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Diocesi di Chioggia

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-- Briciole di Pastorale -- 3° Pasqua 2017

III-Pasqua

Cristo si fa presente nelle scritture e nello spezzare il pane

PAROLA DI DIO - III DOMENICA DI PASQUA

LETTURE:  At 2,14.22-33; Dal Salmo 15; 1Pt 1,17-21; Lc 24,13-35.

Cristo si fa presente nelle scritture e nello spezzare il pane

At 2,14.22-33: “Questo Gesù, Dio lo ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni”.

Abbiamo celebrato la Pasqua. Ora, durante tutto il tempo pasquale, la liturgia domenicale ci fa ripercorrere le pagine bibliche che ne approfondiscono il senso. Viviamo anche noi l’esperienza dei primi discepoli di Gesù che si sono trovati di fronte ad una esperienza assolutamente nuova: il loro Maestro, che avevano visto crocifisso e sepolto, ora in modi impensati lo reincontrano ‘presente quindi vivo’. Cosa a prima vista ‘incredibile e impensabile’, anche se da Gesù preannunciata! Se l’hanno visto morto e sepolto e ora è vivo, cosa è successo? “Questo Gesù… uomo accreditato da Dio presso di voi per mezzo di miracoli, prodigi e segni… voi per mano di pagani l’avete crocifisso e l’avete ucciso… Dio lo ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni”! La giovanissima comunità cristiana prende in mano le Sacre Scritture e trova quei passi biblici che illuminano le esperienze nuove che sta vivendo per comprenderle nel modo ‘giusto’. Le esperienze ‘pasquali’ di ‘presenza’ di Gesù vissute dai discepoli mostrano che Gesù di Nazaret è quel discendente di Davide che Dio aveva giurato solennemente di far sedere sul suo trono, è quel Cristo di cui Davide profeta previde la risurrezione, “che non fu abbandonato negli inferi, né la sua carne subì la corruzione”. Da Gesù Risorto ora essi hanno anche ricevuto il dono dello Spirito Santo, tante volte promesso dalle Scritture Sacre e da Gesù stesso. Parola di Dio ed esperienza degli apostoli danno fondamento alla nostra fede pasquale che celebriamo in ogni liturgia domenicale.

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Vita e missione dei cristiani

PAROLA DI DIO - II DOMENICA DI PASQUA

LETTURE:  Atti 2,42-47; Dal Salmo 117; 1Pt 1,3-9; Gv 20,19-31.

Vita e missione dei cristiani

Atti 2,42-47: “Erano perseveranti…”

Mi piace vedere in questo brano “la carta d’identità di ogni comunità di battezzati”, definita dalla loro fedeltà o perseveranza a quattro ‘partecipazioni’ che caratterizzano la vita delle comunità cristiane. Vediamole. ‘Erano perseveranti nell’insegnamento degli apostoli’. Partecipavano cioè con assiduità all’ascolto della predicazione apostolica che li vedeva convocati attorno a quella parola sia annunciata a voce che poi riascoltata nei testi scritti. ‘Erano perseveranti nella comunione’: attorno a quella parola annunciata e accolta con assiduità, cresceva la comunione fraterna e l’unità della comunità. ‘Erano perseveranti nello spezzare il pane’. L’eucaristia, definita come ‘spezzare il pane’, rimandava al gesto di Gesù nell’ultima cena, gesto che annunciava quel mangiare l’unico pane diviso fra tutti come comunione con Lui e tra i discepoli stessi, partecipi alla stessa vita e degli stessi doni e dello stesso destino di Gesù: condividevano così il perdono, la riconciliazione, la comunione ‘in Cristo’. Infine ‘erano perseveranti nelle preghiere’, costante riferimento che accompagnava la giornata della comunità e dei singoli battezzati. Si noti nel proseguire del testo l’atmosfera che caratterizzava la vita e lo spirito della comunità cristiana: condivisione di beni, condivisione della preghiera, letizia e semplicità di cuore, favore del popolo e nuovi membri che si aggiungevano alla comunità. Quale fedeltà e perseveranza caratterizza le nostre comunità, e quale atmosfera regna in esse?

Dal Salmo 117: “Rendete grazie al Signore perché è buono: il suo amore è per sempre”.

Come nella domenica di Pasqua viene riproposto questo salmo di rendimento di grazie, per la liberazione dalla morte sperimentata da Cristo: in unione a Lui anche noi siamo resi partecipi della gioia della sua vittoria che diventa anche la nostra vittoria. Lui, rifiutato dagli uomini, diventa il fondamento della nostra salvezza. Il Signore Dio ha compiuto in Lui e compie anche per noi la medesima vittoria: rallegriamoci ed esultiamo!

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Rinnovati nel tuo Spirito, per rinascere nella luce del Signore risorto

PAROLA DI DIO - PASQUA DI RISURREZIONE

LETTURE:  At 10, 34a. 37-43; Dal Salmo 117; Col 3, 1-4; Mt 28,1-10  /  Gv 20,1-9.

Rinnovati nel tuo Spirito, per rinascere nella luce del Signore risorto

At 10, 34a. 37-43: “Noi abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione”.

Ecco un esempio della predicazione ‘essenziale’ degli Apostoli (Kerigma), dalla quale si è sviluppata poi la catechesi per approfondirne il senso e trarne le conseguenze per la vita dei credenti. La storia di Gesù che gli apostoli testimoniano è cominciata nei loro villaggi della Galilea, specie lungo le rive del lago, dove hanno incontrato e ascoltato Gesù di Nazaret. Sono stati aiutati a riconoscerlo dal profeta Giovanni Battista, in presenza del quale  Gesù fu ‘investito’ dalla forza e potenza dello Spirito Santo. Da quel momento la vita di Gesù è diventata un passare fra la gente, offrendo perdono e liberazione dal potere del maligno, quali segni che Dio era all’opera con Lui. La vita di Gesù non si è fermata in Galilea ma si è spinta in tutta la Giudea, fino a Gerusalemme, dove Egli, per annunciare la ‘buona notizia’ dell’amore e del perdono di Dio per tutti, andò incontro al rifiuto e anche alla morte nel patibolo della croce. Quella morte non fu la fine ma il nuovo e definitivo inizio: “Dio lo ha risuscitato al terzo giorno e volle che si manifestasse, non a tutto il popolo, ma a testimoni prescelti da Dio, a noi che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti”. Ecco l’annuncio pasquale.

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La “Passione” secondo Matteo

PAROLA DI DIO - Domenica delle Palme

La “Passione” secondo Matteo

Mt 26, 1-27,66: PASSIONE DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO ‘SECONDO MATTEO’.

Il racconto della passione è complesso e articolato e per questo di non facile lettura. Nessuna parte della vita di Gesù è narrata con tanti dettagli. La predicazione apostolica primitiva era incentrata sul racconto della morte e della risurrezione di Gesù, atto salvifico di Dio in cui è culminata la storia della salvezza. Ricordiamo che san Paolo predicava “Cristo e questi crocifisso” (1 Cor 2,2). Il racconto vero e proprio della passione, anche in Matteo, è preceduto da un’introduzione di sette scene (Mt 26,1-35) che preparano a cogliere il significato centrale del racconto stesso della passione e morte di Gesù. Esse sono: 1. Congiura dei capi contro Gesù; 2. Unzione a Betània: un gesto profetico di una donna; 3. Gesù venduto da Giuda; 4. Preparativi per la cena pasquale; 5. Uno di voi mi tradirà; 6. Gesù celebra la Pasqua; 7. Gesù annuncia l’abbandono dei discepoli. Queste sette scene evidenziano il contrasto tra il complotto delle autorità, l’incomprensione dei discepoli del gesto della donna verso Gesù, il tradimento di Giuda, il rinnegamento di Pietro e l’abbandono dei discepoli, e la determinata volontà di Gesù di donarsi per loro, ‘mentre eravamo peccatori ’, direbbe san Paolo. In particolare sarà il racconto della Cena pasquale ad evidenziare che Gesù offre se stesso (il suo corpo e il suo sangue) come sacrificio (agnello del riscatto) che riscatta i discepoli peccatori (quattro volte in questa scena Gesù parla di ‘tradimento’) e vittima che inaugura la Nuova Alleanza. Tutto quello che seguirà è il prezzo che Gesù ha da pagare per la nostra salvezza. Il racconto della passione e morte di Gesù consta di 12 scene, ambientate in quattro luoghi diversi.

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Vero uomo come noi pianse l’amico Lazzaro - Dio e Signore della vita lo richiamo dal sepolcro

PAROLA DI DIO - 5ª domenica di Quaresima - anno A

LETTURE: Ez 37, 12-14; Dal Salmo 129; Rm 8,8-11; Gv 11,1-45

Vero uomo come noi pianse l’amico Lazzaro - Dio e Signore della vita lo richiamo dal sepolcro

Ez 37, 12-14: “Farò entrare in voi il mio spirito e rivivrete”.

Talvolta ci troviamo a vivere situazioni che sembrano ‘mortali’, pesanti e senza vie di uscita, che non lasciano spazio alla speranza. Dopo anni di esilio e lontananza i Giudei sognavano di tornare alla loro terra, tra la loro gente, ma non intravvedevano alcuna possibilità di ritorno. Improvvisamente il profeta Ezechiele prospetta a questi Giudei deportati a Babilonia l’imminente possibilità di ritorno. Ma la sua profezia apre orizzonti inattesi: il Signore non solo li avrebbe liberati da quell’esilio, da quella condizione per loro ‘mortale’, favorendo il ritorno in patria, ma addirittura li avrebbe liberati dall’esilio eterno che è la morte, quale separazione da Dio e dagli uomini. Come? “Farò entrare in voi il mio spirito e rivivrete… aprirò le vostre tombe e vi farò uscire dai vostri sepolcri… L’ho detto e lo farò”. È l’annuncio dell’effusione dello Spirito nel cuore di ognuno di loro, Spirito di Dio e Spirito di vita, per mezzo del quale, come dirà san Paolo, “riceveranno vita anche i vostri corpi mortali”.

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Riferimenti

Ufficio per la Liturgia

Direttore:

Ministri straordinari della Comunione

Delegato: Ballarin don Massimo

 

Commissione per il Diaconato Permanente e i Ministeri Istituiti

Delegato: Marin don Danilo

Membri: Zenna mons. Francesco (vicario generale), Laurenti don Pierangelo (parroco), Callegari don Marino (Caritas e formazione presbiteri), Mucciardi don Cesare (monaco di città), Zocca don Simone (padre spirituale), De Grandis diac. Agostino (diacono permanente).

Archivio

L’Archivio diocesano (via Perottolo 1) contiene materiale documentario di 9 secoli di storia della diocesi suddiviso in 4 fondi: Proprio dei vescovi, Archivio capitolare, Fabbriceria del duomo e Miscellanea, oltre a quello del Seminario.

Biblioteca

La biblioteca diocesana (nello stesso edificio) con 35.200 volumi e 3.000 opuscoli, in genere di carattere teologico, documenta le varie fasi dal 1500 al Concilio Vaticano II. Si integra col Museo per l’esposizione di edizioni pregiate.

Museo

Sorge accanto alla cattedrale in un edificio a U realizzato a fine anni '90 che s'innesta al Palazzo vescovile. Dedicato ai patroni Felice e Fortunato, si compone di 4 sezioni: storica, iconografica, argenteria, oggetti devozionali

Pinacoteca

Nel complesso Trinità (Piazza XX Settembre) l’oratorio del 1500 conserva tele di Piazza, Benfatti, Palma, Vicentino (1600); la chiesa (di Tiralli, 1707) ha dipinti di Mariotti, Vicentino, Damini e altri (60 tele, più statue e reperti).