guide spirituali del nostro gruppo: mons. Francesco Zenna, vicario generale della Diocesi; don Giuseppe della comunità di Porto Viro; Suor Katarina del Sacro Volto di Chioggia.

Prima meta del nostro itinerario religioso il maestoso Santuario di Oropa.

Secondo la tradizione l’origine di tale struttura è da collocarsi nel IV secolo, ad opera di S. Eusebio, primo vescovo di Vercelli. Lo sviluppo del Santuario subì diverse trasformazioni nel tempo, fino a raggiungere le monumentali dimensioni odierne.

Il maestoso complesso è frutto dei disegni dei più grandi architetti sabaudi. Dal primitivo sacello all’imponente Basilica Superiore, consacrata nel 1960, lo sviluppo edilizio ed architettonico è stato grandioso. Il primo piazzale, su cui si affacciano ristoranti, bar e diversi negozi, è seguito dal chiostro della Basilica Antica (vedi foto), raggiungibile attraverso la scalinata monumentale e la Porta Regia. Tutti gli edifici del Santuario sono stati edificati nel corso dei secoli, partendo dal suo cuore: il Sacello della Basilica Antica. Cuore spirituale del Santuario, la Basilica Antica è stata realizzata nel seicento, in seguito al voto fatto dalla città di Biella, in occasione dell’epidemia di peste del 1599.

Un vivo ringraziamento a mons. Francesco per l’azzeccata idea di portare il nostro gruppo ad apprezzare, in questa oasi di pace e tranquillità, l’immenso tesoro d’arte religiosa ad oltre mille metri di quota, fra incantevoli paesaggi di verde collinare.

Ma veniamo ora al momento più atteso del nostro tour ricco di spiritualità: la visita alla Sacra Sindone.

Seppur breve, l’attimo di raccolta in preghiera di fronte ad un prezioso documento di testimonianza di morte e risurrezione è stato a dir poco emozionante.

La sofferenza di Gesù rivive, a distanza di secoli, in quell’immagine, non dipinta, ma ritenuta, a detta di molti studiosi, un’ossidazione superficiale della cellulosa contenuta nelle fibre del lino.

Ma quel che si può dire su questo telo in ostensione è che niente come la Sacra Sindone parla della Terra Santa, e di quella vicenda più straordinaria che si sia svolta in quel fazzoletto di terra: ovvero, quella di un uomo tra i trenta e i quarant’anni, torturato e incoronato di spine, poi crocifisso e sepolto secondo l’usanza ebraica.

Riguardo ai Vangeli, tutti e quattro partono dalla richiesta di Giuseppe di Arimatea, influente membro del Sinedrio, al procuratore romano della Giudea Ponzio Pilato di ottenere il corpo di Gesù e dalla concessione fatta da questi.

Matteo, Marco e Luca, cioè i tre sinottici, con espressioni equivalenti descrivono Giuseppe che discende il cadavere di Gesù dalla croce e lo avvolge in una Sindone. Per Matteo è un lenzuolo pulito. Giovanni invece segnala che il corpo viene avvolto “con teli insieme ad aromi, come usano fare i Giudei per preparare la sepoltura”.

Eppure il volto della Sindone, come detto anche da papa Francesco, comunica una grande pace. È come se ci dicesse: abbi fiducia, non perdere la speranza; la forza dell’amore di Dio, la forza del risorto vince… tutto!

L’Ostensione di quest’anno della Sacra Sindone ci collega nel nostro pellegrinaggio alla visita al “Colle Don Bosco”; collina così denominata, in omaggio al santo torinese Giovanni Bosco, in occasione del bicentenario della nascita.

Ammirare questi luoghi è come riscoprire le origini della straordinaria personalità di don Bosco e della sua opera diffusa in tutto il mondo.

Rammentiamo tutti che i destinatari furono i ragazzi, specie quelli poveri e abbandonati.

Il motto è “Da mihi animas, coetera tolle” (Dammi le anime, prenditi tutto il resto).

La Basilica di Don Bosco fu costruita dove sorgeva la “Cascina Biglione”; in detta cascina viveva la famiglia Bosco: qui nacque Giovanni Bosco il 16 agosto 1815.

Tale struttura è composta da due chiese sovrapposte. La prima pietra è stata benedetta l’11 giugno 1961, (giorno particolarmente significativo per la nostra Diocesi per la concomitante festa dei patroni Felice e Fortunato, ndr).

Dopo aver assistito alla Santa Messa in questa splendida Basilica, dove il Cristo sembra risplendere di luce propria nella sua gigantesca forma lignea (nella foto), si è concluso il pellegrinaggio del nostro folto gruppo di fedeli, tra cui il piccolo e simpaticissimo Davide, pronti a ritornare a rivedere i maestosi luoghi sacri visitati, ma ora desiderosi di far ritorno ai propri lidi, sparsi tra l’estesa Diocesi di Chioggia.

Paolo Ranzato

Riferimenti

Ufficio per la pastorale dei Pellegrinaggi

Direttore: Zenna Mons. Francesco

Collaboratore: Cremonese don Giuseppe

Segreteria: Gradara prof. Giorgio

Sede: Rione Duomo 870/A 30015 CHIOGGIA (VE)

Tel: 041400525 - Fax. 0415509085

E-mail: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

Archivio

L’Archivio diocesano (via Perottolo 1) contiene materiale documentario di 9 secoli di storia della diocesi suddiviso in 4 fondi: Proprio dei vescovi, Archivio capitolare, Fabbriceria del duomo e Miscellanea, oltre a quello del Seminario.

Biblioteca

La biblioteca diocesana (nello stesso edificio) con 35.200 volumi e 3.000 opuscoli, in genere di carattere teologico, documenta le varie fasi dal 1500 al Concilio Vaticano II. Si integra col Museo per l’esposizione di edizioni pregiate.

Museo

Sorge accanto alla cattedrale in un edificio a U realizzato a fine anni '90 che s'innesta al Palazzo vescovile. Dedicato ai patroni Felice e Fortunato, si compone di 4 sezioni: storica, iconografica, argenteria, oggetti devozionali

Pinacoteca

Nel complesso Trinità (Piazza XX Settembre) l’oratorio del 1500 conserva tele di Piazza, Benfatti, Palma, Vicentino (1600); la chiesa (di Tiralli, 1707) ha dipinti di Mariotti, Vicentino, Damini e altri (60 tele, più statue e reperti).