I volti della riconoscenza

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I GIORNI

I volti della riconoscenza

Per quanto tempo permane un sentimento di riconoscenza? L’uomo che abbiamo di fronte, ben attestato sugli 80 anni, parla con voce convinta e commossa. Figlio di ragazza madre, morta quando lui aveva 5 anni, perché la penicillina non spettava ai poveri, vagò per un’intera estate sulle sponde del fiume, insieme con altri ragazzi. Non veniva accolto dai collegi, perché: “chi pagava la retta?”.

Lo accolse Padre Marella, che non badava alle rette perché andava a raccoglierle lui stesso porgendo il cappello a un angolo di strada di Bologna, all’uscita di teatri e cinema. Romano Verardi racconta la sua storia davanti a un gruppo di famiglie, nella chiesetta in cui è sepolto Padre Marella, morto nel 1969. Padre Olinto Marella, originario dell’isola di Pellestrina, costruì questa chiesa a forma ottagonale, sul modello del tempio della Madonna dell’Apparizione nella sua isola. Aveva raggiunto Bologna dopo un lungo giro per i licei d’Italia, dove insegnava filosofia. A Bologna cominciò ad accogliere i ragazzi sperduti, rendendoli responsabili della struttura che li ospitava e collaboratori della educazione che ricevevano. Ricordando chi ha fatto da padre a lui e ad altri 8.000 ragazzi, il sig. Romano, già imprenditore e ora presidente dell’Opera, ci travolge con un’ondata di commozione, comunicandoci il sentimento di riconoscenza che ha percorso tutta la sua esistenza. “La Chiesa lo farà santo quando vorrà – dice – ma per noi è già santo”.

L’Opera Marella che siamo venuti a visitare ci accoglie con l’immediatezza e la semplicità dei suoi ospiti e ci manifesta un’immagine di carità diretta, come un padre con i figli, attraverso il metodo della libertà con la quale Cristo ci ha liberati – come dice la scritta sul frontone dell’edificio, ripresa da san Paolo – e della carità con la quale Cristo ama ciascuno personalmente. Le foto che spuntano qua e là nei vari ambienti dell’Opera a San Lazzaro di Savena nei pressi di Bologna, mostrano il volto anziano del Padre avvolto dalla lunga barba e illuminato da uno sguardo di bontà. Padre Marella appare spesso circondato da una schiera di bimbetti che lo guardano attenti o mentre parla con qualche giovanotto cresciutogli accanto, o con qualche signore venuto a visitarlo. Padre Marella non ha avuto propriamente un successore al quale consegnare la sua Opera, che è stata presa in carico dai padri francescani ed è cresciuta con la collaborazione di alcuni suoi figli. Seguendo l’evoluzione del tempo, l’Opera Marella, dislocata in vari siti, accoglie ora poveri, emarginati, stranieri. Mentre ci servono a tavola o si dialoga insieme, vediamo brillare sui volti la stessa riconoscenza del nostro amico Romano.  

 don Angelo