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Diocesi di Chioggia

Bibbia Edu

Briciole di Pastorale

XI° Tempo Ordinario

XI-Ordinario-18

Cercare Dio è la vita, incontrare Dio è la morte, possedere Dio è la vita eterna

PAROLA DI DIO - DOMENICA XXXII DEL TEMPO ORDINARIO – A

LETTURE: Sap. 6,12-16; Dal Salmo 62; 1Ts 4,13-18; Mt 25,1-13

Cercare Dio è la vita, incontrare Dio è la morte, possedere Dio è la vita eterna

Sap. 6,12-16: “La sapienza si lascia trovare da quelli che la cercano”.  

La Sapienza biblica è il disegno di Dio inscritto nel creato e nel cuore di ogni uomo. Un disegno da scoprire e da accogliere, un disegno che diventa l’orientamento e meta della propria vita e del proprio agire. Mettersi in ascolto della parola di Dio significa mettersi in ricerca del senso della vita e del nostro progetto di vita alla guida della Rivelazione di Dio che in Cristo ‘Sapienza del Padre’, è divenuto ‘Via, Verità e Vita’. Egli si fa trovare da chiunque lo cerca, anzi, Lui stesso è passato tra noi e ancora passa: “Ecco sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me.”. (Ap 3,20-21).

Dal Salmo 62: “Ha sete di te, Signore, l’anima mia”.

Una preghiera d’invocazione e di ringraziamento. L’invocazione nasce dal desiderio forte, come quello della sete nel gran caldo e dell’acqua nella siccità. Dal mattino alla sera il credente è animato dal desiderio di Dio. Nella preghiera del mattino l’anima grida per il desiderio di Dio, in quella della sera l’anima si stringe al suo Signore, trova in Lui la sua intima compagnia e a lui si affida. La comunione con Lui è cercata nei segni sacramentali della sua presenza, nel tempio, dove il fedele è salito quale pellegrino in ricerca e nei sacramenti nei quali condivide la comunione con il Signore e con gli altri fedeli, saziandosi della Parola e del Pane, sentendosi sotto la protezione delle sue ali, cioè della sua presenza protettrice e fedele. 

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Fedeli discepoli dell’unico Maestro

PAROLA DI DIO - DOMENICA XXXI DEL TEMPO ORDINARIO - A

LETTURE: Ml 1,14b-2,2b.8-10; Dal Salmo 130; 1Ts 2,7b-9.13; Mt 23,1-12

Fedeli discepoli dell’unico Maestro

Ml 1,14b-2,2b.8-10: “…siete stati d’inciampo a molti con il vostro insegnamento..”.

Il libro del profeta Malachìa è l’ultimo del libri profetici. Il nome richiama il suo essere ‘messaggero di Dio’ inviato a preparare la venuta del Signore (Ml 3,1). Il libro fa riferimento a un tempo di grande scetticismo e indifferenza, dovuti alla delusione delle attese suscitate dal ritorno dall’esilio. Tentativi di riforma non avevano dato particolari frutti e quindi prevaleva lo scoraggiamento della fede stessa nel Signore e nelle sue promesse. Il profeta prende la parola per denunciare invece le negligenze nel servizio cultuale e le infedeltà, come venalità, parzialità, mancanza di giustizia e di solidarietà, ponendo ciascuno davanti alle proprie responsabilità, sia sacerdoti che laici. C’è bisogno di verificare la vita cultuale e quella morale, quella individuale e dell’intera comunità. Il brano di oggi si riferisce al compito e al comportamento dei sacerdoti: loro compito è di guidare il popolo sulla retta via e all’incontro con il Signore, mentre invece hanno fatto deviare dalla retta via e sono stati di ostacolo all’incontro con il Signore. Per questo hanno perso credibilità davanti al popolo di Dio! Non sono stati fedeli né nel loro comportamento né nel loro insegnamento! Un bel monito per noi sacerdoti oggi. La parte finale della lettura odierna richiama tutto il popolo a non “profanare l’alleanza agendo con perfidia l’un contro l’altro”, dato che “tutti abbiamo un solo padre e un unico Dio”. Un bel monito anche per tutti i cristiani! 

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Amare Dio e l’uomo

PAROLA DI DIO - DOMENICA XXX DEL TEMPO – A

LETTURE: Es 22,20-26; Dal Salmo 17; 1Ts 1,5c-10; Mt 22,34-40

Amare Dio e l’uomo

Es 22,20-26: “Non maltratterai lo straniero…, la vedova…, l’orfano…, l’indigente…”.

Il brano tratto dal libro dell’Esodo presenta un testo molto antico che regolava i rapporti verso chi si trovava a vivere situazioni di povertà o possibile emarginazione. Attualmente queste indicazioni sono nel libro dell’Esodo subito dopo il decalogo, la Legge dell’alleanza. Quindi questi insegnamenti entrano a fare parte della Legge dell’Alleanza, cioè la Legge che regola i rapporti tra Dio e il suo popolo. Non quindi un ‘optional’ come si dice oggi, cioè un qualcosa non strettamente necessario, ma parte integrante dello stesso patto di Alleanza. Nel vangelo Gesù legherà indissolubilmente l’amore a Dio e l’amore al prossimo come condizione unica per vivere la fedeltà e l’obbedienza ai Comandamenti. L’attenzione a queste categorie di persone anche oggi rischia di essere vista come un ‘volontariato’ che qualcuno può fare quando e se ne ha il tempo, mentre essa fa parte integrante dell’osservanza della Legge o Volontà di Dio. La non osservanza mette a rischio la salvezza stessa offerta da Dio. Interessante notare i verbi che designano le azioni da non fare: “Non molestare né opprimere lo straniero…non maltrattare l’orfano e la vedova…non comportarti da usuraio verso l’indigente, non imporgli alcun interesse…”. Prima di entrare nella Bibbia queste erano leggi sociali di oltre 3000 anni fa. Confrontandole con le nostri prassi e legislazioni pensiamo davvero di aver fatto oggi un grande progresso sociale?

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“Ogni autorità serva al bene di tutti”

PAROLA DI DIO - DOMENICA XXIX DEL TEMPO ORDINARIO - A

LETTURE: Is 45,1.4-6; Dal Salmo 95; 1 Ts 1,1-5b; Mt 22,15-21

“Ogni autorità serva al bene di tutti”

Prima Lettura Is 45,1.4-6: “Io sono il Signore e non c’è alcun altro”.

La storia dei popoli è guidata da Dio che si serve della loro azione o delle scelte dei loro reggitori per mandare a compimento il suo disegno di salvezza. È accaduto a Israele di sentirsi annunciare dai profeti che la salvezza e liberazione dall’esilio si stava per realizzare proprio per mezzo di un popolo straniero e del suo sovrano, Ciro. Egli veniva scelto da Dio per porre fine al duro dominio dei sovrani babilonesi che avevano distrutto Gerusalemme e che tenevano i deportati in esilio ancora dopo cinquant’anni. Ora il sovrano persiano Ciro riceverà dal Dio d’Israele, che lui non conosce, la missione e la forza di porre fine a questo lungo esilio. L’amore di Dio per il suo popolo diventa manifesto attraverso Ciro, sovrano persiano, che così diventa, anche inconsapevolmente, ‘Servo del Signore’ attraverso la sua nuova azione politica di concedere la libertà religiosa a tutti i popoli.

Dal Salmo 95: “Grande è il Signore e degno di ogni lode”.

Questo Salmo canta la Signoria di Dio su tutti i popoli. “Egli giudica i popoli con rettitudine”. È questo il suo modo di regnare sui popoli. Il salmista invita tutti i popoli a riconoscere l’azione di Dio tanto come Signore del creato (creatore) che Signore della storia. Il culto è anzitutto celebrare la ‘gloria’ del Signore, cioè riconoscere con gioia la sua presenza salvifica nel creato e nella storia degli uomini.

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Invitati o anche eletti?

PAROLA DI DIO - DOMENICA XXVIII DEL TEMPO ORDINARIO - A 

LETTURE:  Is 25,6-10a; Dal Salmo 22; Fil 4,12-14.19-20; Mt 22,1-14.

Invitati o anche eletti?

Is 25,6-10a: “Questi è il Signore in cui abbiamo sperato”

Quando si vivono situazioni difficili, la speranza può venire meno. Il profeta Isaia fa riferimento ai banchetti sacri per evocare la speranza che deve sostenere anche nei momenti oscuri o difficili della storia dei popoli. L’intervento del Signore sarà un intervento salvifico “per tutti i popoli” perché Egli è “il Signore degli eserciti”, cioè il Signore di tutto il creato, cioè di tutti. La salvezza è annunciata in duplice aspetto. Positivamente Egli preparerà un banchetto ricco e gioioso che i popoli condivideranno nella gioia e nella comunione. Ma il Signore aprirà anche orizzonti nuovi che i popoli non riuscivano finora a vedere: eliminerà la morte per sempre, asciugherà le lacrime, ridarà anche al suo popolo l’onore perduto a causa della distruzione. Ma tutto questo avverrà “su questo monte”, sul monte del Signore, su quella città il cui re messianico Isaia aveva annunciato (oracoli messianici di Is 7.9.11). Il fondamento di questa speranza che apre orizzonti così nuovi e impensati è la stessa parola di Dio che il profeta annuncia: “poiché il Signore ha parlato”. E finalmente si potrà riconoscere che il Signore merita fiducia perché è fedele alla sue promesse di salvezza. Questa fiducia deve sostenere la gioia anche nell’oggi dei momenti di oscurità.

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Riferimenti

Ufficio per la Liturgia

Direttore:

Ministri straordinari della Comunione

Delegato: Ballarin don Massimo

 

Commissione per il Diaconato Permanente e i Ministeri Istituiti

Delegato: Marin don Danilo

Membri: Zenna mons. Francesco (vicario generale), Laurenti don Pierangelo (parroco), Callegari don Marino (Caritas e formazione presbiteri), Mucciardi don Cesare (monaco di città), Zocca don Simone (padre spirituale), De Grandis diac. Agostino (diacono permanente).

Archivio

L’Archivio diocesano (via Perottolo 1) contiene materiale documentario di 9 secoli di storia della diocesi suddiviso in 4 fondi: Proprio dei vescovi, Archivio capitolare, Fabbriceria del duomo e Miscellanea, oltre a quello del Seminario.

Biblioteca

La biblioteca diocesana (nello stesso edificio) con 35.200 volumi e 3.000 opuscoli, in genere di carattere teologico, documenta le varie fasi dal 1500 al Concilio Vaticano II. Si integra col Museo per l’esposizione di edizioni pregiate.

Museo

Sorge accanto alla cattedrale in un edificio a U realizzato a fine anni '90 che s'innesta al Palazzo vescovile. Dedicato ai patroni Felice e Fortunato, si compone di 4 sezioni: storica, iconografica, argenteria, oggetti devozionali

Pinacoteca

Nel complesso Trinità (Piazza XX Settembre) l’oratorio del 1500 conserva tele di Piazza, Benfatti, Palma, Vicentino (1600); la chiesa (di Tiralli, 1707) ha dipinti di Mariotti, Vicentino, Damini e altri (60 tele, più statue e reperti).