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Diocesi di Chioggia

Bibbia Edu

Briciole di Pastorale

II° domenica di Quaresima

II-quaresima-2018

Lasciamoci illuminare dal Tabor

PAROLA DI DIO - II Domenica di Quaresima - anno B

LETTURE: Gn 22,1-2.9a.10-13.15-18; Sal 115;  Rm 8,31b-34;   Mc 9,2-10

Lasciamoci illuminare dal Tabor

La liturgia di questa seconda domenica di Quaresima ci propone un passaggio affascinante: dal silenzio del deserto alla luce della Trasfigurazione di Gesù. Un passaggio importante, perché ci fa pregustare la meta verso la quale tutti siamo incamminati. La visione di Cristo trasfigurato è sì la manifestazione della sua divinità, ma è, anche, la rivelazione dello splendore finale, del nostro volto di uomini redenti. Gesù, ci dice oggi il Vangelo, conduce su di un monte elevato tre dei suoi discepoli e rivela la propria gloria trasfigurandosi davanti a loro, perché non vacillino nella fede. Aveva avuto, infatti, un contrasto con Pietro che si era ribellato all’annuncio della passione e morte. Il messaggio della Trasfigurazione allora era chiaro: a coloro che avevano appena ascoltato l’annuncio della Passione, sconcertati nel cogliere un Gesù debole e messo alla prova, veniva dato di vedere per un istante, come in uno squarcio di luce nel buio, un anticipo della gloria della Risurrezione. L’esperienza del Tabor segnò veramente il cuore di Pietro Giacomo e Giovanni, i tre testimoni della Trasfigurazione, come ci documenta il Vangelo. Anche per noi, in cammino verso la Pasqua, il Tabor sembra volerci preparare ad aver fede in Colui che con la Passione non sarà solo il disprezzato e l’escluso, ma il Figlio prediletto di Dio da ascoltare, Colui che con la morte in croce avrebbe vinto il male e la morte stessa. Gesù, in questo tempo di Quaresima ci prende per mano per farci compiere lo stesso percorso dei tre apostoli e, in fondo, per farci assaporare quanto è bello “stare” con Lui.

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Il Regno di Dio è giunto: convertitevi

PAROLA DIO - I Domenica di Quaresima - Anno B

LETTURE: Gn 9,8-15; Sal 24;  1 Pt 3,18-22;  Mc 1,12-15

Il Regno di Dio è giunto: convertitevi

Alla vigilia di un grande avvenimento o di una grande decisione tutti si prendono un momento di riflessione, quasi per raccogliersi in sé per poi lanciarsi nell’avventura.

Anche Gesù viene dallo Spirito spinto nel deserto (v. 12) per prepararsi alla sua missione, alla vita pubblica. Egli ha ricevuto da poco l’investitura messianica: “Tu sei il Figlio mio diletto, in te mi sono compiaciuto” (v. 11). Ma appena questo è avvenuto, “subito” lo Spirito disceso su di lui lo spinge nel deserto, dove è presente più che mai il diavolo, Satana, il tentatore, la cui missione è dividere e separare, soprattutto da Dio. Gesù entra così in una zona d’ombra, entra nella prova, perché il deserto è terra di prova, di tentazione: si ritira per pregare, per digiunare, per lottare appunto contro la prova. In quel deserto di Giuda, accanto al mar Morto, tra quelle rocce aride, Gesù “dimora quaranta giorni, continuamente tentato da Satana”.

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“Se vuoi, puoi guarirmi”

PAROLA DIO - VI Domenica del Tempo Ordinario - anno B

LETTURE: Lv 13,1-2.45-46; Sal 31;  1 Cor 10,31-11,1;  Mc 1,40-45

“Se vuoi, puoi guarirmi”

Nel vangelo di questa domenica leggiamo l’incontro tra Gesù e un uomo malato di lebbra.

Il lebbroso era allora, e in parte anche oggi, non un semplice malato, era un immondo ripugnante, a tal punto da essere escluso dalla convivenza. Per un giudeo, poi, la lebbra era segno di un preciso castigo di Dio, una malattia mediante la quale le persone venivano colpite per i loro peccati. Una malattia che devastava, fino alla putrefazione della carne, il volto e il corpo di coloro che ne erano colpiti. Essendo contagiosa, esigeva che chi era affetto venisse emarginato, segregato in qualche luogo deserto e riconoscibile dal grido che doveva emettere qualora vedesse qualcuno avvicinarsi a lui: “Impuro! Impuro!”, come abbiamo ascoltato dalla prima lettura dal libro del Levitico (Lv 13, 45-46). Un lebbroso appariva dunque come una persona senza possibilità di relazione e di comunione, né con Dio né con gli uomini. Ebbene questo lebbroso si inginocchia davanti a Gesù, lo implora: “Se vuoi puoi guarirmi!”. Gesù ha compassione. La compassione che Gesù prova va ben oltre ad un semplice sentimento di partecipazione alla situazione e alla sofferenza di quell’uomo. Quell’aver compassione rimanda ad un amore materno, molto profondo che si manifesta nel “toccare” con tenerezza quella carne lacerata dalla malattia guarendola all’istante. La scena è bella e suggestiva: una disperazione che si trasforma in fede senza tener conto delle severissime e rigide regole della società del tempo, un’umiltà che si trasforma in preghiera. Mi chiedo: chi è, per me, il lebbroso oggi?

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Una “giornata tipo” di Gesù

PAROLA DIO - V DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO B

LETTURE: Gb 7,1-4. 6-7; Sal 146;  1 Cor 9,16-19.22-23;  Mc 1, 29-39

Una “giornata tipo” di Gesù

Ci troviamo di fronte, nel brano di Vangelo di questa domenica, ad una “giornata tipo” di Gesù. Vorrei iniziare nella presentazione di questa giornata da una espressione che, a mio parere, può essere la chiave di lettura per comprendere e fare nostra la Parola del Signore: “Tutti ti cercano” (v. 37). Tutti cercano Gesù ma anche Gesù è venuto per cercare tutti.

Ed ecco che si reca in casa di Pietro e Andrea e guarisce la suocera; poi alla porta della città di Cafarnao Gesù si lascia incontrare e, infatti, c’è un rincorrersi di malati e di indemoniati. Lui non si sottrae al dovere di incontrare “tutta la città” e avvicina “tutti” i malati e gli indemoniati della città. Quasi a dire che accanto all’urgenza dell’annuncio del Regno, l’attenzione ai più deboli non può non occupare un posto fisso nella sua attività quotidiana.

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Fa’ che ascoltiamo la tua voce

PAROLA DIO - IV Domenica del Tempo Ordinario - Anno B

LETTURE:  Dt 18,15-20; Sal 94; 1 Cor 7,32-35; Mc 1,21-28

Fa’ che ascoltiamo la tua voce

La scena del vangelo di oggi si svolge nella sinagoga di Cafarnao, presso il lago di Tiberiade.

Gesù ha appena raccolto attorno a sé i primi quattro discepoli, i quali hanno abbandonando tutto per seguirlo nel suo cammino e nella sua opera di evangelizzazione. L’urgenza di annunciare a tutti che “il Regno di Dio è vicino” e che, finalmente, il “il tempo è compiuto” spinge Gesù con i discepoli a Cafarnao, luogo strategico posto proprio al confine tra la Palestina e i paesi pagani e quindi luogo che vede un transito commerciale e culturale molto intenso. Il brano del vangelo di Marco invita a puntare lo sguardo, l’attenzione e quindi la riflessione, in una particolare direzione: “dentro”. Quello, infatti, che Gesù dice e fa avviene dentro la sinagoga, di sabato, il giorno del culto. È nella sinagoga che Gesù insegna e opera il miracolo della liberazione dell’uomo posseduto da uno spirito impuro. Nel sentirlo parlare tutti si accorgono che Gesù non è uno dei tanti maestri: non insegna, infatti, una dottrina di un altro, né ripete quello che altri hanno detto, ma insegna con una autorità pari a quella di Dio, perché insegna da se stesso e coloro che lo ascoltavano non potevano non rimanere “stupiti del suo insegnamento” (v. 22), manifestando anche un certo interesse intorno alla sua persona e al suo insegnamento. Noi pure, di domenica in domenica, viviamo un po’ la stessa esperienza dei primi discepoli scelti da Gesù e dei frequentatori della sinagoga in quel giorno di sabato.

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Corso Fidanzati

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Modulo Adesione 

dal 24 febbraio al 24 marzo

Info: 0415542920 o cell. 3356585376 (don Alberto).

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Riferimenti

Ufficio per la Liturgia

Direttore:

Ministri straordinari della Comunione

Delegato: Ballarin don Massimo

 

Commissione per il Diaconato Permanente e i Ministeri Istituiti

Delegato: Marin don Danilo

Membri: Zenna mons. Francesco (vicario generale), Laurenti don Pierangelo (parroco), Callegari don Marino (Caritas e formazione presbiteri), Mucciardi don Cesare (monaco di città), Zocca don Simone (padre spirituale), De Grandis diac. Agostino (diacono permanente).

Archivio

L’Archivio diocesano (via Perottolo 1) contiene materiale documentario di 9 secoli di storia della diocesi suddiviso in 4 fondi: Proprio dei vescovi, Archivio capitolare, Fabbriceria del duomo e Miscellanea, oltre a quello del Seminario.

Biblioteca

La biblioteca diocesana (nello stesso edificio) con 35.200 volumi e 3.000 opuscoli, in genere di carattere teologico, documenta le varie fasi dal 1500 al Concilio Vaticano II. Si integra col Museo per l’esposizione di edizioni pregiate.

Museo

Sorge accanto alla cattedrale in un edificio a U realizzato a fine anni '90 che s'innesta al Palazzo vescovile. Dedicato ai patroni Felice e Fortunato, si compone di 4 sezioni: storica, iconografica, argenteria, oggetti devozionali

Pinacoteca

Nel complesso Trinità (Piazza XX Settembre) l’oratorio del 1500 conserva tele di Piazza, Benfatti, Palma, Vicentino (1600); la chiesa (di Tiralli, 1707) ha dipinti di Mariotti, Vicentino, Damini e altri (60 tele, più statue e reperti).