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Diocesi di Chioggia

Bibbia Edu

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-- Briciole di Pastorale -- Trasfigurazione del Signore 2017

Trasfigurazione-17

La gloria di Gesù risplende nella sua umanità

PAROLA DI DIO  - TRASFIGURAZIONE DEL SIGNORE -  ANNO A

LETTURE: Dn 7,9-10.13-14; Dal Salmo 96; 2Pt 1,16-19; Mt 17,1-9.

La gloria di Gesù risplende nella sua umanità

Dn 7,9-10.13-14: “La sua veste era candida come la neve”.

La rivelazione della Bibbia ha come primo oggetto Dio stesso all’uomo, come ricorda un’espressione del Concilio Vaticano II: “Piacque a Dio manifestare Sé stesso…”. Quali i segni, le esperienze e il linguaggio nei quali Dio si manifesta? Parola chiave è ‘la gloria di Dio’. A fronte del fatto che l’uomo non può vedere Dio ‘faccia a faccia’, egli lo può in tante sue manifestazioni e segni: il creato, la forza, la bellezza, gli interventi nei quali Israele riconosce la mano o la presenza di Dio, il roveto ardente, il trono di Dio, la parola di Dio, lo splendore della luce… Ma manifestazione più grande e piena che Dio ci ha fatto di Sé è stata e resta la rivelazione di Sé in Gesù. Questa rivelazione è stata preparata da tante esperienze narrate nella Bibbia, di cui una oggi abbiamo ascoltato nella ‘visione’ del profeta Daniele. In questa visione è stato anticipato il mistero di Dio e dell’‘inviato’ che avrebbe preso carne tra gli uomini, cui il Padre avrebbe affidato il governo e la salvezza del mondo. Dio è il “vegliardo assiso sul trono”, signoria del mondo. La sua divinità è espressa nella “veste candida come la neve” e nei “capelli candidi come lana”. In stretto rapporto con lui e proveniente dallo stesso cielo, ecco ‘venire con le nubi del cielo uno simile a un figlio d’uomo’ chiamato e inviato da Dio a condividere il suo governo perenne e la salvezza del mondo intero: “Gli furono dati potere, gloria e regno, tutti i popoli, nazioni e lingue...”. Preannuncio dunque di un personaggio che proviene da Dio, che con lui condivide la divinità, il potere e la gloria, assume però sembianze umane ‘simile a un figlio d’uomo’. Si apre così l’annuncio che la rivelazione di Dio si manifesta pienamente nell’umiltà di un amore che si spoglia di tutto per tutto donarsi.

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Sapienti cercatori del Regno

PAROLA DI DIO - DOMENICA XVII DEL TEMPO ORDINARIO - A

LETTURE: 1Re 3,5.7-12; Dal Salmo 118; Rm 8,28-30; Mt 13,44-52

Sapienti cercatori del Regno

1Re 3,5.7-12: “Concedi al tuo servo un cuore che sappia ascoltare”

Salomone è celebrato come il re sapiente. A lui è attribuito il libro della Sapienza perché raccoglie detti e tradizioni che tramanderebbero la sua sapienza. Ma da dove gli è venuta tutta la sua sapienza? Il brano proposto ci dà la risposta. Attraverso un sogno ci è raccontata l’ispirazione divina che ha accompagnato le scelte di Salomone. A Salomone, dopo tanti intrighi di palazzo, viene affidato il compito di guidare il popolo che Davide aveva messo insieme e governato come re. La situazione si presentava ora difficile per Salomone che non aveva alcuna esperienza. Cosa può desiderare un giovane re quando accede al soglio regale? Può sognare un lungo regno, grandi ricchezze, eliminazione dei nemici, e magari chiedere tutto questo a Dio nella preghiera. Salomone chiede invece ben altro: sa che il suo compito sarà quello di saper fare le scelte giuste per il suo popolo e saper giudicare i problemi che nascono tra la sua gente. Per questo desidera e chiede “un cuore docile”, per saper “rendere giustizia” al popolo di Dio, saper “distinguere il bene dal male” e il “discernimento nel giudicare”. Ecco la risposta di Dio: “Ti concedo un cuore saggio e intelligente”. Il cuore ‘docile’ o “saggio e intelligente” alla lettera sarebbe ‘un cuore che sa stare in ascolto’, in ascolto della Parola di Dio, di quanto Dio ha messo e operato nel creato e negli uomini: questa è la sapienza, imparare dalla Parola, dal creato e dall’esperienza. Da questo attento ascolto può scaturire il discernimento, la giustizia, la distinzione di ciò che è bene e male. Chi può legga i capitoli 7 e 8 del libro della Sapienza.

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Perché bene e male nel mondo?

PAROLA DI DIO  -  DOMENICA XVI DEL TEMPO ORDINARIO -  A

Letture: Sap 12,13.16-19; dal Salmo 85; Rm 8,26-27; Mt 13,24-43

Perché bene e male nel mondo?

Sap 12,13.16-19: “Tu giudichi con mitezza e ci governi con molta indulgenza… Con tale modo di agire hai insegnato al tuo popolo che il giusto deve amare gli uomini”.

Queste righe concludono la riflessione sull’esperienza che Israele ha vissuto nell’uscita dall’Egitto. Sia Egiziani prima che Cananei dopo si sono opposti al disegno di Dio riguardo al popolo d’Israele, ma Dio è intervenuto con loro con moderazione, perché suo intento non è distruggere con la forza le sue creature, ma correggerle, portarle al pentimento e salvarle, perché Egli ama ciò che ha creato. Anche Israele ha peccato venendo meno alla fedeltà all’Alleanza durante il cammino nel deserto. Ma pure con il suo popolo egli si è dimostrato giusto, prendendosi cura di tutte le cose ed esercitando la giustizia con la forza della sua mitezza e indulgenza. Cosi Egli ha indotto il popolo a conversione e ha offerto loro il perdono. Ecco due grandi insegnamenti da trarre: “il giusto deve amare gli uomini” e tenere certa “la buona speranza che, dopo i peccati” Dio concede il pentimento. 

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Ascoltare e comprendere

PAROLA DI DIO - DOMENICA XV DEL TEMPO ORDINARIO - A

LETTURE: Is 55,10-11; Dal Salmo 64; Rm 8,18-23; Mt 13,1-23

Ascoltare e comprendere

Is 55,10-11: “Così sarà della mia parola: non ritornerà a me senza effetto”.

La calura e la siccità danno lo spunto al profeta Isaia per annunciare l’efficacia e la forza della Parola di Dio. Dopo una pioggia abbondante, chi ha seminato attende con certezza che il seme germogli e cresca e la pioggia abbondante rassicura che le pianticelle possano crescere fino a giungere a maturazione. Per il profeta il terreno siamo ciascuno di noi, le nostre comunità, campo dove Dio semina la Parola della fede, della speranza e dell’amore. La nostra vita spirituale e interiore non può crescere senza la luce della parola di Dio che orienta e illumina e la sua forza che alimenta e sostiene. Il profeta sta parlando a gente deportata ed esule che sta perdendo ogni speranza e fiducia nella Parola profetica. Dio torna a offrire loro una parola di fede e di speranza, che, come pioggia, compirà ciò che promette, “Parola che è stata piantata in voi e può portarvi alla salvezza” (Gc 1,21).

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Gesù divin Maestro mite e umile

PAROLA DI DIO  - DOMENICA XIV DEL TEMPO ORDINARIO -  A

LETTURE: Zc 9,9-10; Dal Salmo 144; Rm 8,9.11-13; Mt 11,25-30

Gesù divin Maestro mite e umile

Zc 9,9-10: “Ecco a te viene il tuo re…giusto, vittorioso, umile”.

Ecco il sogno di Dio che un profeta è inviato a far conoscere agli uomini. E’ un sogno che riguarda tutta l’umanità, “da mare a mare e dal Fiume fino ai confini della terra”. In che cosa consiste questo sogno di Dio che gli uomini devono conoscere? “Fare sparire il carro da guerra…il cavallo…l’arco da guerra…e annunciare la pace alle nazioni”. Confrontiamo questo sogno di Dio con il sogno di noi uomini di questo nostro tempo: non regalità/servizio ma dominio, non incremento di strumenti di sviluppo umano e di pace ma corsa alle armi di distruzione di tutti i tipi, non progetti di collaborazione e sviluppo per tutti i popoli, ma repressioni, ingiustizie, popoli che sfruttano altri popoli. Chi realizzerà questo sogno di Dio? Verrà “un re giusto e vittorioso”, senza armi,  non si presenterà con parate militari, ma in groppa al mezzo di trasporto di tutti i giorni di vita normale, in groppa a un piccolo asino bigio preso a prestito. Questi sono i sogni e i pensieri di Dio, i progetti per realizzare i quali manderà Qualcuno a coinvolgere gli uomini in quella realizzazione. Ma i cristiani, proprio in quanto suoi discepoli, si fanno promotori e annunciatori di questi ‘sogni di Dio’ e di questa missione loro affidata da Gesù?

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Riferimenti

Ufficio per la Liturgia

Direttore:

Ministri straordinari della Comunione

Delegato: Ballarin don Massimo

 

Commissione per il Diaconato Permanente e i Ministeri Istituiti

Delegato: Marin don Danilo

Membri: Zenna mons. Francesco (vicario generale), Laurenti don Pierangelo (parroco), Callegari don Marino (Caritas e formazione presbiteri), Mucciardi don Cesare (monaco di città), Zocca don Simone (padre spirituale), De Grandis diac. Agostino (diacono permanente).

Archivio

L’Archivio diocesano (via Perottolo 1) contiene materiale documentario di 9 secoli di storia della diocesi suddiviso in 4 fondi: Proprio dei vescovi, Archivio capitolare, Fabbriceria del duomo e Miscellanea, oltre a quello del Seminario.

Biblioteca

La biblioteca diocesana (nello stesso edificio) con 35.200 volumi e 3.000 opuscoli, in genere di carattere teologico, documenta le varie fasi dal 1500 al Concilio Vaticano II. Si integra col Museo per l’esposizione di edizioni pregiate.

Museo

Sorge accanto alla cattedrale in un edificio a U realizzato a fine anni '90 che s'innesta al Palazzo vescovile. Dedicato ai patroni Felice e Fortunato, si compone di 4 sezioni: storica, iconografica, argenteria, oggetti devozionali

Pinacoteca

Nel complesso Trinità (Piazza XX Settembre) l’oratorio del 1500 conserva tele di Piazza, Benfatti, Palma, Vicentino (1600); la chiesa (di Tiralli, 1707) ha dipinti di Mariotti, Vicentino, Damini e altri (60 tele, più statue e reperti).