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Diocesi di Chioggia

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-- Briciole di Pastorale -- XII Tempo Ordinario 2017

XII-Ordinario-2017

Nelle tue mani è la nostra vita

PAROLA DI DIO - domenica XII DEL tempo ordinario -  A

LETTURE: Ger 20, 10-13; Dal Salmo 68; Rm 5, 12-15; Mt 10,26-33

Nelle tue mani è la nostra vita

Ger 20, 10-13: “Ma il Signore è al mio fianco come un prode valoroso”.

Il profeta Geremia è diventato con la sua vita annuncio e anticipo di ogni “servo del Signore” specie del “Servo del Signore” Gesù Cristo. La coerenza e la testimonianza di una vita obbediente al Signore suona come condanna per l’infedele, l’ingiusto e il violento, che perciò reagisce eliminando il testimone stesso. Che fare quando si soffre ingiustamente, proprio a causa della giustizia e della fedeltà? Solo la certezza ‘che Dio prova il giusto e vede il cuore e la mente’ e la fiducia che “il Signore è al suo fianco” sostengono il fedele nell’affidare a lui la sua causa. Egli è certo che Dio interverrà a liberarlo dalla grande tribolazione, come ha fatto col suo Figlio Gesù, liberandolo dalla morte.

Dal Salmo 68: “Nella tua grande bontà rispondimi, o Dio”.

Sono proposte alcune strofe di questo lungo salmo che è una lamentazione dell’uomo assalito dalla sofferenza e dalle accuse di avversari iniqui. La lamentazione è prima di tutto denuncia a Dio stesso del motivo della sofferenza: egli soffre infatti proprio a causa della sua fedeltà a Dio. Ma essa poi diventa invocazione a Dio perché intervenga in favore di chi gli è fedele per la certezza che Dio “ascolta e libera”.  Anche Gesù, nel suo essere “Servo del Signore” ha sperimentato e vissuto questi momenti di preghiera al Padre. 

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Pane per la nostra vita

PAROLA DI DIO - corpo e sangue di cristo -  a

LETTURE: Dt 8, 2-3. 14b-16a; Dal Salmo 147; 1 Cor 10, 16-17; Gv 6, 51-58

Pane per la nostra vita

Dt 8, 2-3. 14b-16a: “…nel deserto ti ha nutrito di manna sconosciuta ai tuoi padri”.

Eucaristia, pane del cammino. La narrazione dell’esperienza vissuta da Israele nel tempo e nel cammino che lo ha portato dalla condizione di schiavitù in Egitto all’entrata nella nuova condizione di libertà nella terra promessa, rivela il senso del vivere dell’uomo. La vita è un cammino con un punto di partenza e un punto di arrivo, una meta. Per compiere questo cammino ci è dato un tempo, la nostra vita. La meta che ci sta davanti ci è indicata e costituisce la nostra speranza, fondata sulla promessa di Dio e indicata di volta in volta dalla sua Parola, “di quanto esce dalla bocca di Dio”. La direzione del cammino non è dalla vita alla morte, ma dalla morte alla vita. Dio infatti ci fa ‘essere’ (nostro creatore) e crescere perché giungiamo alla pienezza della vita nella partecipazione alla sua vita divina (vita eterna). Ma nel cammino siamo implicati anche noi con le nostre scelte e il nostro impegno. Il tempo e l’impegno del nostro vivere è definito “deserto, prova, riconoscimento della nostra vera realtà (umiliazione), deserto grande e spaventoso, luogo di serpenti velenosi e di scorpioni, terra assetata, senz’acqua…”. Ci sarebbe da morire di paura a pensare a questo deserto, a questa valle di lacrime, se non credessimo che proprio Lui ci orienta con la sua Parola, ci disseta alle sue acque scaturite dalla Roccia e ci nutre con la sua Manna. Parola, Roccia e Manna è Cristo che nella Messa si dona a noi come Parola, Bevanda e Cibo, cioè come guida, compagnia e nutrimento per il nostro cammino. Potremmo pensare di affrontare il deserto della vita con tutte le sue insidie e camminare dritti alla meta senza smarrirci, senza ricorrere a Lui, alla sua Parola e al suo nutrimento? Ci meravigliamo se senza questi doni andiamo tante volte in crisi?

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Credo in un solo Dio che è amore

PAROLA DI DIO - Santissima Trinità  A

LETTURE: Es 34, 4b-6. 8-9; Dn 3,52-56; 2 Cor 13, 11-13; Gv 3,16-18

Credo in un solo Dio che è amore

Es 34, 4b-6. 8-9: Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso.

Cosa può dire l’uomo di Dio? L’uomo può ricercare, può desiderare, può intuire e tentare di risalire dalle cose create al Creatore. S. Agostino sente che il cuore dell’uomo non si appaga finché non ‘riposa in Dio’. Il Salmo 62 proclama “Soltanto in Dio riposa l’anima mia…”. Riposo della mente che si interroga su di sé, sulle sue origini e sulla sua destinazione, e riposo del cuore che in Lui trova quell’amore senza limite che va cercando…. A Dio piacque rivelare gradualmente all’uomo se stesso anche con queste parole: “Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di amore e di fedeltà”. La parola ‘Signore’ traduce il nome ebraico Yahweh, che significa Colui che è presente nella vita e nella storia dell’uomo, per salvare. La ripetizione del nome dice che non bisogna dubitare della sua presenza. E subito aggiunge: “Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di amore e di fedeltà”. Anche di fronte al peccato, il suo amore compassionevole e gratuito e la sua fedeltà prevalgono sull’ira e per questo Egli non abbandona il suo popolo ma continua a camminare col suo popolo, offre perdono e fa del suo popolo la sua eredità. E’ questa l’immagine di Dio che ci portiamo dentro, che ci consola e che sentiamo che non ci abbandona?

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Dove il Signore, lì anche il discepolo

PAROLA DI DIO - ASCENSIONE DEL SIGNORE - A

LETTURE:  At 1,1-11; Dal Salmo 46; Ef 1, 17-23; Mt 28,16-20

Dove il Signore, lì anche il discepolo

At 1,1-11: “Gesù, che di mezzo a voi è stato assunto in cielo, verrà allo stesso modo…”

Gesù “si mostrò agli apostoli vivo, dopo la sua passione, con molte prove, durante quaranta giorni, apparendo loro e parlando delle cose riguardanti il regno di Dio”. Gli apostoli sono vissuti con Gesù circa tre anni alla sua scuola e in sua compagnia, hanno partecipato con Lui alla missione, sono stati testimoni della sua passione e morte e infine hanno vissuto esperienze tutte particolari nelle quali Gesù “si mostrò loro vivo… parlando con loro” dopo la risurrezione. Queste ultime esperienze sono state un tempo privilegiato riservato a loro e ad altri discepoli, tempo che si è concluso con l’ultima grande apparizione nella quale Gesù ha affidato loro la sua stessa missione: essi, “con la presenza e la forza dello Spirito Santo avrebbero predicato Gesù e il suo Vangelo a partire da Gerusalemme, attraverso la Giudea e la Samaria, fino ai confini della terra”. Di questa loro missione e delle ‘cose riguardanti il regno di Dio’ Gesù parla loro “mentre si trovava a tavola con essi”, cioè durante il pasto nel quale Egli, risorto e vivo, si faceva presente. In ogni pasto eucaristico, Gesù anche oggi si fa presente, parla delle cose riguardanti il Regno, riaffida la missione di annunciarlo a tutti gli uomini e rinnova il dono del suo Spirito. Ma lui, l’uomo Gesù di Nazaret, scompare? Non sarà più presente? O in quale forma sarà presente? La sua presenza ora sarà come quella del “Padre che è nei Cieli” e in unione a Lui. Così insegnano gli apostoli: Gesù, risorto e vivo, partecipa con il Padre alla cura del mondo, si prende cura dei discepoli, li accompagna e li assiste nella loro missione col dono dello Spirito Santo. La sua presenza è affidata ai segni sacramentali della Parola e del Pane, attorno ai quali Egli in ogni tempo raduna la comunità dei suoi discepoli, per i quali ha donato Se stesso. E nello stesso tempo Egli li attende per il grande e definitivo incontro, quando anch’essi saranno per sempre radunati con Lui attorno al Padre, “che è nei cieli”. La vita del discepolo di Cristo è dunque ora impegnata nell’annuncio del vangelo in attesa di quell’incontro definitivo.

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La missione, i doni e la vita del battezzat

PAROLA DI DIO - VI DOMENICA DI PASQUA - A

LETTURE:  At 8,5-8.14-17; Dal Salmo 65; 1 Pt 3,15-18; Gv 14,15-21.

La missione, i doni e la vita del battezzato

At 8,5-8.14-17: “Filippo predicava Cristo… e le folle unanimi prestavano attenzione”.

Le pagine degli Atti degli Apostoli proposte per il tempo pasquale ci raccontano come si è diffusa la comunità dei discepoli di Gesù, la Chiesa. Siamo così aiutati anche noi a ripensare agli elementi essenziali attraverso i quali si entra a far parte della Chiesa e si rimane in essa. Filippo è uno dei sette diaconi sui quali gli apostoli avevano imposto le mani (At 6). Egli inizia la sua attività come ‘evangelista’ (At 21,8) in Samaria. Egli cioè, in quanto diacono, “predicava Cristo”. La risposta alla sua predicazione era: “le folle, unanimi, prestavano attenzione alle parole di Filippo”. Ecco dunque come nasce una comunità cristiana: un evangelista, diacono o apostolo, annuncia il Vangelo, annuncia cioè Cristo a delle persone che accolgono quell’annuncio e vi aderiscono con gioia. “Vi fu grande gioia in quella città”. Talvolta la parola era accompagnata anche da ‘segni’ particolari come liberazione da spiriti cattivi o guarigioni. Annuncio, adesione di fede, battesimo, invocazione allo Spirito, imposizione delle mani sui battezzati e dono dello Spirito Santo. Ascoltare la Parola di Dio, accoglierla, pregare lo Spirito è anche la nostra via per vivere e crescere nella vita cristiana iniziata con il battesimo.

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Riferimenti

Ufficio per la Liturgia

Direttore:

Ministri straordinari della Comunione

Delegato: Ballarin don Massimo

 

Commissione per il Diaconato Permanente e i Ministeri Istituiti

Delegato: Marin don Danilo

Membri: Zenna mons. Francesco (vicario generale), Laurenti don Pierangelo (parroco), Callegari don Marino (Caritas e formazione presbiteri), Mucciardi don Cesare (monaco di città), Zocca don Simone (padre spirituale), De Grandis diac. Agostino (diacono permanente).

Archivio

L’Archivio diocesano (via Perottolo 1) contiene materiale documentario di 9 secoli di storia della diocesi suddiviso in 4 fondi: Proprio dei vescovi, Archivio capitolare, Fabbriceria del duomo e Miscellanea, oltre a quello del Seminario.

Biblioteca

La biblioteca diocesana (nello stesso edificio) con 35.200 volumi e 3.000 opuscoli, in genere di carattere teologico, documenta le varie fasi dal 1500 al Concilio Vaticano II. Si integra col Museo per l’esposizione di edizioni pregiate.

Museo

Sorge accanto alla cattedrale in un edificio a U realizzato a fine anni '90 che s'innesta al Palazzo vescovile. Dedicato ai patroni Felice e Fortunato, si compone di 4 sezioni: storica, iconografica, argenteria, oggetti devozionali

Pinacoteca

Nel complesso Trinità (Piazza XX Settembre) l’oratorio del 1500 conserva tele di Piazza, Benfatti, Palma, Vicentino (1600); la chiesa (di Tiralli, 1707) ha dipinti di Mariotti, Vicentino, Damini e altri (60 tele, più statue e reperti).