Testimonianze sul pellegrinaggio a Roma

“Con il cuore pieno di amore, gioia e fede”

Le voci di alcuni tra i numerosi giovani che hanno percorso una lunga strada, fisica ma anche spirituale, per vedere e ascoltare il Santo Padre

PG-Sinodo-4
Facebooktwittergoogle_pluspinterestmail

Dopo l’esperienza del camposcuola diocesano Acr, alcuni educatori hanno partecipato al pellegrinaggio verso Roma per consolidare e rinvigorire la propria esperienza di fede. Una volta tornati a casa ci sentiamo di ringraziare per tutte le esperienze vissute di comunità, di confronto e di crescita, per tutte le persone incontrate e per il coraggio infusoci da papa Francesco.

L’ACR diocesana


Un gruppo di educatori, alcuni alle prime armi, altri ormai “veterani” hanno accolto la sfida di mettersi in cammino verso Roma. Lungo la strada abbiamo potuto vivere molte esperienze diverse che ci hanno fatto crescere sotto vari punti di vista: fede, comunità, servizio, spiritualità. L’incontro con papa Francesco ci ha aiutati ancora di più a riflettere su di noi e sulle sfide che ci attendono. Ci resterà inoltre un bel ricordo di tutte le persone conosciute, i nostri compagni di cammino e tutti coloro che abbiamo incontrato lungo la strada.

I giovani di Cavarzere


È stata un’esperienza fantastica, un insieme di emozioni che mi hanno regalato dei giorni stupendi. La fatica, il caldo, il sudore, la fila per la doccia, tutto è svanito alla meta, una meta uguale per tantissimi ragazzi provenienti da ogni parte, tutti riuniti con un unico motivo: l’incontro con Papa Francesco. La cosa che mi è piaciuta di più è stata vedere quanta fede è presente in noi giovani, che però va coltivata con l’aiuto di chi è più avanti nel cammino.

I giovani della CMV di Pordenone


Mercoledì 8 agosto: è arrivato il momento di uscire di casa, lasciare tante piccole comodità alle spalle e partire per un lungo cammino… La strada che abbiamo percorso verso Roma per incontrare il Santo Padre è stata ricca di incontri, di conoscenze, di bellezza; non sono mancate la fatica, le attese e il caldo torrido… ma insieme siamo andati lontano! Il nostro pellegrinaggio è stato costellato da alcuni incontri fondamentali: in primis, la visita alle zone colpite dal terremoto nei pressi di Norcia e la testimonianza del direttore della Caritas Giorgio Pallucco. Da essa abbiamo compreso come l’attenzione all’Umano e la preziosità delle relazioni siano state la chiave per rialzarsi e affrontare una situazione tanto tragica. A Cascia, guidati dal nostro Vescovo Adriano, abbiamo avuto la possibilità di conoscere la storia di Santa Rita, di celebrare l’Eucaristia nella Basilica e di visitare il Monastero. Poco più distante, siamo stati accolti con gioia dalle Carmelitane Scalze di Tolentino che, scappate dal loro monastero a causa del terremoto, hanno trovato ospitalità a Cascia. Dopo tutti questi incontri e testimonianze vissute, che sembravano quasi inaspettatamente legate da un fil rouge, siamo giunti a Roma.

Al Circo Massimo ci siamo messi in dialogo con Papa Francesco, attento ad ascoltare le domande di alcuni ragazzi, domande che erano anche le nostre e di tutti i nostri fratelli vicino a noi. Le sue parole hanno toccato il nostro cuore e ci hanno ridato vigore, hanno risposto ai dubbi di noi giovani. La sfida che ci viene lasciata è quella di rischiare, tornare a casa con la consapevolezza di essere “discepoli amati”, e per questo percorrere la vita senza ansia e senza paura, ma “col cuore pieno di amore, gioia e fede”. Grazie, Papa Francesco, perché ci dai ascolto e ci fai sentire abbracciati da Gesù!

Giorgia Tiozzo, parrocchia Navicella


Chiudo gli occhi e ritorno indietro con il tempo di un paio di settimane al momento della partenza per i due giorni a Roma. Sono partita timorosa (come sempre del resto ad ogni esperienza con i ragazzi) ma convinta che anche da questa esperienza loro e noi adulti avremmo portato a casa qualcosa di grande. Siamo partiti in 14 dalla parrocchia S. Martino. Tre catechiste che non avevano mai condiviso insieme un’esperienza simile accomunate però dal desiderio di cercare di instaurare insieme con i ragazzi  in nome di Cristo un’amicizia da riportare poi a casa. Ciò che abbiamo vissuto insieme non è facile da spiegare, sicuramente una condivisione di idee e un’unione di cuori che per chi non era presente tra noi non sarà facile capire. Agli adulti che hanno fatto polemiche  scandalizzati perchè il Circo Massimo era sporco di cartacce dico questo: “Smettiamo noi adulti di fare polemiche del genere, i giovani non sono questo. I nostri giovani sono quelli che alla presenza tra noi del nostro Vescovo Adriano mi hanno detto “E’ uno di noi”, che si sono commossi quando hanno visto e sentito parlare con i ragazzi Papa Francesco, che hanno pregato, cantato, ballato insieme… Questi sono i nostri giovani, a noi adulti il compito di continuare a parlare loro di Cristo. Un ringraziamento di cuore a quanti hanno reso possibile questa esperienza ed al  Vescovo Adriano… “uno di noi”.

Gilberta, parrocchia S. Martino


Sono trascorsi ormai un po’ di giorni dal termine del pellegrinaggio, intenso e ricco di esperienze.Tuttavia le parole di Papa Francesco riaffiorano come se tutto quello che ha detto avesse dato una risposta a qualsiasi difficoltà che poteva ostacolato il nostro cammino dopo quel meraviglioso incontro al Circo Massimo di Roma. Questa avventura però è iniziata molti giorni prima. Al nostro gruppo giovani della parrocchia di San Giovanni Battista è stato proposto un ‘’pellegrinaggio’’ verso Roma, organizzato dalla Diocesi di Chioggia, un viaggio che si sarebbe articolato in più tappe. Qualche giorno prima dell’inizio del viaggio infatti, ci siamo recati a Pellestrina, al Santuario della Madonna dell’Apparizione e lì abbiamo iniziato la prima tappa del nostro pellegrinaggio per affidarlo a colei che viene venerata anche come Madre del cammino. Il pellegrinaggio è ripreso l’8 agosto a Loreo dove abbiamo celebrato la Messa e abbiamo incontrato i nostri compagni di viaggio provenienti da varie località. Molte erano le facce sconosciute… La tappa successiva sarebbe stata Cavarzere che doveva essere raggiunta a piedi: è stato molto difficile resistere al caldo e alla lunga camminata in mezzo a canali e stradine sterrate, motivo per cui quelle facce che inizialmente erano sconosciute sono diventate presto un volto dove trovare conforto. Grazie a loro sicuramente lo zaino molto spesso si è alleggerito. Abbiamo quindi proseguito per Campi di Norcia. È stato proprio qui il luogo in cui abbiamo condiviso con le persone terremotate la vita in container e in tenda. Grazie alla sintonia che si era creata con gli altri gruppi abbiamo affrontato con più facilità le difficoltà alle quali noi non siamo abituati: il freddo notturno, la condivisione del proprio container con altre persone, la scarsità e la promiscuità dei servizi igienici. Però è stato bello condividere anche la speranza e la gioia che don Luciano, il parroco, coadiuvato da alcune dolcissime signore ci hanno trasmesso. Scioccante è stata la visita a Norcia, completamente distrutta, che ci ha permesso di sentirci particolarmente vicini a queste popolazioni. Il venerdì, attraverso un sentiero tracciato nel bosco dell’Appennino, siamo arrivati a Cascia. Con la visita a Norcia e a Cascia ci siamo immersi nella spiritualità benedettina e agostiniana. Ma il cuore del pellegrinaggio è stato l’incontro con Papa Francesco il sabato al Circo Massimo e la domenica in piazza San Pietro alla Messa conclusiva. L’arrivo al Circo Massimo mi ha dato l’impressione del popolo in cammino, giovani sia sul fondo che sui pendii in attesa della parola del proprio pastore. È stato molto emozionante vedere migliaia di miei coetanei che condividono la stessa fede, che sono in cammino come te per non addormentarsi nel divano di casa perché come dice papa Francesco, non bisogna accontentarsi della mediocrità, di “vivacchiare” stando comodi e seduti. Giovani arrivati da tutta Italia, con il proprio slogan e con la frase ispiratrice stampata sulle proprie magliette. Porto quindi impressa nel mio cuore una frase con cui Papa Francesco ci ha salutato al termine dell’incontro: ‘’Siate pellegrini sulla strada dei vostri sogni’’, sì perché solo chi osa impara a volare e Papa Giovanni XXIII non ha mai conosciuto un pessimista che abbia concluso qualcosa di buono.

I giovani della parrocchia di San Giovanni Battista


Anche noi abbiamo voluto essere pellegrini verso Roma percorrendo a piedi un pezzo della via Francigena, collegamento storico per i pellegrini di ieri e di oggi. Ci siamo messi sulla “strada”, con lo zaino in spalla, il cuore pieno di domande ed in ascolto della presenza del Signore. Durante il nostro pellegrinaggio abbiamo incontrato alcune comunità che erano al servizio dei più “poveri” ed abbiamo condiviso la loro esperienza. Abbiamo incontrato altri pellegrini ricchi di speranza e di gioia. Abbiamo imparato, ancora una volta, che fare fatica insieme è più bello, perché quando cadi c’è sempre qualcuno che ti aiuta a rialzarti con il sorriso. Abbiamo gustato i bellissimi paesaggi in cui ci siamo immersi per un po’ di sollievo e riposo dalla fatica della strada. Abbiamo vissuto l’esperienza del deserto/silenzio per fare il punto della nostra “strada personale”, sapendo che quei momenti erano accompagnati da una Guida speciale. Ma abbiamo potuto anche confrontarci sul tema del servizio, dell’amore verso il prossimo e sull’importanza del coltivare i nostri sogni…, tematiche che poi abbiamo avuto la gioia di condividere al Circo Massimo grazie al Santo Padre che ci ha dato coraggio per affrontare la vita di tutti i giorni, con i suoi ostacoli e le sue bellezze. Non dimenticheremo mai il riposo per qualche ora nella chiesa di Santa Maria in Trastevere dopo la piccola Veglia scout propostaci, non dimenticheremo mai la strada fatta alle 4 del mattino verso la basilica di San Pietro dove abbiamo atteso con trepidazione l’apertura dei cancelli per essere tra i primi a passare i varchi in piazza per vivere in pienezza la S. Messa e le parole di Papa Francesco all’Angelus di mezzogiorno. Per tutta l’esperienza vissuta non ci resta che dire grazie al Signore che ancora una volta si è fatto vivo in mezzo a noi e ci ha accompagnato in questo bellissimo pellegrinaggio.

Agesci Chioggia 1 Clan-Fuoco “Riccardo Cuor di leone”


Il pellegrinaggio a Roma è stato un’esperienza che ha smosso molte cose in me.Camminare insieme diretti verso una meta comune e le parole del Papa sono state le due cose più importanti che mi sono portato a casa, oltre ai legami e ai rapporti che si sono instaurati durante questo percorso.

Jacopo (CMV Lonato del Garda)

Il pellegrinaggio mi ha fatto camminare attraverso l’essenzialità e la fatica, mi ha fatto rinunciare all’egoismo per aprire il mio cuore rendendolo più accogliente verso il prossimo e verso Dio. Il pellegrinaggio per me si è fatto metafora delle parole di Papa Francesco: per giungere a ciò che è davvero fondamentale ed irrinunciabile occorre mantenere vivi i nostri sogni, credere fermamente nelle nostre mete. Mantenerci in cammino per essere testimoni dell’Amore di Dio, l’unico inesauribile e l’unico per cui e con cui vale sempre e comunque la pena di camminare.

Chiara (CMV Lonato del Garda)


Dall’8 al 12 agosto ho avuto la fortuna di partecipare al pellegrinaggio Norcia-Roma per incontrare Papa Francesco.

La prima tappa significativa è stata Norcia dove abbiamo potuto vedere ed ascoltare direttamente la realtà di quei luoghi colpiti dal terremoto nel 2016.

Abbiamo visto abitazioni distrutte e sostituite da container: questa realtà mi ha fatto venire un po’ di tristezza e la pelle d’oca. Successivamente ho riflettuto su come tutto può cambiare in un attimo e anche se nel mondo c’è tanta cattiveria e egoismo molti nel momento del bisogno si sono riuniti per il bene comune.

Il giorno successivo abbiamo avuto la fortuna di andare a Cascia a conoscere la realtà di Santa Rita. Sono rimasta colpita dal santuario anche perché sono devota a questa santa grazie a mia nonna.

La giornata più intensa è stata il sabato quando siamo arrivati a Roma davanti al Circo Massimo ed era pieno di giovani che per l’occasione speciale hanno rinunciato alle comodità per mettersi in cammino.

La gioia più grande che ho provato è stata vedere il Santo Padre salutare tutti i presenti passando con la papa-mobile ed ascoltare i consigli e gli insegnamenti rivolti a noi giovani al momento del discorso.

Mi è rimasto particolarmente impresso anche assistere all’Angelus ed ascoltare “dal vivo” i suoi discorsi saggi dopo la notte bianca.

Ringrazio tutti i miei compagni di percorso per la bella e indimenticabile esperienza che mi rimarrà per sempre nel cuore.

Sara CMV