Famiglia, lavoro e festa

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Speciale famiglia

Famiglia, lavoro e festa

Rosolina mare – Centro Congressi. Incontro diocesano delle famiglie in preparazione al VII incontro mondiale di Milano

Bambini compresi, erano circa duecentocinquanta le persone che hanno accolto l’invito dell’Ufficio Diocesano di Pastorale familiare per vivere insieme, il 25 aprile scorso al Centro Congressi di Rosolina Mare, un momento di preparazione al settimo incontro mondiale delle Famiglie che si terrà a Milano il prossimo 30 maggio – 3 giugno. Ci ha graziato la giornata di un tempo che solo qualche giorno prima non era nemmeno immaginabile, ma più di tutto – ci è sembrato di capire – forte e sincero è stato il desiderio di ritrovarci, incontrarci per vivere un momento “bello”. A dire il vero il tema proposto “La Famiglia, il lavoro, la festa” è stato un aggancio per un

discorso che nel corso della mattinata si è fatto più ampio e ugualmente profondo. Al di là dell’aspetto strutturale, delle animazioni e della musica, ciò che è sembrato essere più apprezzato – anche con qualche criticità – è stato l’intervento di Marco Tuggia, pedagogista che alcuni dell’uditorio già conoscevano perché anche formatore di alcune realtà del volontariato e dell’associazionismo laico ed ecclesiale.Il Vescovo ha dato inizio con una riflessione centrata proprio sul senso della Famiglia, rapportata al lavoro e alla festa, intercettando alcuni aspetti indubbiamente problematici dell’essere famiglia oggi. La perdita del senso del tempo, la centralità del lavoro che diventa onnicomprensivo e che condiziona non poco i ritmi e i tempi delle famiglie italiane. Anche la perdita del lavoro si configura come una ulteriore frammentazione dell’essere famiglia nel tempo della modernità.

A questo si è agganciato Marco Tuggia, spostando il tema e ricentrandolo sui fenomeni di dissoluzione che il soggetto famiglia oggi vive. Una dissoluzione che non deve farci paura, ma che anzi deve spingere la famiglia, ogni famiglia, a trovare energie nuove non fuori ma dentro di sé. Spazi di dialogo, di silenzio, di preghiera, di accompagnamento, di amicizia con altre coppie e famiglie, emergono come urgenti per la costituzione di un nucleo familiare ‘sano’ che sappia dare equilibrio tra i molteplici vissuti che l’istituto familiare vive. Certo, il discorso si pone ora come prospettiva per il futuro anche per la nostra Chiesa locale che in questi anni ha visto una diminuzione di esperienze di gruppi coppie e di gruppi famiglie: sono da ripensare forse metodi, stili, approcci alla “questione famiglia” nel suo complesso e nella capacità che la nostra Diocesi ha di fare proposte serie, coinvolgenti e da tutti sperimentabili. Si apre il campo degli accompagnamenti, dei percorsi del dopo Matrimonio, che non potranno essere una sorta di riedizione nei metodi e nei contenuti del Corso prematrimoniale e – forse – nemmeno dentro il cliché ormai minoritario dei gruppi coppie/sposi degli scorsi decenni. È l’impegno che il Servizio Diocesano di Pastorale Familiare dovrà affrontare con mezzi e strumenti nuovi. Da ultimo, un accenno ai tratti di biografie di coppie e di famiglie che si sono ascoltate: testimonianze di stili di vita scelti e voluti, ma anche di nuovi percorsi biografici legati alla perdita del lavoro. Anche questa è famiglia oggi in Italia. Un 25 aprile vissuto più nell’attualità che nella commemorazione, visto il valore civile che questa data rappresenta. In ogni caso, vissuto nell’impegno per un futuro migliore.

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(foto Donaggio)   (m.c.)

 

 

da NUOVA SCINTILLA 18 del 6 maggio 2012