Al centro i nostri alunni

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Federazione Istituti di Attività Educative Veneto

Al centro i nostri alunni

Nota dei vescovi italiani sulla scuola cattolica

Le scuole cattoliche venete, attraverso la presidente di Fidae Veneto Virginia Kaladich, accolgono con gioia la nota pastorale “La scuola cattolica risorsa educativa della Chiesa locale per la società intera”, recentemente diffusa dalla Conferenza Episcopale Italiana.

Il documento pone attenzione alla scuola tutta: “È rivolto al bene di tutto il Paese – si legge nella nota CEI – e considera tutti gli alunni che in Italia frequentano la scuola italiana di qualsiasi ordine e grado e quale che ne sia il gestore, per il semplice fatto che la cura pastorale della Chiesa è per sua natura rivolta a tutti indistintamente i giovani, nei quali essa ravvisa il proprio futuro inscindibilmente legato a quello dell’Italia”. Un’impostazione che, commenta la presidente Kaladich «è lo stesso sguardo che ha avuto l’incontro della scuola italiana con Papa Francesco il 10 maggio scorso in Piazza San Pietro».

 

«Ci sono tanti motivi per i quali vogliamo ringraziare i vescovi italiani per il contenuto della nota pastorale. Prima di tutto, perché si riconosce il “patrimonio prezioso” della scuola cattolica come parte importante e irrinunciabile della missione stessa della Chiesa. La scuola cattolica viene definita come realtà educativa che “è espressione di un diritto della persona e offre un contributo prezioso alla realizzazione di un vero pluralismo” nella società». La scuola cattolica, continuano i vescovi, “può dare un contributo originale e significativo ai ragazzi e ai giovani, alle famiglie e all’intera società, accompagnando tutti in un processo di crescita umana e cristiana”. E ancora, deve diventare uno dei centri pulsanti della comunità cristiana. Così infatti invitano a considerarla i vescovi italiani: “uno dei luoghi privilegiati nei quali la comunità cristiana è messa nella condizione di testimoniare il proprio nativo impegno a favore della persona umana tour-court, in modo del tutto naturale, cercando l’incontro con le giovani generazioni e in cordiale collaborazione con i genitori, primi interessati all’educazione dei figli”.

Ma la nota pastorale della CEI non manca di evidenziare alcune criticità, come spiega la presidente della FIDAE regionale: «Ancora una volta, viene sottolineata l’incompiuta parità introdotta nel 2000 con la legge 62: numerose scuole cattoliche in questi anni per l’impossibilità di fronteggiare i costi crescenti hanno dovuto porre termine ad antiche e spesso gloriose tradizioni locali, cessando l’attività».

«Infine – conclude Virginia Kaladich – non possiamo non ringraziare i nostri vescovi per lo stimolo ad approfondire le ragioni e il valore dell’identità della scuola cattolica che, come sottolineano, “deve essere presente e chiaramente pensata nelle menti di coloro che vi operano; esplicitamente dichiarata nei documenti ufficiali; condivisa e partecipata con le famiglie che la scelgono; concretamente realizzata e tradotta nelle normali attività educative e nei contenuti disciplinari che quotidianamente vengono proposti; costantemente testimoniata dagli operatori della scuola; assiduamente valutata e verificata”». (C. S.)

 

da NUOVA SCINTILLA 33 del 7 settembre 2014