Speciale Convegno Fisc – Chioggia

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“INFORMAZIONE IN RETE: CARTA STAMPATA E WEB”

Speciale Convegno Fisc – Chioggia

Guarda le foto su www.nuovascintilla.com

– Informazione in rete

– Nella Rete. Con la saggezza dei cattolici

– La carta vincente? I nostri territori

– Coraggiosi e innovativi

– Evento diocesano e nazionale

– Il soggetto (cristiano), il territorio e la rete

– Lo sbarco sul web

– Il convegno a portata di click

– Alla scoperta di Chioggia

– Grazie a tutti

 

 

 

CONVEGNO FISC DI CHIOGGIA

“INFORMAZIONE IN RETE: CARTA STAMPATA E WEB”

Dell’era digitale si è parlato più volte nei convegni dei mass media cattolici, ma, specialmente all’interno della Federazione italiana dei settimanali cattolici (FISC) che raggruppa le 186 testate diocesane – tra cui la nostra -, si sentiva l’esigenza di mettere a fuoco il rapporto, problematico e allo stesso tempo complementare, tra “carta stampata e web”, appunto il tema del convegno nazionale che si è svolto dall’11 al 13 aprile a Chioggia, nel centenario di fondazione de “La Scintilla – Nuova Scintilla”.

La sfida che sta di fronte ai nostri settimanali è apparsa in tutta la sua urgenza: tutti i presenti all’affollato e gradito appuntamento in riva alla splendida laguna ne erano ben consapevoli, alcuni perché già alle prese con i poliedrici e complessi tentativi di realizzazione del connubio “carta stampata – web”, altri perché comunque sollecitati ad avviarsi sulle strade segnate dai nuovi media. E’ stato un onore per il nostro settimanale, e anche per la città e la diocesi, ospitare l’importante convegno. Come conciliare la limitatezza delle risorse e l’ampiezza dell’impresa è il dilemma con cui ogni testata e la Federazione si trovano ora a fare i conti: è in cantiere un progetto che può accompagnare in questo nuovo percorso, ma è anche necessario che le comunità diocesane si mobilitino e si attrezzino per essere presenti in modo più significativo nel mondo della comunicazione, nelle sue varie modalità, oggi ancor più di cento anni fa.  (V. T.)

 

 

 

Nella Rete. Con la saggezza dei cattolici

Successo del Convegno Fisc (Federazione Italiana Settimanali Cattolici), tenutosi a Chioggia dall’11 al 13 aprile 2013

In altri termini non basta usare il digitale, ma bisogna conseguire una “saggezza digitale”. E ancora: “Chi, se non la stampa cattolica, potrà avere il compito difficile, ma assai urgente, di far comprendere l’importanza di un’etica della comunicazione?”. Il saluto del presidente Francesco Zanotti e del direttore di “Nuova Scintilla”, monsignor Vincenzo Tosello

La rete e la carta. Due modalità di comunicazione il cui rapporto può apparire problematico e che in più di un caso vivono un conflitto. Ma nessuno può negare che il futuro della comunicazione passa attraverso un rapporto sempre più virtuoso tra la stampa e Internet. A dirlo sono le 186 testate cattoliche aderenti alla Fisc (Federazione italiana dei settimanali cattolici), riunite in convegno a Chioggia dall’11 al 13 aprile sul tema “Informazione in rete: carta stampata e web”. Presenti in circa 170 diocesi, queste testate (1 agenzia, 6 on line, 1 quotidiano, 2 bisettimanali, 128 settimanali, 18 quindicinali e 25 mensili) raggiungono gran parte del territorio nazionale e pure gli italiani all’estero, con 5 giornali loro dedicati. “Giornali di carta e Rete sono destinati a viaggiare insieme, non per combattersi, ma per richiamarsi a vicenda”, ha esordito il presidente nazionale della Fisc e direttore del “Corriere Cesenate”, Francesco Zanotti, aprendo i lavori. Mentre monsignor Vincenzo Tosello, direttore di “Nuova Scintilla” (Chioggia), ha ripercorso i cent’anni della testata, il cui anniversario viene celebrato con questo appuntamento. Infatti, il logo prescelto, creato dal vignettista chioggiotto Rosario Santamaria, unisce la prima testata (“La Scintilla”) a una raffigurazione della versione attuale per tablet (nell’immagine sotto).

Tra difficoltà e mutamenti. Certo, per la carta stampata non mancano le difficoltà, specie in questo periodo, motivo per cui serve “un’attenta analisi dei fenomeni in atto nel campo della rete e della multimedialità e nel contempo una lungimirante lettura dei possibili sviluppi al fine di orientare le scelte nell’ambito della stampa diocesana”, ha richiamato nella prolusione monsignor Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e presidente della Commissione episcopale per la cultura e le comunicazioni sociali. Il primo dei problemi è di natura economica: cala la pubblicità e “le vendite risentono della minore disponibilità di risorse economiche”. In secondo luogo, “la possibilità per ognuno di accedere all’informazione in tempo reale e gratuita su web, tv e radio”. A tal riguardo, ha sottolineato, “è cambiato il nostro modo di ricercare e apprendere informazioni”, “siamo bombardati e ‘inseguiti’ da un enorme flusso, potremmo dire un ‘torrente impetuoso’ d’informazioni, sempre a portata di mano attraverso un unico strumento: lo smartphone o il tablet”, mentre “la corsa all’acquisto tecnologico, sebbene rallentata, è l’unica ancora in continua crescita”.

La “saggezza digitale”. Conseguenza del “torrente” informativo del web è la mancanza di filtri e gerarchie tra le notizie. “Oggi domina il criterio della velocità”, ha osservato Giuliodori, interrogandosi “se non si stia sacrificando la qualità comunicativa, e quindi relazionale, sull’altare della quantità e dell’efficienza”. In altri termini non basta usare il digitale, ma bisogna conseguire una “saggezza digitale” – ovvero la “capacità di prendere decisioni più sagge in quanto potenziate dalla tecnologia”, secondo la definizione di Marc Prensky – ed è questo il “nuovo passo evolutivo del genere umano”, senza il quale “la società moderna corre il rischio di un’involuzione”. Un passo al quale i cattolici sono chiamati elaborando “strategie di marketing non soltanto commerciale, ma che potremmo definire preminentemente ad alto impatto antropologico, finalizzato a rilanciare con forza questo prezioso servizio la cui peculiarità è rappresentata dalla capacità di cogliere e comunicare i valori fondamentali”. “Chi, se non la stampa cattolica, potrà avere il compito difficile, ma assai urgente, di far comprendere l’importanza di un’etica della comunicazione?”. Questa la domanda posta dal presule ai rappresentanti delle testate cattoliche, invitandoli “a non perdere, cammin facendo, l’essenziale della nostra vocazione e missione”.

Sfida educativa. In gioco c’è “una sfida che è innanzitutto educativa”, come ricordano gli Orientamenti pastorali dei vescovi italiani per il decennio. Di fronte a uno “sviluppo esponenziale dei mezzi di comunicazione”, “dev’essere potenziato – ha sottolineato il vescovo – l’impegno a svolgere un ruolo incisivo a livello culturale e sociale”. “Così – ha aggiunto – le nostre testate vivranno e si rafforzeranno se riusciranno a promuovere e a stimolare il dialogo nelle realtà locali, poiché la loro missione è soprattutto formativa e a servizio della comunità”. “La stampa cattolica – secondo Giuliodori – deve mantenere e potenziare la capacità di essere una bussola nel mondo dell’informazione”, “avere la forza e l’audacia di rivolgersi agli utenti dei nuovi media”, offrendo “un’informazione in grado di accompagnare il lettore attraverso gli spazi di riflessione, di confronto e approfondimento”, “generando una comunicazione efficace, capace anche di sedurre, ma soltanto per accompagnare lo sguardo, l’attenzione del lettore e il suo cuore verso un ‘oltre’”. Il presidente della Commissione Cei ha infine ricordato “l’eccellente esempio del quotidiano ‘Avvenire’ e di non pochi settimanali diocesani”, evidenziando che, “di fronte al bombardamento d’informazioni e d’immagini, la nostra stampa può rappresentare il mediatore capace di valorizzare, raccogliere e, se necessario, filtrare le notizie smascherando quelle false e accompagnando nella lettura critica dei nuovi ambienti digitali, dalle potenzialità straordinarie, ma anche pieni d’insidie”.

(a cura di Francesco Rossi, inviato Sir a Chioggia)

Nelle foto: in alto, da sinistra a destra, il direttore di “Nuova Scintilla” Tosello, mons. Giuliodori e Zanotti; sotto in primo piano il sindaco Casson, il vescovo di Chioggia Tessarollo e l’arcivescovo emerito De Antoni.

(servizio fotografico dell’inserto a cura di Ruggero Donaggio)

 

 

La carta vincente? I nostri territori

Analisi convergente e propositiva della professoressa Chiara Giaccardi (Università Cattolica) e del direttore del “Cittadino” di Lodi, Ferruccio Pallavera. Il diretttore del Sir, Domenico Delle Foglie, ha proposto la creazione del primo “network digitale” cattolico, attraverso la sinergia fra il sito dell’Agenzia e quelli delle testate aderenti alla Fisc

 

Il territorio è la chiave vincente per l’informazione di oggi e di domani. Questa la consapevolezza che ha animato la tavola rotonda “Quale giornalismo nell’era digitale”, che si è tenuta il 12 aprile a Chioggia all’interno del convegno nazionale della Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici) dedicato a “Informazione in rete: carta stampata e web”. Un impegno che chiama i giornali del territorio, e in particolare quelli cattolici, a essere protagonisti e, al tempo stesso, ad affrontare le sfide poste dal digitale per coniugare in un binomio virtuoso l’edizione cartacea e la rete.

Ripartire dal territorio. “Il territorio è il luogo dal quale ripartire per ripensare l’informazione”, ha esordito Chiara Giaccardi, docente al dipartimento di Scienze della comunicazione dell’Università Cattolica di Milano. Fin da subito torna il legame con le nuove tecnologie, poiché nel territorio si vivono relazioni che possono essere “potenziate dalla rete digitale”, ad avviso della docente, per la quale la contrapposizione tra digitale e vita reale è “un’immagine di cui dobbiamo liberarci”. “Chi ha relazioni in rete le ha anche fuori”, ha sostenuto Giaccardi, affermando che “la realtà è una, è fatta di atomi e di bit, di materia e d’immateriale; il web non è una dimensione altra”. Non bisogna aver paura, dunque, di utilizzare i social network, comportandosi su di essi come si fa nella vita di tutti i giorni, postando gli stessi commenti che si fanno a voce, in pubblico. I nuovi ambienti mediatici, ha rilevato, “creano una piazza pubblica e aperta dalla quale possono prendere vita nuove relazioni e comunità”, mentre è proprio il digitale “il luogo in cui sempre più vengono consumate le news”. Ecco quindi che i giornali devono trovare “una sinergia” tra dimensione on line e cartacea, senza “alimentare forme di competizione”.

Fare i giornali in piazza. Un compito che chiama in causa primariamente la stampa del territorio, e in particolare quella cattolica, che di fronte a “un’informazione che ha preso la deriva di un’astrazione troppo alta” può fregiarsi del merito di essere ancorata alla realtà, a quella “rete di relazioni” che si traduce in vita vissuta, oltre ad avere “una marcia in più”, “uno sguardo che altri non hanno, più libero perché illuminato dalla fede”. Sulla medesima linea Ferruccio Pallavera, direttore dell’unico quotidiano aderente alla Fisc, “Il Cittadino” di Lodi (che con una media di 8 mila copie quotidiane e 15 mila per l’edizione del sabato copre il Lodigiano e il Sud Milano). “Bisogna tornare a fare i giornali in piazza, scrivere ciò che gli altri non scrivono, dare voce a chi non ha voce, catturare nuovi lettori”, ha ribadito raccontando le vicende di un giornale diocesano – il suo – che pian piano è cresciuto fino a diventare quotidiano (esce sei giorni la settimana, eccetto la domenica per lasciare spazio ad “Avvenire”) e ora sta sperimentando pure la versione on line. Ispirandosi al ruolo evangelizzatore della stampa cattolica, Pallavera ha invitato a “fare il giornale per il figliol prodigo, per la pecorella smarrita”, ovvero cercando di raggiungere un pubblico nuovo – senza trascurare quello che già si ha – e magari essere capaci di offrire un messaggio a chi è lontano dalla Chiesa. Una sfida possibile “respirando con i medesimi polmoni di chi ci sta intorno”.

Un “network digitale” cattolico. Infine Domenico Delle Foglie, direttore del Sir, parlando per la prima volta a un convegno dei giornali cattolici da quando ha assunto – lo scorso gennaio – la guida dell’Agenzia, ha confidato quello che ha definito un “sogno”, ossia “fondare, tutti insieme, il Sir e i settimanali diocesani, il primo ‘network digitale italiano’”, per “presentarci come un corpo unico”. Un sogno, il suo, al quale “dare corpo, testa, gambe e braccia, ma anche intelligenza e cuore”, “mettendoci tutta la forza della nostra competenza professionale, ma anche la passione per l’umano e per la sua verità che nelle nostre redazioni certo non mancano”. Essenziale sarà il contributo dei giornali del territorio, “perché so bene che senza di voi e senza la vostra adesione convinta – ha detto ai direttori, redattori e collaboratori presenti – non sarà possibile fare un passo nel futuro”. Delle Foglie ha auspicato, tra il Sir e i giornali del territorio, una “sinergia” che diventi sempre più “attitudine, mentalità, prassi intelligente”. Il network avrà da una parte il Sir, dall’altra “tutti i siti dei settimanali diocesani che possono aderire a questa iniziativa”, per portare alla ribalta quelle notizie che costituiscono la forza dei territori, offrendo “un impatto nazionale e territoriale”. Ma non solo: tra gli obiettivi vi è pure quello di “ottimizzare l’utilizzo di tutta l’offerta informativa del Sir nei siti territoriali, sulla base dell’assoluta indipendenza dei settimanali”, promuovere sull’agenzia “le cronache dai territori”, “sperimentare nuovi linguaggi”, realizzare “un’espansione multimediale digitale” ed essere presenti sui social network come Facebook e Twitter. Un progetto che può apparire “fantascienza”, mentre – nelle intenzioni del direttore del Sir – si propone di guardare al futuro partendo dai territori, nella convinzione che questa sia la formula vincente. (a cura di F. Rossi – Sir)

Nella foto: da sinistra a destra: il nostro direttore Tosello, Pallavera, Delle Foglie, Cescon, Giaccardi.

 

 

 

 

Coraggiosi e innovativi

Con l’intervento di don Ivan Maffeis si è concluso a Chioggia il seminario della Fisc, in occasione del centanario della “Nuova Scintilla”. Un invito a poggiarsi sulla propria identità per affrontare consapevolmente la sfida di Internet. Tre forti testimonianze: Luigi Carletti (esperto di comunicazione sul web), Claudio Turrini (webmaster di “Toscana oggi”) e don Antonio Rizzolo (direttore di “Credere”, nuovo settimanale dei Paolini)

 

Un’epoca di passaggio, dal vecchio mondo al nuovo. Un’epoca in cui investire nelle nuove forme di comunicazione – siti web e social network -, ma senza tralasciare la carta stampata. E c’è pure chi, in questo guado, trova il coraggio per creare nuove testate “tradizionali”. Si è chiuso con le testimonianze di chi ha sperimentato “un nuovo modo d’intendere la comunicazione” il seminario della Federazione italiana settimanali cattolici, che a Chioggia – dall’11al 13 aprile – ha celebrato i 100 anni del settimanale diocesano clodiense “Nuova Scintilla”.

No a pericolose scorciatoie. “Non avere paura del confronto con questo tempo” è la sintesi proposta, a conclusione dei lavori, da don Ivan Maffeis, vicedirettore dell’Ufficio Cei per le comunicazioni sociali. Ma, al contempo, “guardarsi da pericolose scorciatoie, sirene che affascinano con il loro enorme potenziale innovativo, ma che – almeno fino a questo momento – coinvolgono ancora solo parzialmente i nostri lettori”. Stampa e rete, quindi, devono andare avanti di pari passo. “Le nostre testate – ha ricordato Maffeis, che alle spalle ha una lunga esperienza alla guida di ‘Vita Trentina’ – sono un bene che va protetto e coltivato. Hanno tutte un solido bagaglio d’identità ecclesiale, di radicamento sul territorio, di esperienze umane e professionali, di storia, persino centenaria”. Il vicedirettore dell’Ufficio Cei ha invitato a “vincere ogni tentazione di chiusura asfittica”, reagendo e guardandosi “attorno e dentro con onestà, con la disponibilità a riposizionarci, aperti alle possibili e necessarie innovazioni, aiutandoci a coniugare l’informazione tradizionale con le tendenze e le opportunità dell’era digitale, senza sminuire il valore e il peso di quanto abbiamo costruito fino a questo momento”.

Un passo avanti. Si tratta di “ripartire con umiltà e impegno, per contribuire a reinventare la professione, facendo tesoro di quanto di positivo sta accadendo”, consapevoli che questo “cambio culturale” impone “una nuova organizzazione delle nostre redazioni, la disponibilità e l’abilità a muoversi su una molteplicità di piattaforme, la realizzazione di applicazioni che, mentre consentono la fruizione di contenuti su dispositivi mobili, richiedono un nuovo modo di scrivere e di raccontare per non rinunciare a stimolare il nostro lettore, aiutandolo a pensare, ad andare in profondità”. In questo passaggio rientra anche “il qualificato lavoro del Sir, eredità – ha ricordato Maffeis – della professionalità a tempo pieno di Paolo Bustaffa”, che “si misura oggi con la sensibilità e la competenza di Mimmo Delle Foglie, attento a valorizzare le possibilità d’informazione, di scambio e di relazione del nuovo ambiente”. Il Sir, ha aggiunto, “ci offre la possibilità di fare un passo avanti” con la proposta del “network digitale”, dietro al quale il vicedirettore delle comunicazioni sociali Cei ha visto “l’intuizione felice di valorizzare le possibilità di un accesso in tempo reale dal nazionale ai territori”.

Contenuti da comunicare. Nei lavori della mattinata una delle parole chiave è stata “consapevolezza”. A proporla Luigi Carletti, esperto di comunicazione sul web, per il quale “la tecnologia è un pannello pieno di bottoni: l’importante è sapere quali ci servono”. “La rete – ha evidenziato – oggi è comunicare, apprendere, socializzare, condividere, conservare e aiutare”, obiettivi che rientrano tutti in un’informazione “con forte impegno sociale” come quella dei giornali del territorio, che da parte loro hanno “i contenuti, derivanti proprio dal contatto diretto con le persone”. Un rapporto “che con la tecnologia – è convinto Carletti – non viene svilito, ma valorizzato”. Una testimonianza di utilizzo dei nuovi media per un settimanale cattolico è giunta da Claudio Turrini, webmaster di “Toscana Oggi”, giornale regionale che ha da poco realizzato un’integrazione con i social network, oltre a un portale in cui propone notizie, foto, video e altro ancora. “Si può fare di tutto – ha richiamato Turrini – ma si tratta, alla base, di cambiare completamente mentalità”. Infine, una scommessa per la carta stampata: è “Credere”, il nuovo settimanale dei Paolini presentato alla Fisc dal direttore, don Antonio Rizzolo (che guida pure il settimanale diocesano “Gazzetta d’Alba”), convinto “che questo sia un momento opportuno in cui la nascita di un nuovo giornale va a rafforzare una proposta che come mondo cattolico stiamo dando”.  (Francesco Rossi – Sir)

Nella foto: il presidente della Fisc Zanotti, Maffeis, Rizzolo, Cammoranesi, Turrini, Carletti.

 

 

 

Appunti di un convegnista

Evento diocesano e nazionale

 

La città di Chioggia e il nostro settimanale “Nuova Scintilla” hanno ospitato con entusiasmo il Convegno nazionale della Fisc, Federazione italiana settimanali cattolici, apertosi giovedì 13 aprile all’Auditorium comunale S. Nicolò nel centro storico della città: una sede indovinata, un tema d’attualità, una presenza qualificata. Tutta l’organizzazione – redazione e collaboratori – ha fatto il resto: la tre giorni ha evidenziato la presenza e il valore delle nostre 186 testate per un milione di copie in tutta Italia. Lo ha sottolineato “con gioia” il presidente della Fisc Francesco Zanotti nel suo intervento introduttivo “per festeggiare l’anniversario di uno dei nostri giornali: un secolo di vita non è uno scherzo, per portare avanti e migliorare la nostra missione, nel solco  percorso fin qui, con lo sguardo rivolto al futuro, ben radicati in un passato solido, per lunghi tratti glorioso”. “Infiniti auguri – ha concluso – a ‘Nuova Scintilla’, al suo direttore Vincenzo Tosello e a tutta la sua squadra. E grazie mille di cuore per l’ospitalità che ci avete preparato, oggi come venti anni fa”. Il presidente dopo aver centrato il discorso sul tema ricordando la necessità di costiuitre una “rete nella rete” tra settimanali diocesani, ha voluto sottolineare ed elogiare il ruolo del nostro giornale nell’ospitare il Convegno. Discorso utile anche per quanti ancora non danno importanza a questo strumento diocesano che, ricordiamolo, è sul territorio e porta a conoscenza di quanto avviene, nelle varie sue sfaccettature, i numerosi lettori, abbonati o acquirenti in edicola o in parrocchia, dove viene venduto grazie ai volontari. Mi ricordo di un nostro lettore di Polesine Camerini che non leggendo ogni giorno il quotidiano e non guardando la Tv non vedeva l’ora che arrivasse “Nuova Scintilla” per leggerla. Fin qui niente di eclatante se non fosse che il “quotidiano” è in crisi mentre il settimanale riscuote consensi che oggi vengono ancor di più evidenziati dall’informazione in rete. Sentendo dal direttore e dal collaboratore che si occupa del sito i dati di quest’altro ambito in cui si sviluppa il lavoro della redazione di “Nuova Scintilla” – quello del web – si ha la percezione che questi settimanali avranno successo. Il vescovo mons. Giuliano Giuliodori, presidente della Commissione CEI per la cultura e le comunicazioni sociali, ha definito per lui un onore tenere la prolusione al convegno, ma – ha sottolineato – si tratta anche di “un onere in questo momento storico segnato da profondi cambiamenti perché richiede una attenta analisi dei fenomeni in atto nel campo della rete e della multimedialità e nel contempo una lungimirante lettura dei possibili sviluppi al fine di orientare le scelte nell’ambito della stampa diocesana”. Ecco alcuni semplici appunti a margine del convegno Fisc che sicuramente ha rilanciato la presenza di questi settimanali sul territorio cercando di invogliare quanti fino ad ora non avevano assaporato il “gusto” di leggere questi giornali che rispecchiano e promuovono l’evolversi della vita nelle varie realtà diocesane. Dal Convegno di Chioggia si rafforzi questo prezioso patrimonio che merita di essere salvaguardato e inserito, nel rispetto della storia e della specificità di ciascuno, in un progetto organico di collaborazione a livello locale, regionale e nazionale. Un suggerimento che veniva anche da mons. Giuliodori nella prolusione all’iniziativa nazionale di “Nuova Scintilla”.   (Luigino Zanetti)

 

 

 

A margine del convegno FISC per i cent’anni della “Scintilla”

Il soggetto (cristiano), il territorio e la rete

 

Che cosa posso trattenere di un convegno intenso e partecipato sul tema ricchissimo e coinvolgente della comunicazione e del suo storico passaggio dalla carta alla complessità-semplicità del web? Si è parlato molto di cose tecniche, riferendosi alle problematiche specifiche e al linguaggio esclusivo del web. In un contesto di tal fatta, le varie relazioni non hanno mancato di mostrare l’anima. Che cosa mi ha colpito? Primo: la questione del soggetto. Il soggetto della comunicazione – in merito ai settimanali cattolici – siamo noi cristiani chiaramente inseriti nella Chiesa, ai quali è stato donato un immenso patrimonio culturale e soprattutto una visione della vita e una prospettiva di speranza che non si riscontrano più altrove. Questa ‘soggettività’ può e deve esprimersi in tutti i linguaggi e in tutti i formati – carta o web, con contenuti stabili o mobili o comunque avvenga. Qualunque tipo di informazione, in una testata di impostazione cristiana non sarà una informazione qualunque; sarà fatta con un certo stile, avrà una certa sottolineatura, provocherà un certo giudizio e muoverà a un certo atteggiamento. C’è un antico e nuovo interesse dei lettori per una domanda e una ricerca che non vengono soddisfatte dalla pletora delle informazioni in tempo reale. Secondo: il territorio. Il giornale diocesano guarda la gente, vive di rapporti, di conoscenze e problematiche immediate, pertinenti le persone; i problemi di tutti e di ciascuno guardati, giudicati, affrontati non con distacco o peggio con cinismo, ma con un accento di simpatia e una prospettiva di speranza. È la stessa corrente che da Papa Francesco scorre fino alle piazze e alle vie delle nostre città e entra nelle case delle nostre famiglie. Una particolarità che si apre all’universale e una universalità che giunge a toccare il singolo particolare: caratteristica specifica della visione cattolica del mondo e della vita. Terzo: la rete. Rete non solo in riferimento alla strumentazione virtuale usata, ma come modalità di rapporto. Rete di rapporti tra le persone del territorio, rete di comunione nella chiesa diocesana e nella chiesa universale, rete di intesa e di scambio tra i settimanali diocesani, agenzia e/o altri strumenti di collegamento e di supporto a livello nazionale, come è stato precisamente prospettato. Comprensivi di queste tre modalità insieme, sia pure a livelli e con intensità diverse, si possono citare due esempi. Nel pieno della crisi mondiale della carta stampata, in Italia nascono due nuovi settimanali decisamente impostati sulla identità cattolica e sull’ambito popolare; prima “A sua immagine” e subito dopo “Credere, la gioia della fede”. Ambedue sono partiti con un buon abbrivio. Il secondo esempio è più raffinato. Anche il secolare quindicinale ‘La Civiltà Cattolica’ si rinnova nella stampa, nel web, nei rapporti, svolgendo una comunicazione e una interazione aperte a tutto e a tutti. Con un intento dichiarato: «Cercare e trovare Dio in tutte le cose», come scrive sant’Ignazio. E dirlo a tutti. Cosa c’è di meglio e di più? (Angelo Busetto)

 

 

 

Lo sbarco sul web

Molto apprezzata al Convegno FISC la nostra presenza in Internet. Stare al passo con i tempi senza perdere le radici

 

Il convegno nazionale dei Settimanali Cattolici svoltosi a Chioggia nei giorni scorsi, in occasione del centenario de “La Scintilla – Nuova Scintilla”, è stato una preziosa opportunità di confronto e di arricchimento per la nostra testata. Il tema portante “Informazione in rete: carta stampata e web” ci ha permesso infatti di condividere l’esperienza ormai triennale di “Nuova Scintilla” nella rete con quelle di altre realtà locali del territorio nazionale. Il nostro lavoro, che vede integrati il giornale cartaceo, il sito, la pagina facebook e twitter, è stato presentato dal web master Rossano Bertocco durante la serata inaugurale del convegno (nella foto) ed è stato oggetto di molti apprezzamenti nei giorni successivi.

Quello che abbiamo messo in luce è la buona potenzialità di diffusione dell’informazione che si può ottenere sfruttando sapientemente i principali canali  attualmente disponibili, pur dovendo contenere i costi di gestione.

Il mondo dell’open source offre infatti soluzioni poco costose e facilmente accessibili, che permettono di aggiornare in modo veloce e semplice il sito, che si trasforma di fatto in un ricco archivio consultabile da chiunque disponga di connessione internet. Le informazioni veicolate dal mezzo informatico possono inoltre essere arricchite da contenuti audio e video capaci di rendere i messaggi ancora più attraenti e appetibili.  Di conseguenza la notizia, che con la carta stampata raggiunge un target specifico, non può che essere amplificata sfruttando questi molteplici mezzi di comunicazione. A dimostrazione di ciò, il convegno stesso è stato ripreso e trasmesso in rete in tempo reale: lo streaming ha permesso a chiunque potesse connettersi a www.nuovascintilla.com di vedere e ascoltare tutti gli interventi dei relatori e di “partecipare” all’evento da un altro luogo fisico, anche dall’altra parte del mondo. Allo stesso tempo, grazie a you tube ogni ripresa è entrata a far parte del bagaglio della testata, perché automaticamente archiviata nel canale video ad essa associato. Un semplice esempio di come queste tecnologie non possono che favorire e promuovere l’ormai secolare presenza del nostro amato settimanale nel territorio, dandogli anzi la possibilità di varcare i confini della diocesi per aprirsi al mondo intero.

Come hanno testimoniato molti interventi di illustri ospiti del convegno, il web non deve essere percepito come nemico della carta stampata, ma al contrario come una cassa di risonanza della ricchezza e particolarità di ciascuna realtà locale. La sfida del futuro è legata da una parte a vincere le remore e le ritrosie che alcuni hanno ancora nei confronti dei nuovi mezzi di comunicazione, dall’altra a trovare dei modi efficaci per far sì che anche grazie  al web la testata possa avere degli introiti economici capaci di sostenerla, cioè delle entrate paragonabili in qualche modo alla vendita della copia del giornale stampato. Ma quale miglior vetrina per uno sponsor se non un sito capace di attrarre molti visitatori al giorno? Diventare una presenza di riferimento nel territorio appare tappa imprescindibile per ambire a diventare oggetto di interesse di realtà economiche che, a causa della difficile congiuntura economica, sono costrette a distribuire in modo sempre più mirato i loro investimenti.

Non va comunque dimenticato il fatto che il calo di diffusione e di vendita della carta stampata è un tendenza non solo locale, ma nazionale e mondiale e sta assumendo sempre più la connotazione di una sostanziale differenza nel modo di accedere alle notizie tra generazioni. La portata di questo fenomeno non può essere ignorata, al contrario va interpretata e capita. Trovare le strategie per riuscire a stare al passo coi tempi senza perdere le nostre radici sarà la nostra missione settimanale. (Laura Gianni, contents manager)

 

 

Essere… nella rete: tutto l’evento in streaming

Il convegno, a portata di click

Il convegno FISC ha rappresentato un evento importante per la città di Chioggia, ma soprattutto per il nostro settimanale diocesano “Nuova Scintilla”. Interessante per i convegnisti che vi hanno partecipato da tutta Italia, interessante per i collaboratori locali, interessante anche per chi non ha potuto fisicamente essere presente ma ha potuto – grazie ai nostri esperti del web – seguire in streaming le tre giornate formative. È bastato accedere al sito www.nuovascintilla.com, cliccare sul video e ritrovarsi così seduti in mezzo agli oltre 150 convegnisti provenienti da tutta Italia, e seguire la cerimonia di apertura, i dibattiti e le tavole rotonde. Utile avere il convegno… a portata di click, poter vedere e ascoltare i vari relatori, e anche poter prendere qualche appunto da approfondire poi, a computer spento. Sono tuttora disponibili – insieme ai testi integrali delle relazioni, in word – tutti i video, per chi li avesse persi o per chi volesse rivederli: è sufficiente collegarsi a www.nuovascintilla.com, in basso a sinistra si trova la videogallery con tutto il materiale video-registrato.

Ecco come internet agisce in sinergia con la carta stampata per diventare strumento formativo e informativo… Buona visione a tutti! (Viviana Terzulli)

 

 

Visita guidata alla città per i convegnisti di tutta Italia

Alla scoperta di Chioggia

Ore 15.00 di venerdì 12 aprile: appuntamento all’Isola dell’Unione per i convegnisti del Centenario di “Nuova Scintilla”. C’è chi arriva in pullman messo a disposizione dalla Fondazione Cavanis e chi arriva a piedi. Un bel gruppo di quasi cento persone. Accompagnati da Eugenio e Pierluigi,  ammiriamo il canal Lusenzo, il canal San Domenico, il Mercato Ittico, gli squeri. Dopo aver percorso calle Rugoli con la caratteristica  biancheria stesa, è d’obbligo una breve pausa sul ponte della Cuccagna per cogliere qualche particolare del pittoresco canal Vena; colpiscono la luminosità e la varietà dei colori. Passando attraverso El Sagraeto ci fermiamo per uno sguardo alla Madonna del ‘Refuguim peccatorum’; colpiti dalla storia e dalla devozione del popolo clodiense,  anche a noi viene spontaneo toccare i piedi lucidi della Madre e del Bambino.

Siamo accolti al Museo Diocesano dal dott. Sergio Piva che ci presenta le statue dei SS. Patroni Felice e Fortunato e ci introduce  nella sezione storiografica per ricordare la storia della Diocesi;  si sofferma un po’ di più sulle apparizioni mariane avvenute a Chioggia e a Pellestrina. Con grande meraviglia di tutti si apre la sezione iconografica con le opere di Paolo Veneziano e il Crocifisso detto di S. Caterina. Uno sguardo particolare viene dato al grande quadro con la processione sul luogo dell’Apparizione e ai Misteri del Rosario del Brustolon. Nella sezione dell’argenteria e della devozione popolare l’attenzione di tutti va su alcune pissidi e ostensori di ottima fattura, sui piviali e sulle insegne processionali, soprattutto quelle sul tema della croce a ricordo dell’anno costantiniano 313-2013 (“In hoc signo vinces”). Alla fine  bellissime ‘tolèle’, testimonianza delle  grazie ricevute dal popolo di Chioggia, e l’apparato delle Quarant’ore di San Domenico ricordano la ‘pietas’ clodiense. Usciti dal Museo, lungo il Corso del Popolo, ci avviamo verso la Pinacoteca della SS. Trinità. Prima però ci fermiamo in Campo del Duomo per ammirare  il complesso in mattoni della Cattedrale, del  Campanile e delle chiesette di San Martino e dei SS. Pietro e Paolo. Arrivati alla SS. Trinità sorprende  la lapide sulla facciata che ricorda l’ordinazione sacerdotale del beato Rosmini nel 1821. Entrati in Chiesa don Giuliano ci fa alzare lo sguardo sulla cupola del Tirali e sui 24 ‘teleri’ che rappresentano i misteri dell’incarnazione passione morte e risurrezione del Signore e della Trinità di Dio. Un Crocifisso snodato del 1500, collocato sull’altare a parete, ricorda la drammaturgia del venerdì santo che veniva rappresentata dai componenti della Confraternita dei Rossi. Abbiamo anche un po’ di tempo per ammirare nel cortile il bellissimo campaniletto del 1634. Ed eccoci ancora in cammino. Attraverso calli e “calleselle”, campi e capitelli , arriviamo al santuario di San Domenico. Il sig. Giuseppe con grande competenza ci presenta il San Paolo, la grande opera del Carpaccio , e le altre tele presenti in chiesa. L’attenzione va subito sul Cristo dei “pescatori”: storia, arte, devozione sono interessanti,  ma soprattutto colpisce la sua drammaticità. Rimane ancora un po’ di tempo per ammirare la Laguna e passando attraverso il “balcone” di Chioggia (il Ponte di Vigo) arriviamo alla Torre di Sant’Andrea. Il prof. Luciano Bellemo con grande simpatia presenta la storia della torre e dell’orologio (magnifico il meccanismo). La sorpresa più grande è Chioggia dall’alto: cielo, acqua, mare, laguna, tetti, case, chiese e campanili fanno esclamare a tutti con grande spontaneità “Chioggia è proprio una bella Città!”. (P. Bellemo)

 

 

GRAZIE A TUTTI

Vogliamo ringraziare tutti coloro che hanno collaborato in varie forme all’ottima riuscita del Convegno. Un grazie sentito – oltre che alla presidenza e segreteria della Fisc e a tutti i relatori – agli enti che, stimando importante l’evento, hanno dato il patrocinio: il Consiglio regionale del Veneto, la provincia di Venezia, la provincia di Rovigo, il comune di Chioggia, il Parco regionale veneto del Delta del Po, l’Ordine dei Giornalisti del Veneto. Un grazie doveroso agli sponsor: Grafiche Tiozzo, Coedmar, Lattebusche, Zambonin, De Bei Bonacic, Pescamar, Banca di credito cooperativo di Piove di Sacco, Fare il Mappamondo, Artigiani Chioggia, Ascom Chioggia, Cam, La Dragaggi, Unitelm, Nelly, Spiga d’oro, Risicoltori Polesani, Valentino Boscolo Gioachina e Mirco Tiozzo Fasiolo (Natta), Teatronovo. Grazie  anche all’Hotel Airone e a tutto il personale per l’ottima ospitalità. Grazie a quanti sono stati presenti al momento inaugurale in Auditorium e agli altri incontri, in particolare al nostro vescovo Adriano Tessarollo, che ha anche presieduto l’eucaristia venerdì in cattedrale, e all’arcivescovo emerito di Gorizia Dino De Antoni che ha pure celebrato la messa sabato a San Giacomo; grazie al vicario generale mons. Zenna per la sua disponibilità e attenzione. Grazie al sindaco avv. Giuseppe Casson, al rappresentante della provincia di Venezia assessore Lucio Gianni e al rappresentante della Regione Carlo Alberto Tesserin, nonché alle varie autorità militari. Grazie alla Pro Loco di Chioggia per l’assistenza logistica e all’Apt per il materiale illustrativo; a mons. Marangon, ai dott. Piva, Bellemo, Ferrarese e al maestro Bullo per la guida in città. Grazie agli operatori del web Rossano Bertocco e Laura Gianni; al nostro fotografo Ruggero Donaggio, a tutti i collaboratori e collaboratrici: a Susy Cassetta, Floranna Cester, Viviana Terzulli, Elisa Vianello, Elisa Voltolina, Nicolò Signoretto, Alfreda Rosteghin, Giannino Dian e, in modo speciale, a Laura Penzo; oltre a quanti non sono qui nominati.

 

 

da NUOVA SCINTILLA 16 del 21 aprile 2013