Una rete di solidarietà al lavoro

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Nasce il coordinamento delle Caritas parrocchiali della Vicaria di Chioggia

Una rete di solidarietà al lavoro

Circa una ventina di persone, prevalentemente volontari dei Centri di Ascolto e rappresentanti delle Caritas Parrocchiali unitamente ad associazioni caritative, incieme con i sacerdoti, si sono incontrate lunedì 4 aprile per fare il punto della situazione nel Vicariato di Chioggia che comprende anche l’Isola di Pellestrina e la frazione di Ca’ Bianca. Sono state 124 le famiglie che nel 2015 si sono rivolte al Centro di Ascolto (CDA) della Vicaria di Chioggia, di cui il 50% per la prima volta. Disoccupazione e indebitamento continuano ad essere il campanello d’allarme di una crisi che a Chioggia non dà segni di miglioramento. La mancanza di lavoro, ovvero un reddito insufficiente, crea nuove tensioni nelle famiglie e si acuiscono le problematiche sociali, nonostante i relativi contributi economici pubblici siano aumentati. Ci chiediamo se questo tipo di welfare a pioggia non sia degenerativo, se non accompagnato da progetti di crescita sociale e/o di pubblica utilità dove ancora l’Ente Pubblico fa fatica a ripensarsi in forma globale e innovativa. Si è fatto il possibile per incoraggiare, accompagnare e sostenere concretamente tante persone attraverso le parrocchie, la Caritas diocesana e i servizi del territorio. Però tanto si potrebbe ancora fare, e meglio, con una maggiore attenzione della nostra comunità nei confronti di chi vive in situazioni di bisogno “nella porta accanto”.

Per condividere le problematiche emergenti e conoscere le risorse disponibili, i volontari delle Caritas Parrocchiali hanno censito i servizi presenti nel territorio e si sono riuniti con i loro parroci il 4 aprile per istituire una rete di solidarietà che possa innanzitutto conoscere l’entità dei bisogni e condividere più efficacemente le risorse presenti nel territorio.

Il confronto continuo con i parroci e il CDA costituirà l’antenna di questa rete che attraverso l’ascolto delle storie di sofferenza e l’empatia con gli assistiti potrà ricercare insieme percorsi condivisi e adeguati. Considerato il grande interesse manifestato per questo fattivo incontro si auspica che possa replicarsi anche nelle altre vicarie della diocesi per condividere esperienze e modus operandi. I volontari potranno sentirsi compartecipi di una rete di solidarietà più vasta che permetterà di ampliare conoscenze e operatività oltre che condividere le opportunità offerte da tutta la diocesi. La nostra Caritas diocesana, infatti, ha attivato nuovi strumenti e strategie per sostenere chi ha chiesto aiuto. Ad esempio:

– consulenze legali e visite pediatriche gratuite (Banca del Tempo);

– lavori socialmente utili per alleggerire le sentenze penali (Servizio Giustizia);

– borse lavoro (500 ore) e Voucher (Fondo Solidarietà);

– borse della spesa;

– aiuti alle famiglie;

– card prepagate per la spesa e microcredito;

– servizio badanti.

Inoltre si sono instaurate proficue collaborazione con i servizi del territorio:

– con i Servizi Sociali del Comune, collegamenti e confronti su alcune situazioni di bisogno, contributi comunali e card prepagate per la spesa;

– con i CAF, mod.ISEE e rateizzazione bollette;

– con ASL 14, incontri e collaborazioni (CSM, SERD, Distretto Sanitario);

– con Banco Alimentare, erogazione borse alimentari e inserimento di volontari;

– con Ass. Stacco, trasporto gratuito per visite mediche;

– con Movimento per la vita, erogazioni di pannolini, corredini nascita, vestiario, omogeneizzati, carrozzine, lettini e seggiolini.

Nuovi strumenti per il futuro?

1. Confronto continuo con i parroci e i referenti delle varie Caritas parrocchiali;

2. promozione del Fondo di Solidarietà, rinforzando sostegno economico e partecipazione alla raccolta di fondi per questo importante strumento che lenisce gli effetti della disoccupazione;

3. apertura dell’Emporio della Solidarietà che permetterà ai bisognosi di “fare la spesa” secondo le effettive esigenze;

4. apertura Centro di Accoglienza Temporanea “Buon Pastore” da gestire in collaborazione con i Centri di Ascolto, i servizi ASL 14 e i Servizi Sociali del Comune.         

Marino Callegari