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“Cibo, educazione, persona”

Emporio della solidarietà: incontro pubblico sulla sussidiarietà

“Cibo, educazione, persona”

locandina-emporioSi è svolta martedì 7 marzo la 3ª edizione dell’incontro pubblico dedicato al tema della sussidiarietà. Questa edizione, dal titolo “Emporio della solidarietà: cibo, educazione, persona”, è stata tenuta come le precedenti - la prima rivolta sulla sussidiarietà nei suoi tratti generali (2015) e, successivamente, sul rapporto tra sussidiarietà e salute (2016) - nel teatro S.Martino di Sottomarina; ed è stata dedicata all’Emporio come portato nel territorio dell’Anno della Misericordia, e approdo (come si evince dalla sua etimologia greca classica) per quanti, naufraghi non solo sotto un profilo economico, attraverso esso si riappropriano del bene più importante: la dignità della persona.

L’avv. Patrizia Trapella, assessore alla Sussidiarietà e ai Servizi Sociali del Comune di Chioggia, pur in un tempo di riduzione del fondo delle politiche sociali e non autosufficienze, ha evidenziato che un elemento sostanziale rilevante delle politiche sociali con riferimento al welfare rigenerativo segue il percorso che responsabilizza l’individuo per ricostruire socialmente nel tempo la persona. L’azione integrata dell’Amministrazione verso chi si trova in stato di indigenza è rivolta a quanti versano in una situazione di “povertà grigia”. Sono essi coloro i quali non si trovano in una condizione economica che provoca esclusione totale e dipendenza. Ciò avviene in un’epoca nella quale, a causa di una situazione economica foriera di strascichi permanenti, l’erogazione di sussidi per situazioni economiche svantaggiose rivolto a 160-170 famiglie, ha una crescita di domande di accesso. La verifica dei requisiti è rivolta a una pluralità di fattori che non si limitano alla produzione formale di documenti, ma è finalizzata a conoscere la situazione reale e complessiva per l’effettiva risposta al bisogno.

Don Marino Callegari, direttore della Caritas diocesana e dell’Emporio della solidarietà, muovendo le mosse da esempi tratti dalla Bibbia, ha posto l’attenzione sul fatto che il cibo può avere una forte valenza sociale, così come può, al contrario, causare bulimia, anoressia e obesità. Il cibo ha, in secondo luogo, un’intrinseca relazione con i cambiamenti climatici. Infatti, la desertificazione di luoghi quali la Somalia, lo Yemen e il Sud-Sudan provoca forzate emigrazioni per carenza di cibo.

C’è, quindi, il rapporto tra cibo e marginalità sociale, in relazione a indigenti sovente segnati da marginalità emotiva, economica e relazionale. In tale contesto l’Emporio della solidarietà configura un passaggio culturale, in quanto viene stabilito un nuovo rapporto con il cibo e la nutrizione. E ciò passando da una visione assistenzialistica nei confronti di chi è povero alla promozione e all’accompagnamento, attraverso la responsabilizzazione alla spesa, evitando lo spreco.

Il dott. Matteo Boscolo Anzoletti, assistente nell’Università di Padova, alla luce dei risultati delle ricerche dei premi Nobel Joseph Stiglitz e Paul Krugman, ha delineato il tema delle diseguaglianze insite a livello globale, causa della situazione di indigenza che, in determinati casi, può condurre a ricorrere all’Emporio della solidarietà. Ha, quindi, posto l’accento su come la nuova legge sul Terzo settore si rifaccia al concetto di popolo e di bene comune, significato attuale che deriva il suo background dal filosofo francese Jacques Maritain. Ha posto in evidenza la legislazione nazionale e regionale (delle Regioni Veneto ed Emilia Romagna) relativa al disagio sociale e alla redistribuzione delle eccedenze alimentari, la cui valenza ha una peculiarità pregnante con riferimento all’Emporio della solidarietà.

Giacomo Finzi

Nuova Scintilla n.11 - 19 marzo 2017