VISITA PASTORALE DEL VESCOVO ADRIANO - LA CONCLUSIONE NEL VICARIATO DI CAVARZERE

La gioia di sentirsi amati

Conclusione-visita-pastorale
Facebooktwittergoogle_pluspinterestmail

“La festa alla quale ci invita il Padre, non è solo quella preparata per il ritorno del figlio più piccolo. Dio ci chiama al banchetto del sacrificio del Figlio suo, per donarci il cibo della vita eterna. Ci invita alla comunione tra di noi e con Lui, per farci sentire suoi”, ha detto il vescovo Adriano, domenica 31 marzo nel duomo di San Mauro, a conclusione della visita pastorale. Domenica di letizia, non solo per la Pasqua, ormai vicina, ma anche per la presenza del vescovo nel vicariato, durante questi tre mesi di incontro e annuncio nelle comunità locali. Centro della liturgia della Parola è stata la parabola del Padre misericordioso, traboccante di gioia per il ritorno del figlio. “Questa pagina di Vangelo è stata raccontata da Gesù, per spiegare come Lui stava in mezzo alla gente. Per questo era criticato, perché creava comunione con i pubblicani, mangiava con loro e accoglieva i peccatori. Da questo rapporto scaturiva un cambiamento. Non già una conversione, ma la gioia di sentirsi amati. L’amore genera la voglia di riconciliarsi”, ha detto il vescovo Adriano. Far conoscere e sperimentare la misericordia del Padre è la missione della Chiesa nel mondo. Missione che il vescovo ha voluto ribadire con forza in questo tempo di incontro con le comunità del vicariato. Riconciliazione è ricominciare a stare insieme, a condividere, a gioire per i fratelli ritornati alla vita. “Siamo ambasciatori di Dio. Per questo, come San Paolo, vi supplichiamo di lasciarvi riconciliare con Lui. Ho cercato di incontrare più persone, in diversi contesti, con l’obiettivo di annunciare la comunione che è vera solo se si accetta l’abbraccio del Padre”, ha spiegato il vescovo. Solo così si costruisce il Regno dei cieli. Una realtà che sembra inconciliabile con il presente di tutti i giorni. Un regno sognato e sperato, come terra promessa dell’ultimo giorno, in contrasto con una realtà faticosa. Così concreta da stordire anche i pensieri più alti. Questa dicotomia viene smentita dal vangelo, che annuncia la grazia della salvezza per il mondo presente. Parla a noi, uomini e donne del ventunesimo secolo e dice che, sì, il Regno dei cieli è qui e ora. Messaggio annunciato con forza dal vescovo Adriano, durante la visita pastorale. L’icona evangelica di questo tempo di incontro, tra il pastore e la chiesa locale, è stata quella delle parabole del capitolo 13 del vangelo di Matteo. Gesù descrive come sono il regno dei cieli e la forza propulsiva che scaturisce dalla sua realizzazione: energia di quel granello di senape, capace di generare un fusto massiccio o del lievito che gonfia la pasta o ancora a quella rete gettata nel mare che raccoglie ogni genere di pesce. Come concretizzare tutto questo? Con una vera riconciliazione che richiede una continua conversione dell’anima, per vivere nella pienezza dell’amore. Digiuno, elemosina e preghiera sono i tre atteggiamenti cardine, per questo tempo di quaresima. La conversione parte dalla volontà personale di alzarsi e tornare nella casa del Padre, riconoscendo i propri limiti e il proprio peccato. Solo così sarà gioia vera, gioia senza fine.

 Filippo Greggio