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Babele e Pentecoste

Vescovo-Adriano-Tessarollo
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“E’una babele!”, espressione per dire la percezione di confusione della situazione politica mondiale, europea e italiana o anche della situazione sociale, culturale e anche religiosa. Con la narrazione che va sotto il titolo ‘la torre di Babele’ la Bibbia condanna un progetto egemonico di un popolo sugli altri popoli ponendosi al di sopra di tutto e di tutti, quasi fosse una divinità. Tale progetto emerge principalmente dall’espressione “Facciamo una torre che tocchi il cielo”. E’ l’espressione del desiderio/progetto di dominio dispotico di una identità politica, economica, culturale, religiosa, umana o sociale, su tutte le altre identità, tendendo a dominarle se non ad eliminarle. Tentazione che sempre emerge nella storia dell’umanità. Naturalmente questo progetto si tenta di realizzarlo con mezzi di volta in volta diversi, secondo i tempi. Pensiamo ad esempio anche alle lotte politico-finanziarie-militari tra Cina, America, Russia, Europa, Asia, Medio Oriente. Per non parlare del potere di assoggettamento che ha chi gestisce l’informazione. Pensiamo anche alle alleanze tra popoli, tra lobby che gestiscono la finanza, i mercati, alleanza che nascono come strumenti di dominio di pochi sui molti, strumenti incontrastati spesso mascherati come servizio al benessere di tutti. Pensiamo alla babele dell’Africa o del Medio Oriente, in cui lo sfruttamento di grandi potenze politiche ed economiche esterne e la sete di potere, di denaro e di dominio interna costringono molti a fuggire o comunque ad uscire in cerca di sorte migliore. Anche l’Italia risente fortemente e da diverso tempo di questa situazione di ‘babele imperante’ che si succede senza che si intravvedano vie di uscita da questi corsi e ricorsi che si susseguono. Il racconto biblico della torre di babele si conclude con un intervento ‘dal di fuori’ o meglio ‘dall’alto’ che fa fallire tale progetto. Come? Rendendo impossibile la comunicazione tra tutti coloro che operano a tale egemonico progetto, cosicché ogni gruppo si allontana e si disperde bloccando così il progetto egemonico. Nella bibbia un altro racconto degli Atti degli Apostoli che leggiamo proprio nella festa liturgica odierna della Pentecoste, indica un diverso intervento dall’Alto, che trova una via nuova nella convivenza delle differenze che comunicano tra di loro senza annullarle. La bibbia attribuisce questa ‘nuova via’ al dono dello Spirito comunicato a tutti, dono che fa sì che gli Apostoli che parlano una sola lingua siano capiti da ognuno dei presenti di lingue e culture diverse. Il contenuto del parlare degli Apostoli è l’annunciano ‘delle grandi opere di Dio’ che possiamo intendere annuncio di quanto di buono c’è nel mondo e nella sua storia (grandi opere di Dio) e che è a disposizione di tutti e che tutti sono invitati a riconoscere. L’intesa nasce attorno all’accoglienza del bene che c’è per tutti, al quale tutti sono chiamati a cooperare. La lettura degli Atti precisa che la comprensione delle ‘grandi opere di Dio’ è possibile perché ‘tutti furono pieni di Spirito Santo’. Spirito Santo che è definito nella bibbia come luce e come amore donato a tutti. In tutti gli uomini c’è questa ‘luce’ per comprendere il bene vero e questo ‘amore’ per agire per il bene di tutti. Ma questa ‘luce’ e questo ‘amore’ possono essere offuscati e soffocati dall’egoismo, dalle passioni sregolate, dallo spirito di sopraffazione e da tanto altro ancora. In altre parole, se prendono il sopravvento gli egoismi, gli interessi di classe o delle lobby, delle grandi proprietà, o si accentua la contrapposizione delle differenze di ogni tipo, di genere, di cultura, di religione e altro, allora al dialogo e all’intesa succederanno lo spregio, l’insulto, l’incomprensione, la contrapposizione, la violenza, la guerra, l’eliminazione dell’altro. Allora la collaborazione si trasforma in lotta, la pace in guerra, la comunione diventa odio, il dialogo diventa intolleranza, la pazienza diventa violenza, il rispetto diventa sopraffazione.  Prevalga per il bene di tutti la luce e la forza dello Spirito, quella luce e quell’amore offerti a tutti gli umani.

+ Adriano Tessarollo