Le monete di Dio

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Le monete di Dio

Quante volte il Vangelo parla di soldi? La settimana scorsa è andato a raffica. Nei Vangeli delle Messe quotidiane, Gesù ha parlato dei soldi che occorrono per costruire una torre e della donna che perde una moneta ed è tutta contenta quando la ritrova; ha messo a disagio tutti i commentatori con la storia dell’amministratore disonesto, lodato per la scaltrezza; ha parlato di chi non sa maneggiare la ricchezza disonesta: come si potrà affidargli quella vera? Domenica scorsa, ecco la ‘bella’ figura dei farisei che gettano grosse monete nel tesoro del tempio, e l’elogio alla piccola vedova che vi getta due monetine.

Tutti questi soldi ci rimbalzano nel cuore. Troppo stretta la coincidenza con le notizie sventagliate in Tv e in tutti i media per denunciare i soldi usati o sprecati da prelati o da istituzioni vaticane. Troppo stringente e puntuale il richiamo di Papa Francesco sull’uso del denaro. Gesù avrà fatto una soffiata al Papa: paginate di Vangelo l’avrebbero accompagnato con perfetto tempismo. Gli avrà anche sussurrato il fatto della borsa di Giuda, o dei mercanti scacciati dal tempio o del tributo pagato lealmente allo Stato. Ricordandogli anche la donna che ha sprecato un sacco di soldi per tanto profumo da versargli sui piedi; oltre ai profumi del mattino di Pasqua. Gli avrà ricordato il daziere Matteo, con il bancone pieno di soldi abbandonato all’improvviso alla sua chiamata, o le tasche di Zaccheo, svuotate del denaro sporco. Gesù sapeva e sa ancora come andava il mondo e come va adesso, Lui che è stato venduto per trenta denari. E la musica forse non è molto cambiata.

Eppure… Eppure questa Chiesa va ancora. Questa Chiesa – abitata da peccatori – è stata ed è luogo di salvezza, casa di bellezza, albergo di carità, madre di santi; ospedale da campo per uomini e donne di ogni continente, e tra i feriti non mancano certo i cristiani. Dio ha scelto pescatori e peccatori, anime candide e prostitute, delinquenti e innocenti: per parlare di Lui, costruire chiese e cattedrali, ospedali e scuole, soccorrere poveri e malati, vecchi e bambini, testimoniare una misericordia che va in cerca della pecora perduta. Convertendosi a Gesù e amandolo con tutto il cuore, uomini e donne hanno donato i soldi e l’intera vita, con un’energia che non si spegne e un’inventiva che si rinnova ad ogni tornante. Volete voi che qualche intrigo del Vaticano o dell’intera Chiesa e qualche scandalo di prelati o amministratori – ben miscelato nella salsa di giornalisti e imbonitori – fermino l’opera di Dio che ha posto la sua tenda accanto alle case degli uomini, e continua ad abitarvi?

don Angelo