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Diocesi di Chioggia

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- Briciole di Pastorale - IV° Quaresima 2017

IV-Quaresima-17

Gesù luce del mondo

PAROLA DI DIO - 4ª domenica di Quaresima - anno A

LETTURE: 1Sam 16,1b.4a.6-7.10-13a; Dal Salmo 22; Ef 5, 8-14; Gv 9,1-41

Gesù luce del mondo

1Sam 16,1b.4a.6-7.10-13a: “Lo spirito del Signore irruppe su Davide da quel giorno in poi”.

Ogni volta che il Signore chiama per una missione, Egli precede col dono che abilita a compierla e viene dall’amore di Colui che sceglie. Il profeta Samuele è inviato da Dio alla famiglia di Iesse per manifestargli che il Signore ha scelto uno dei suoi figli a diventare re di Giuda e Israele. A Samuele vengono presentati sette figli, ma la scelta del profeta non cade su nessuno di essi. Egli cerca di valutare chi ha le migliori qualità per questa missione, ma il Signore lo spiazza: “Non guardare al suo aspetto né alla sua alta statura… non conta quel che vede l’uomo: infatti l’uomo vede l’apparenza, ma il Signore vede il cuore”. Così vengono scartati tutti e sette. Bisogna invece andare a cercare proprio quel figlio più piccolo che neppure era stato preso in considerazione dal padre. Al suo arrivo il profeta Samuele sente l’ispirazione del Signore che lo invita: “Alzati e ungilo: è lui!”. La scelta è confermata dal dono, espresso dall’unzione: “Lo spirito del Signore irruppe su Davide da quel giorno in poi”. L’olio è dunque il segno visibile del dono reale e permanente dello Spirito di Dio che scende e permane nel ‘consacrato’. Ciò vale anche per tutti noi consacrati nel Battesimo/cresima: ci è donato lo Spirito Santo che rimarrà sempre in noi!

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Battezzati nello Spirito, fonte di vita eterna

PAROLA DI DIO - 3ª domenica di Quaresima - anno A

LETTURE: Es 17,3-7; Dal Salmo 94; Rm 5,1-2.5-8; Gv 4,5-42.

Battezzati nello Spirito, fonte di vita eterna

Es 17,3-7: “Batterai sulla roccia: ne uscirà acqua e il popolo berrà”.

Scrive san Paolo: “Tutti bevvero la stessa bevanda spirituale: bevevano infatti da una roccia spirituale che li accompagnava, e quella roccia era il Cristo”(1Cor 10,4);  e poi in 12,13 continua: “e tutti siamo stati abbeverati di un solo Spirito”. L’acqua senza la quale l’uomo non può vivere diventa simbolo dello Spirito di Dio senza il quale l’uomo non può vivere la ‘vita spirituale’ per la quale diveniamo partecipi della vita divina. Cristo è la roccia da cui scaturisce l’acqua, la sorgente a cui attingiamo lo Spirito. Ai sacramenti della vita cristiana, a partire dal battesimo/cresima ci abbeveriamo dello Spirito. Nel segno dell’acqua e dell’unzione la nostra vita è immersa (acqua) e  avvolta (crisma) nello Spirito; ci abbeveriamo allo Spirito ogni qualvolta attingiamo luce e forza dalla Parola di Dio, nata per l’azione dello Spirito (ispirata); ci abbeveriamo allo Spirito ogni volta che condividiamo il pane eucaristico sul quale è stato invocato lo Spirito che lo ha trasformato nella presenza viva di Cristo Risorto. Una domanda: di fronte ai Sacramenti e alla Parola siamo dubbiosi anche noi, chiedendoci: “Il Signore è in mezzo a noi, sì o no?”.

Dal Salmo 94: “Ascoltate oggi la voce del Signore: non indurite il vostro cuore”.

In questo salmo adatto per introdurci alla preghiera, ritorna il simbolo della ‘roccia’ da cui è scaturita l’acqua che ha dissetato il popolo in cammino nel deserto, cui si aggiunge la figura del ‘pastore’ che accompagna e nutre il suo gregge. Ma ricompare anche il tema dell’incredulità del popolo, più incline al lamento e alla ribellione che alla fiducia in quella ‘roccia’ e in quel ‘pastore’, non appena insorge qualche difficoltà nel cammino. Acqua e nutrimento comunque non sono mancati al popolo nel deserto, come a noi non mancano il dono dello Spirito e il nutrimento della Parola e del Pane! Ma come e quanto vi attingiamo con desiderio, gioia e fiducia?

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Con Cristo incamminati verso dove?

PAROLA DI DIO - 2ª domenica di Quaresima - anno A

LETTURE: Gen 12,1-4a; Dal Salmo 32; 2Tm 1,8b-10; Mt 17,1-9.

Con Cristo incamminati verso dove?

Gen 12,1-4a. “Vattene dalla tua terra…verso una terra che io ti indicherò”.

Partire è sempre un po’ morire… uscire è sempre lasciare un luogo conosciuto, una realtà sperimentata, per andare verso dove? Lasciare il certo per l’incerto? A meno che l’uscire non avvenga perché qualcuno ci abbia fatto intravvedere una meta o una realtà nuova e magari se ne sia fatto garante. Uno che meriti la nostra fiducia. “Il Signore disse ad Abram…”. Fede è dare credito a Dio che parla, promette e impegna se stesso. E la fede diventa obbedienza quando Abramo mette in gioco la propria vita e il proprio futuro contando su di Lui e sulla sua parola: “Allora Abram partì, come gli aveva ordinato il Signore”. L’obbedienza di Abramo, preannuncio di quella di Gesù, diventa “benedizione per tutte le famiglie della terra”.

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Nel Tempo quaresimale

UFFICIO LITURGICO

Alcuni suggerimenti per vivere meglio le celebrazioni

Nel Tempo quaresimale

Propongo alcune riflessioni e indicazioni che possono essere utili per il tempo della Quaresima ormai alle porte, senza avere la pretesa di “insegnare” qualcosa ma con il solo desiderio di lanciare alcune suggestioni, che traggo prevalentemente da un documento della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti.

Quaresima e iniziazione cristiana

“Tutta l’iniziazione cristiana ha un’indole pasquale, essendo la prima partecipazione sacramentale della morte e risurrezione di Cristo. Per questo la quaresima deve raggiungere il suo pieno vigore come tempo di purificazione e di illuminazione (…) I pastori a loro volta spieghino ai fedeli l’importanza della professione di fede battesimale, in ordine alla crescita della loro vita spirituale. A rinnovare tale professione di fede essi verranno invitati, al termine del cammino penitenziale della quaresima”.

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Fedeli alla via intrapresa dell’obbedienza a Dio?

PAROLA DI DIO - 1ª domenica di Quaresima - anno A

LETTURE: Is 49, 14-15; Dal Salmo 61; 1 Cor 4, 1-5; Mt 6, 24-34.

Fedeli alla via intrapresa dell’obbedienza a Dio?

gesu-nel-desertoGen 2,7-9;3,1-7: “Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare…ma…”

La terra nella quale viviamo è un giardino in cui crescono tante specie di piante. All’uomo è affidato il  compito di custodirle e anche di cibarsene. Ma ce n’è qualcuna di velenosa e mortale per l’uomo. Bisogna quindi riconoscerla ed evitarla. Per riconoscerla abbiamo due mezzi: o qualcuno che le conosce ci mette in guardia oppure impariamo per esperienza perché mangiandone ne subiamo le conseguenze deleterie o anche mortali, come capita talvolta con i funghi velenosi. Da questa pagina della bibbia impariamo che la Parola di Dio ci mostra anzitutto quanto di bello e di buono Dio ha messo a nostra disposizione (“Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare”) ma ci ammonisce anche su quanto dobbiamo evitare per andare incontro a scelte dannose per noi (“Non dovete mangiare e non dovete toccare, altrimenti morirete”). Tentazione dunque significa l’inganno di farci vedere bene ciò che invece in realtà è un male per noi: “Non morirete affatto…anzi, sareste come Dio…”. Inganno circa la Parola di Dio e circa Dio stesso, cosicché la parola di Dio ci apparirebbe come ‘limitante la libertà’ e non invece qual è, ‘parola di vita e di verità’, e Dio stesso apparirebbe come padrone geloso e dominatore e non come invece è, creatore e padre che ci consegna il creato perché lo custodiamo e ne godiamo i frutti. Non prestare fiducia a Dio e alla sua parola per dare credito al tentatore ha conseguenze rovinose: “si aprirono gli occhi di tutti e due e conobbero di essere nudi”. Con tale espressione si prende atto che ‘provare’ (mangiare) ciò che sembrava promettere qualcosa di grande, come suggerito dall’astuto tentatore, rivelò invece tutta la loro fragilità e insipienza, così che poi dovranno confessare: “Il serpente ci ha ingannati”! Inganno in cui non sarebbero caduti se solo avessero seguito la Parola di Dio.

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Riferimenti

Ufficio per la Liturgia

Direttore:

Ministri straordinari della Comunione

Delegato: Ballarin don Massimo

 

Commissione per il Diaconato Permanente e i Ministeri Istituiti

Delegato: Marin don Danilo

Membri: Zenna mons. Francesco (vicario generale), Laurenti don Pierangelo (parroco), Callegari don Marino (Caritas e formazione presbiteri), Mucciardi don Cesare (monaco di città), Zocca don Simone (padre spirituale), De Grandis diac. Agostino (diacono permanente).

Archivio

L’Archivio diocesano (via Perottolo 1) contiene materiale documentario di 9 secoli di storia della diocesi suddiviso in 4 fondi: Proprio dei vescovi, Archivio capitolare, Fabbriceria del duomo e Miscellanea, oltre a quello del Seminario.

Biblioteca

La biblioteca diocesana (nello stesso edificio) con 35.200 volumi e 3.000 opuscoli, in genere di carattere teologico, documenta le varie fasi dal 1500 al Concilio Vaticano II. Si integra col Museo per l’esposizione di edizioni pregiate.

Museo

Sorge accanto alla cattedrale in un edificio a U realizzato a fine anni '90 che s'innesta al Palazzo vescovile. Dedicato ai patroni Felice e Fortunato, si compone di 4 sezioni: storica, iconografica, argenteria, oggetti devozionali

Pinacoteca

Nel complesso Trinità (Piazza XX Settembre) l’oratorio del 1500 conserva tele di Piazza, Benfatti, Palma, Vicentino (1600); la chiesa (di Tiralli, 1707) ha dipinti di Mariotti, Vicentino, Damini e altri (60 tele, più statue e reperti).