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Diocesi di Chioggia

Bibbia Edu

-- Briciole di Pastorale -- II° dom. di Avvento 2017

II-Avvento-2017

Preparate la via al Signore

PAROLA DI DIO – II DOMENICA Di AVVENTO – ANNO B

LETTURE: Is 40,1-5.9-11; Sal 84;  2 Pt 3,8-14;  Mc 1,1-8

Preparate la via al Signore

Quale l’attualità delle parole: “Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri?”. La parola di Dio di questa domenica ci invita a fare posto al Signore all’interno di ciascuno di noi. Fare posto al Signore per i profeti Isaia e Giovanni Battista significa abbassare i colli del nostro orgoglio, riempire le valli delle nostre povertà e fragilità. Così troverà posto Dio, la sua parola e l’azione creatrice e purificatrice dello Spirito. Anche i pensieri e i progetti del nostro cuore necessitano di essere continuamente raddrizzati, per camminare lungo le sue vie e sui suoi sentieri e non seguire invece le nostre vie e i nostri desideri. La parola profetica del Battista invita a ‘confessare’ i nostri peccati. Confessare innanzitutto significa ‘riconoscere’: è questo il primo passo. Poi il perdono del Signore seguirà certamente e il sacramento della penitenza ce lo sta a ricordare.

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La speranza dell’Avvento

PAROLA DI DIO - I DOMENICA DI AVVENTO ANNO - B

LETTURE: Is 63,16b-17.19b; 64,2-7; Sal 79;  1 Cor 1,3-9;  Mc 13,33-37

La speranza dell’Avvento

La liturgia della 1ª domenica di Avvento, con cui prende avvio l’Anno Liturgico, ci parla di attesa. Attesa di chi e di che cosa? L’uomo è cercatore appassionato e mai sazio di felicità. La speranza ha a che fare con l’attesa della gioia o di chi o di che cosa ce la possa dare. La gioia di vivere! La speranza suppone un futuro da attendere, da desiderare, da preparare. ‘Aspettare’ significa primariamente e originariamente ‘guardare attentamente’ per vedere che chi è atteso stia finalmente arrivando. Questo aspettare uno che deve arrivare o qualcosa che deve accadere, coinvolge totalmente i nostri pensieri, i nostri sentimenti e movimenti; in una parola coinvolge anima e corpo. Se poi l’attesa si prolunga, il desiderio si fa più vivo, fino a trasformarsi anche in inquietudine e ansia.

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Cristo pastore, ospite, vincitore della morte e giudice

PAROLA DI DIO - DOMENICA XXXIV DEL TEMPO ORDINARIO - Solennità di Cristo Re dell’universo -  A

LETTURE: Ez 34,11-12.15-17; Dal Salmo 22; 1 Cor 15,20-26.28; Mt 25,31-46

Cristo pastore, ospite, vincitore della morte e giudice

Ez 34,11-12.15-17: “Come un pastore… quando si trova in mezzo alle sue pecore… le radunerò”.

In Israele il re più famoso, Davide, fu scelto dal profeta Samuele, mandandolo a chiamare proprio mentre era a pascolare il gregge paterno. L’azione di Dio verso il suo popolo viene definita prendendo spunto da tutte le cure e attenzioni che un pastore ha nei confronti del suo gregge: lo conduce al pascolo, lo custodisce da ladri e da bestie, lo porta ad abbeverarsi e lo riconduce all’ovile. A volte capita che temporali improvvisi e relative nebbie improvvise provochino la dispersione del gregge che fugge spaventato e qualcuna anche si ferisce. Il pastore, passato il temporale, va in cerca delle pecore, le raduna, le riconduce all’ovile e le passa in rassegna una per una per vedere se ne manca qualcuna. Il profeta descrive in questo modo la sollecitudine di Dio per il suo popolo, per tutti e per ciascuno, secondo la condizione di ciascuno. Il profeta lo diceva al popolo che viveva la bufera dell’esilio e della dispersione. Questo vale anche per ognuno di noi quando viviamo l’esperienza dello smarrimento e della dispersione: Dio esercita la sua azione ‘regale’ prendendosi cura e prendendosi a cuore la situazione di ciascuno.

Dal Salmo 22: “Il Signore è il mio pastore, non manco di nulla”.

La liturgia ci propone oggi la seconda parte di questo salmo, nella quale il Signore, dopo averci guidati, nutriti e accompagnati lungo il cammino della vita, come fa il pastore con le sue pecore, alla fine ci accoglie, come si accolgono gli ospiti graditi che arrivano dopo un lungo cammino, per averci alla sua mensa nella sua casa ‘per sempre’.

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La vita operosa del cristiano

PAROLA DI DIO – DOMENICA XXXIII DEL TEMPO ORDINARIO – A

LETTURE: Prv 31,10-13.19-20.30-31; Dal Salmo 127;1Ts 5,1-6; Mt 25,14-30

La vita operosa del cristiano

Prv 31,10-13.19-20.30-31: “Lavora volentieri con le mani…stende le mani al povero…le sue opere la lodino…”.

Il poema del ritratto della ‘donna forte” o “di carattere” o “operosa” conclude  il libro dei Proverbi e richiama il ritratto della “Sapienza” del capitolo 9,1-6. Sono la sua operosità, la sua previdenza e la sua carità ad essere elogiate, a fare di lei il ritratto concreto del ‘saggio’. Non parole ma fatti; non dice “Signore, Signore”, ma “fa concretamente la volontà del Signore”. Mette a frutto le sue mani, il suo ingegno e il suo cuore. Crea felicità e sicurezza in chi gli sta intorno, specie per la sua famiglia, ma non solo. Alla luce della pagina evangelica che ascolteremo oggi, lei  mette a frutto i doni o talenti ricevuti dal Signore a vantaggio suo e degli altri. Diventa l’ideale dell’uomo saggio secondo le Scritture: “Ben superiore alle perle è il suo valore… Illusorio il fascino e fugace la bellezza, ma la donna che teme Dio è da lodare”!

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Cercare Dio è la vita, incontrare Dio è la morte, possedere Dio è la vita eterna

PAROLA DI DIO - DOMENICA XXXII DEL TEMPO ORDINARIO – A

LETTURE: Sap. 6,12-16; Dal Salmo 62; 1Ts 4,13-18; Mt 25,1-13

Cercare Dio è la vita, incontrare Dio è la morte, possedere Dio è la vita eterna

Sap. 6,12-16: “La sapienza si lascia trovare da quelli che la cercano”.  

La Sapienza biblica è il disegno di Dio inscritto nel creato e nel cuore di ogni uomo. Un disegno da scoprire e da accogliere, un disegno che diventa l’orientamento e meta della propria vita e del proprio agire. Mettersi in ascolto della parola di Dio significa mettersi in ricerca del senso della vita e del nostro progetto di vita alla guida della Rivelazione di Dio che in Cristo ‘Sapienza del Padre’, è divenuto ‘Via, Verità e Vita’. Egli si fa trovare da chiunque lo cerca, anzi, Lui stesso è passato tra noi e ancora passa: “Ecco sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me.”. (Ap 3,20-21).

Dal Salmo 62: “Ha sete di te, Signore, l’anima mia”.

Una preghiera d’invocazione e di ringraziamento. L’invocazione nasce dal desiderio forte, come quello della sete nel gran caldo e dell’acqua nella siccità. Dal mattino alla sera il credente è animato dal desiderio di Dio. Nella preghiera del mattino l’anima grida per il desiderio di Dio, in quella della sera l’anima si stringe al suo Signore, trova in Lui la sua intima compagnia e a lui si affida. La comunione con Lui è cercata nei segni sacramentali della sua presenza, nel tempio, dove il fedele è salito quale pellegrino in ricerca e nei sacramenti nei quali condivide la comunione con il Signore e con gli altri fedeli, saziandosi della Parola e del Pane, sentendosi sotto la protezione delle sue ali, cioè della sua presenza protettrice e fedele. 

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Riferimenti

Ufficio per la Liturgia

Direttore:

Ministri straordinari della Comunione

Delegato: Ballarin don Massimo

 

Commissione per il Diaconato Permanente e i Ministeri Istituiti

Delegato: Marin don Danilo

Membri: Zenna mons. Francesco (vicario generale), Laurenti don Pierangelo (parroco), Callegari don Marino (Caritas e formazione presbiteri), Mucciardi don Cesare (monaco di città), Zocca don Simone (padre spirituale), De Grandis diac. Agostino (diacono permanente).

Archivio

L’Archivio diocesano (via Perottolo 1) contiene materiale documentario di 9 secoli di storia della diocesi suddiviso in 4 fondi: Proprio dei vescovi, Archivio capitolare, Fabbriceria del duomo e Miscellanea, oltre a quello del Seminario.

Biblioteca

La biblioteca diocesana (nello stesso edificio) con 35.200 volumi e 3.000 opuscoli, in genere di carattere teologico, documenta le varie fasi dal 1500 al Concilio Vaticano II. Si integra col Museo per l’esposizione di edizioni pregiate.

Museo

Sorge accanto alla cattedrale in un edificio a U realizzato a fine anni '90 che s'innesta al Palazzo vescovile. Dedicato ai patroni Felice e Fortunato, si compone di 4 sezioni: storica, iconografica, argenteria, oggetti devozionali

Pinacoteca

Nel complesso Trinità (Piazza XX Settembre) l’oratorio del 1500 conserva tele di Piazza, Benfatti, Palma, Vicentino (1600); la chiesa (di Tiralli, 1707) ha dipinti di Mariotti, Vicentino, Damini e altri (60 tele, più statue e reperti).