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Diocesi di Chioggia

Bibbia Edu

Briciole di Pastorale

XI° Tempo Ordinario

XI-Ordinario-18

Ascoltare e comprendere

PAROLA DI DIO - DOMENICA XV DEL TEMPO ORDINARIO - A

LETTURE: Is 55,10-11; Dal Salmo 64; Rm 8,18-23; Mt 13,1-23

Ascoltare e comprendere

Is 55,10-11: “Così sarà della mia parola: non ritornerà a me senza effetto”.

La calura e la siccità danno lo spunto al profeta Isaia per annunciare l’efficacia e la forza della Parola di Dio. Dopo una pioggia abbondante, chi ha seminato attende con certezza che il seme germogli e cresca e la pioggia abbondante rassicura che le pianticelle possano crescere fino a giungere a maturazione. Per il profeta il terreno siamo ciascuno di noi, le nostre comunità, campo dove Dio semina la Parola della fede, della speranza e dell’amore. La nostra vita spirituale e interiore non può crescere senza la luce della parola di Dio che orienta e illumina e la sua forza che alimenta e sostiene. Il profeta sta parlando a gente deportata ed esule che sta perdendo ogni speranza e fiducia nella Parola profetica. Dio torna a offrire loro una parola di fede e di speranza, che, come pioggia, compirà ciò che promette, “Parola che è stata piantata in voi e può portarvi alla salvezza” (Gc 1,21).

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Gesù divin Maestro mite e umile

PAROLA DI DIO  - DOMENICA XIV DEL TEMPO ORDINARIO -  A

LETTURE: Zc 9,9-10; Dal Salmo 144; Rm 8,9.11-13; Mt 11,25-30

Gesù divin Maestro mite e umile

Zc 9,9-10: “Ecco a te viene il tuo re…giusto, vittorioso, umile”.

Ecco il sogno di Dio che un profeta è inviato a far conoscere agli uomini. E’ un sogno che riguarda tutta l’umanità, “da mare a mare e dal Fiume fino ai confini della terra”. In che cosa consiste questo sogno di Dio che gli uomini devono conoscere? “Fare sparire il carro da guerra…il cavallo…l’arco da guerra…e annunciare la pace alle nazioni”. Confrontiamo questo sogno di Dio con il sogno di noi uomini di questo nostro tempo: non regalità/servizio ma dominio, non incremento di strumenti di sviluppo umano e di pace ma corsa alle armi di distruzione di tutti i tipi, non progetti di collaborazione e sviluppo per tutti i popoli, ma repressioni, ingiustizie, popoli che sfruttano altri popoli. Chi realizzerà questo sogno di Dio? Verrà “un re giusto e vittorioso”, senza armi,  non si presenterà con parate militari, ma in groppa al mezzo di trasporto di tutti i giorni di vita normale, in groppa a un piccolo asino bigio preso a prestito. Questi sono i sogni e i pensieri di Dio, i progetti per realizzare i quali manderà Qualcuno a coinvolgere gli uomini in quella realizzazione. Ma i cristiani, proprio in quanto suoi discepoli, si fanno promotori e annunciatori di questi ‘sogni di Dio’ e di questa missione loro affidata da Gesù?

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Servitori del Vangelo

PAROLA DI DIO - Domenica XIII del tempo ordinario -  A

LETTURE: 2 Re 4,8-11.14-16a; Dal Salmo 88; Rm 6,3-4. 8-11; Mt 10,37-42

Servitori del Vangelo

2 Re 4,8-11.14-16a: “…è un uomo di Dio, un santo, colui che passa sempre da noi…”

Questa pagina presenta un certo modo di vedere la missione, fatto poi proprio da Gesù e indicato agli apostoli. Il profeta Eliseo vive la sua missione non da ‘sedentarizzato’ ma ‘itinerante’. Certo che ha un punto di riferimento, dove viveva con altri ‘profeti’, ma l’itineranza era dettata proprio dall’annuncio della Parola di Dio da portare a tutte le persone del territorio circostante raggiungibile con alcuni giorni di cammino. Essa prevedeva quindi il ‘permanere fuori’ della sede di riferimento. L’accoglienza era motivata dal loro essere “uomini di Dio” e “santi”, due interessanti qualificazioni. Erano ‘Uomini di Dio’, perché portavano la sua Parola, vivevano a servizio di quella Parola che annunciavano coraggiosamente, Parola di giustizia, Parola di amore, Parola di speranza. Erano ‘Santi’ perché vivevano quella Parola con coerenza e secondo lo stile di vita conforme a quella parola di Dio; erano uomini di carità e di preghiera che tante volte trovava esaudimento, come ricordato in 1Re 17,24 in riferimento al profeta Elia, maestro di Eliseo: “La donna disse a Elia: «Ora so veramente che tu sei uomo di Dio e che la parola del Signore nella tua bocca è verità»”. Si tratta di una visione che anche oggi interpella preti e religiosi sul loro essere ‘uomini di Dio e santi’ e lo stesso popolo dei credenti sulla loro disponibilità all’accoglienza e al sostegno nelle quotidiane necessità degli annunciatori del vangelo. Anche Gesù, come ascolteremo nel vangelo, dirà: “Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato. Chi accoglie un profeta come profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto come giusto, avrà la ricompensa del giusto”. Ricordo che ‘giusto’ nel vangelo di Matteo, è chi vive secondo la Parola di Dio, come è detto san Giuseppe, ‘giusto’, per la sua volontà di osservare le Scritture e la parola dell’Angelo. 

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Nelle tue mani è la nostra vita

PAROLA DI DIO - domenica XII DEL tempo ordinario -  A

LETTURE: Ger 20, 10-13; Dal Salmo 68; Rm 5, 12-15; Mt 10,26-33

Nelle tue mani è la nostra vita

Ger 20, 10-13: “Ma il Signore è al mio fianco come un prode valoroso”.

Il profeta Geremia è diventato con la sua vita annuncio e anticipo di ogni “servo del Signore” specie del “Servo del Signore” Gesù Cristo. La coerenza e la testimonianza di una vita obbediente al Signore suona come condanna per l’infedele, l’ingiusto e il violento, che perciò reagisce eliminando il testimone stesso. Che fare quando si soffre ingiustamente, proprio a causa della giustizia e della fedeltà? Solo la certezza ‘che Dio prova il giusto e vede il cuore e la mente’ e la fiducia che “il Signore è al suo fianco” sostengono il fedele nell’affidare a lui la sua causa. Egli è certo che Dio interverrà a liberarlo dalla grande tribolazione, come ha fatto col suo Figlio Gesù, liberandolo dalla morte.

Dal Salmo 68: “Nella tua grande bontà rispondimi, o Dio”.

Sono proposte alcune strofe di questo lungo salmo che è una lamentazione dell’uomo assalito dalla sofferenza e dalle accuse di avversari iniqui. La lamentazione è prima di tutto denuncia a Dio stesso del motivo della sofferenza: egli soffre infatti proprio a causa della sua fedeltà a Dio. Ma essa poi diventa invocazione a Dio perché intervenga in favore di chi gli è fedele per la certezza che Dio “ascolta e libera”.  Anche Gesù, nel suo essere “Servo del Signore” ha sperimentato e vissuto questi momenti di preghiera al Padre. 

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Pane per la nostra vita

PAROLA DI DIO - corpo e sangue di cristo -  a

LETTURE: Dt 8, 2-3. 14b-16a; Dal Salmo 147; 1 Cor 10, 16-17; Gv 6, 51-58

Pane per la nostra vita

Dt 8, 2-3. 14b-16a: “…nel deserto ti ha nutrito di manna sconosciuta ai tuoi padri”.

Eucaristia, pane del cammino. La narrazione dell’esperienza vissuta da Israele nel tempo e nel cammino che lo ha portato dalla condizione di schiavitù in Egitto all’entrata nella nuova condizione di libertà nella terra promessa, rivela il senso del vivere dell’uomo. La vita è un cammino con un punto di partenza e un punto di arrivo, una meta. Per compiere questo cammino ci è dato un tempo, la nostra vita. La meta che ci sta davanti ci è indicata e costituisce la nostra speranza, fondata sulla promessa di Dio e indicata di volta in volta dalla sua Parola, “di quanto esce dalla bocca di Dio”. La direzione del cammino non è dalla vita alla morte, ma dalla morte alla vita. Dio infatti ci fa ‘essere’ (nostro creatore) e crescere perché giungiamo alla pienezza della vita nella partecipazione alla sua vita divina (vita eterna). Ma nel cammino siamo implicati anche noi con le nostre scelte e il nostro impegno. Il tempo e l’impegno del nostro vivere è definito “deserto, prova, riconoscimento della nostra vera realtà (umiliazione), deserto grande e spaventoso, luogo di serpenti velenosi e di scorpioni, terra assetata, senz’acqua…”. Ci sarebbe da morire di paura a pensare a questo deserto, a questa valle di lacrime, se non credessimo che proprio Lui ci orienta con la sua Parola, ci disseta alle sue acque scaturite dalla Roccia e ci nutre con la sua Manna. Parola, Roccia e Manna è Cristo che nella Messa si dona a noi come Parola, Bevanda e Cibo, cioè come guida, compagnia e nutrimento per il nostro cammino. Potremmo pensare di affrontare il deserto della vita con tutte le sue insidie e camminare dritti alla meta senza smarrirci, senza ricorrere a Lui, alla sua Parola e al suo nutrimento? Ci meravigliamo se senza questi doni andiamo tante volte in crisi?

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Riferimenti

Ufficio per la Liturgia

Direttore:

Ministri straordinari della Comunione

Delegato: Ballarin don Massimo

 

Commissione per il Diaconato Permanente e i Ministeri Istituiti

Delegato: Marin don Danilo

Membri: Zenna mons. Francesco (vicario generale), Laurenti don Pierangelo (parroco), Callegari don Marino (Caritas e formazione presbiteri), Mucciardi don Cesare (monaco di città), Zocca don Simone (padre spirituale), De Grandis diac. Agostino (diacono permanente).

Archivio

L’Archivio diocesano (via Perottolo 1) contiene materiale documentario di 9 secoli di storia della diocesi suddiviso in 4 fondi: Proprio dei vescovi, Archivio capitolare, Fabbriceria del duomo e Miscellanea, oltre a quello del Seminario.

Biblioteca

La biblioteca diocesana (nello stesso edificio) con 35.200 volumi e 3.000 opuscoli, in genere di carattere teologico, documenta le varie fasi dal 1500 al Concilio Vaticano II. Si integra col Museo per l’esposizione di edizioni pregiate.

Museo

Sorge accanto alla cattedrale in un edificio a U realizzato a fine anni '90 che s'innesta al Palazzo vescovile. Dedicato ai patroni Felice e Fortunato, si compone di 4 sezioni: storica, iconografica, argenteria, oggetti devozionali

Pinacoteca

Nel complesso Trinità (Piazza XX Settembre) l’oratorio del 1500 conserva tele di Piazza, Benfatti, Palma, Vicentino (1600); la chiesa (di Tiralli, 1707) ha dipinti di Mariotti, Vicentino, Damini e altri (60 tele, più statue e reperti).