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Diocesi di Chioggia

Bibbia Edu

Briciole di Pastorale

XI° Tempo Ordinario

XI-Ordinario-18

La fiducia nell’intima forza del Regno

PAROLA DI DIO - XI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO B

LETTURE: Ez 17,22-24; Sal 91; 2 Cor 5,6-10; Mc 4, 26-34

La fiducia nell’intima forza del Regno

Spesso Gesù parla in parabole. Nel brano del vangelo di Marco di questa domenica ne leggiamo due: quella del seme che, una volta nel terreno, cresce da solo (vv. 26-29) e quella del granellino di senape che diventa un albero frondoso (vv. 30-32). Siamo difronte ad un inizio silenzioso e ad una conclusione che potremmo definire ‘effervescente’...

Sappiamo che il linguaggio delle parabole si serve di paragoni e similitudini che propongono un insegnamento che fa riflettere gli interlocutori, rispettando la loro libertà. Esse hanno, inoltre, la prerogativa di risultare luminose e comprensibili per chi ha il cuore aperto al mistero di Dio, mentre rimangono enigmatiche e oscure per chi non è interessato al Signore e ha l’animo ingombro da altre cose.

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Un familiarità fondata sulla sequela

PAROLA DI DIO - X DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO B

LETTURE: Gn 3,9-15;  Sal 129;  2 Cor 4,13-5,1; Mc 3,20-35

Un familiarità fondata sulla sequela

Dopo la celebrazione di alcune solennità in queste ultime domeniche, riprende il Tempo Ordinario con la lettura continuata del vangelo di Marco.

Il brano di oggi (Mc 3,20-35) colloca Gesù all’inizio della sua vita pubblica.

Lo troviamo in una casa con i discepoli e circondato da molta gente e da una grande folla che pende dalle sue labbra. L’afflusso è tale da non permettere nemmeno di trovare il tempo per rifocillarsi (v. 20). Veramente il successo che Gesù riscuote è senza precedenti, tanto che i suoi stessi familiari sono scandalizzati da tutto il clamore che sta sollevando e, senza mezzi termini, dicono: “è fuori di sé”, ed escono di casa con l’intenzione di andare a prenderlo (v. 21). Gesù, pensano i suoi vicini, ha perso il contatto con la realtà: non è possibile che sia così preso, così impegnato da non avere tempo neppure di mangiare.

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Silenzio, adorazione, contemplazione

PAROLA DI DIO - SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO - ANNO B

LETTURE: Es 24, 3-8; Sal 115;  Eb 9, 11-15; Mc 14, 12-16. 22-26

Silenzio, adorazione, contemplazione

Oggi celebriamo la festa del Corpo e Sangue di Cristo. È la festa dell’Eucaristia e infatti il vangelo di oggi ne narra l’istituzione (Mc 14, 12-16. 22-26). È una festa che nasce dal miracolo di Bolsena che si può ammirare nel Duomo di Orvieto e che testimonia di un sacerdote che dubita della presenza reale di Cristo nel pane e nel vino, e durante una messa, quando spezza il pane, un po’ di sangue scorre dalla piccola ostia.

Domenica scorsa si sono conclusi i 50 giorni della Pasqua e ora ci troviamo nuovamente a vivere il Tempo Ordinario dell’anno liturgico e tra le prime solennità di questo tempo troviamo questa del Corpo e Sangue di Cristo: il dono dell’Eucaristia, Cristo che si fa pane per alimentare tutta la nostra vita e che ci offre, nel vino, il suo sangue, versato incessantemente per la redenzione di tutti. Questo dono di sé nell’Eucaristia è un momento centrale nella vita del Cristo ed è, allo stesso tempo, un evento fondamentale nella vita della comunità cristiana e in quella di ogni singolo credente.

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Mistero di identità e comunion

PAROLA DI DIO - SANTISSIMA TRINITA’ - ANNO B

LETTURE: Dt 4,32-34.39-40; Sal 32;  Rm 8,14-17; Mt 28,16-20

Mistero di identità e comunione

Celebrare la festa della Ss. Trinità significa lasciarci condurre da Gesù nell’intimità più profonda della sua esperienza di Dio per gustarla, condividerla e viverla. Siamo invitati a riflettere sul fondamento della nostra fede cristiana che professa un unico Dio che si rivela in tre persone: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo.

Quando, dopo il tempo pasquale, ritorna la solennità della Ss. Trinità, mi affiora alla mente l’episodio raccontato da S. Agostino che rimase impressionato nel vedere un bambino in una spiaggia che si sforzava di mettere in una buca di sabbia con una conchiglia tutta l’acqua del mare. Sant’Agostino a dirgli che era impossibile, assurdo, ridicolo ciò che aveva in mente di fare. Ma il bambino a dirgli: “E tu, allora, che vuoi far entrare nella tua testa il mistero di Dio, uno solo in tre Persone?”. Agostino comprese allora che era il suo errore quando voleva cercare di sistematizzare a tutti i costi la dottrina della Trinità.

Ecco anche noi forse più che ragionare sulla Trinità dobbiamo comprendere quale insegnamento poter ricavare da questa realtà.

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Lo Spirito che anima la Chiesa

PAROLA DI DIO - Domenica di Pentecoste - Anno B

LETTURE: At 2,1-11; Sal 103; Gal 5,16-25;  Gv 15, 26-27; 16, 12-15 

Lo Spirito che anima la Chiesa

La solennità della Pentecoste che oggi celebriamo è il compimento della Pasqua. Il gesto dello spegnimento, al termine della celebrazione, del Cero pasquale che in tutte le azioni liturgiche ci ha ricordato la presenza viva del Risorto in mezzo a noi, ci dice che si conclude il tempo pasquale.

L’evento celebrato dalla festa di oggi non è narrato dal Vangelo ma dagli Atti degli Apostoli (At 2,1-11), in cui si racconta l’avvenimento “fisico” della Pentecoste.

Dopo 50 giorni dalla Risurrezione (‘pentecoste’ in greco significa “50° giorno”), proprio mentre gli Ebrei festeggiavano l’inizio della stagione del raccolto e sottolineavano la consegna delle tavole della Legge a Mosè sul monte Sinai, dove fu proclamata solennemente l’alleanza tra Dio e il suo popolo, gli Apostoli e Maria, riuniti in preghiera a Gerusalemme, nel Cenacolo, ricevettero lo Spirito Santo promesso da Gesù prima di ritornare definitivamente al Padre.

La Pentecoste, celebrando appunto il dono dello Spirito “che è Signore e dà la vita”, ci conduce a soffermarci sul ruolo dello Spirito nella nostra vita e nella vita della Chiesa.

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Riferimenti

Ufficio per la Liturgia

Direttore:

Ministri straordinari della Comunione

Delegato: Ballarin don Massimo

 

Commissione per il Diaconato Permanente e i Ministeri Istituiti

Delegato: Marin don Danilo

Membri: Zenna mons. Francesco (vicario generale), Laurenti don Pierangelo (parroco), Callegari don Marino (Caritas e formazione presbiteri), Mucciardi don Cesare (monaco di città), Zocca don Simone (padre spirituale), De Grandis diac. Agostino (diacono permanente).

Archivio

L’Archivio diocesano (via Perottolo 1) contiene materiale documentario di 9 secoli di storia della diocesi suddiviso in 4 fondi: Proprio dei vescovi, Archivio capitolare, Fabbriceria del duomo e Miscellanea, oltre a quello del Seminario.

Biblioteca

La biblioteca diocesana (nello stesso edificio) con 35.200 volumi e 3.000 opuscoli, in genere di carattere teologico, documenta le varie fasi dal 1500 al Concilio Vaticano II. Si integra col Museo per l’esposizione di edizioni pregiate.

Museo

Sorge accanto alla cattedrale in un edificio a U realizzato a fine anni '90 che s'innesta al Palazzo vescovile. Dedicato ai patroni Felice e Fortunato, si compone di 4 sezioni: storica, iconografica, argenteria, oggetti devozionali

Pinacoteca

Nel complesso Trinità (Piazza XX Settembre) l’oratorio del 1500 conserva tele di Piazza, Benfatti, Palma, Vicentino (1600); la chiesa (di Tiralli, 1707) ha dipinti di Mariotti, Vicentino, Damini e altri (60 tele, più statue e reperti).