Giornata di preghiera per le vocazioni

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In questa quarta domenica di Pasqua si celebra la 56a Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, dato che il

vangelo che ascoltiamo a messa è quello del “Buon Pastore”.
“Vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pe- core che non hanno pastore”, e disse: “La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai. Pregate, dunque, il Signore della messe perché mandi operai nella sua mes- se!” (Mt 9,36-38).

Passando per le parrocchie in occasione della visita pastorale vi assicuro che dovunque mi veniva la domanda a non lasciare le parrocchie senza sacerdote
e le chiese senza messa festiva almeno. Inoltre frequente è stata la richiesta di anziani e malati in casa di poter beneficia- re della visita con una certa frequenza del loro sacerdote. E quanto era bello vedere i ragazzi riuniti nei locali della parrocchia con sacerdote, animatori e catechisti/e.
Il numero di sacerdoti ridotto e la loro età media piuttosto avanzata, salvo casi molto limitati, fa vivere nelle comunità parrocchiali il timore della mancanza di un loro ‘pastore’. La Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni risponde pro- prio alla consapevolezza di questa carenza di sacerdoti nelle nostre comunità.
Il Signore Gesù ha co- minciato la sua predica- zione chiamando alcuni pescatori, intenti nel loro lavoro sulle rive del lago di Galilea: “Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini” (Mt 4,19) e mostrando loro il suo amore per gli uomini e la misericordia del Padre. Li ha formati con la parola e con la vita a continuare la sua opera di salvezza inviandoli in tutto il mondo con il comando: “Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli” (Mt 28,19). Un invito che Gesù ha fatto e fa ad entrare nella sua amicizia, ad ascoltare la sua Parola, a vivere con Lui, ma contemporaneamente insegna loro la dedizione totale a Dio e alla diffusione del suo Regno vivendo una fraternità che nasce dalla disponibilità totale a Dio e agli uomini. Una chiamata certo molto impegnativa che richiede una vera e propria formazione. Il Signore chiama in tutte le stagioni della vita anche al ministero sacerdotale ed alla vita consacrata, cioè a condividere la sua missione e a servire la Chiesa nel ministero ordinato e nella vita consacrata. Oggi la voce del Signore sembra soffocata da “altre voci” e la proposta di seguirlo nel dono della propria vita ap- pare troppo difficile o poco appetibile. Per questo ogni comunità cristiana, ogni cristiano deve impegnarsi sia nella preghiera che nella promozione di queste vocazioni incoraggiando e sostenendo coloro che mostrano segni della chiamata alla vita sacerdotale e alla consacrazione religiosa e facendo loro sentire il calore dell’intera comunità per il loro “sì” che dicono a Dio e alla Chiesa, perché gli uomini avranno sempre bisogno di Dio.

Ogni Chiesa locale si renda sensibile e attenta alla pastorale vocazionale. In ogni ambito, familiare, parrocchiale, associativo, nell’attività con i ragazzi, le ragazze e i giovani bisogna educare a maturare una genuina amicizia con il Signore, alla preghiera personale e liturgica, all’ascolto della Parola di Dio che aiuta a scoprire e seguire la verità più profonda di se stessi, a vivere la gratuità e la fraternità con gli altri, fonte di vera gioia e di piena realizzazione delle proprie aspirazioni. Ci vuole anche oggi il coraggio di indicare la via impegnativa di seguire Cristo.

Dare incremento alle vocazioni sacerdo- tali spetta a tutta la comunità cristiana, che è tenuta ad assolvere questo compito anzitutto con una buona vita cristiana. La bella e gioiosa testimonianza di co- munione tra sacerdoti e con il Vescovo diventa segno particolarmente favorevole al germogliare di vocazioni sacerdotali, come pure la vita di fede delle famiglie. Una chiesa viva fa crescere e coltiva la responsabilità della risposta alla chiama- ta al sacerdozio ed alla vita consacrata, compiuta con libera e consapevole scelta e l’accompagna con la preghiera.

+ Adriano Tessarollo